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Legami destina il 5% dei suoi utili a progetti di sostenibilità 

Il 5% degli utili: è questa la quota che Legami, azienda italiana di Gift & Stationery con sede in Lombardia ma un ambito operativo che abbraccia anche i mercati internazionali sia in Europa sia negli Stati Uniti, stanzia a cadenza annuale per varare progetti di sostenibilità ambientale e sociale, tutelare il territorio e migliorare la qualità della vita nelle comunità in cui è direttamente coinvolta e impegnata.

Nei giorni scorsi, in coincidenza con la presentazione del suo ultimo Bilancio di Sostenibilità, l’azienda (fondata nel 2003 da Alberto Fassi e diventata, esattamente vent’anni dopo,  Società Benefit e Carbon Neutral)

ha ricordato il dato citato in apertura e ha sottolineato l’importanza di iniziative come ‘Esauriti for the Planet’. Realizzato con la collaborazione del Comune di Bergamo, questo progetto di economia circolare ha coinvolto migliaia di studenti e decine di istituti scolastici, con il fine primario di sensibilizzare i giovani sul tema del riciclo, con particolare riferimento al recupero della plastica che compone la cancelleria scolastica. 

Accanto ai programmi ‘Wonder School’ e ‘Light Up the Dream’, che fanno capo alla pluriennale collaborazione con la Fondazione CESVI, e a molti altri progetti merita una citazione uno dei fiori all’occhiello di Legami: la

grande area metropolitana protetta denominata Dreamland e dedicata alla biodiversità, non accessibile al pubblico per permettere a flora e fauna di crescere secondo i loro ritmi naturali.

“Essere sostenibili significa anche volersi sempre migliorare”, sottolinea 

Massimo Dell’Acqua, Managing Director di Legami: “il nostro obiettivo principale è quello di costituire un modello d’impresa in grado di generare valore nel tempo, senza mai scendere a compromessi su temi fondamentali come il rispetto delle persone e del pianeta”.

Non a caso, proprio i termini ‘ambiente’ e ‘persone’ rappresentano i punti cardine su cui fa leva la vision aziendale nel campo della sostenibilità.

Sul primo versante Legami punta a sviluppare azioni volte a proteggere e a rigenerare la flora e la fauna, adottando un uso responsabile delle materie prime,  ottimizzando i materiali utilizzati per il packaging e – last but not least –  promuovendo e diffondendo i principi dell’economia circolare presso le nuove generazioni. Sul secondo fronte spicca la volontà di garantire condizioni di lavoro eque lungo tutta la filiera e l’impegno a prendersi cura delle persone sia all’interno sia all’esterno dell’azienda, con progetti specifici dedicati ai dipendenti e con iniziative di solidarietà a supporto di chi vive in situazioni di fragilità.

“Per noi la sostenibilità non rappresenta un obiettivo fine a sè stesso”, spiega Natascia Ghilardi, Regulatory & Sustainability Manager di Legami, “bensì una modalità di pensiero e di azione che guida ogni processo decisionale e che si traduce in iniziative tangibili, come dimostra il progetto Dreamland. Il nostro impegno è trasformare Dreamland nella più grande area metropolitana dedicata alla protezione di piante e animali, senza  escludere, in prospettiva futura, l’ipotesi di un’ulteriore espansione del progetto stesso in altre città in cui siamo o saremo presenti. Essere sostenibili significa anche saper coniugare creatività e crescita, per avere un impatto positivo sull’ambiente e sugli individui”.