TRACCE di Davide Dall’Osso - Media Key
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Arte e culturaEsterne

TRACCE di Davide Dall’Osso

Ombre e Presenze è il progetto triennale ideato dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP concepito come un percorso di ricerca artistica dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio. Il progetto si articola in tre mostre di arte diffusa, ciascuna della durata di circa sei mesi, che vedono protagonisti tre artisti contemporanei, chiamati a interrogare il pubblico sul significato dell’essere “qui e ora”, nel rapporto tra corpo, ambiente e percezione.

Dopo la prima edizione del 2025 dedicata a Stefano Bombardieri e ai suoi famosi e imponenti rinoceronti e altri animali (Stefano Bombardieri. Il viaggio del rinoceronte e il paradosso del tempo, a cura di Anna Lisa Ghirardi) che hanno popolato le vie di Cernobbio, il secondo capitolo del progetto è ora affidato alla leggerezza delle opere di Davide Dall’Osso, artista che ha messo il proprio talento a servizio della sostenibilità ambientale, trasformando materiali di scarto industriale in sculture di forte intensità poetica. Attraverso un uso magistrale delle trasparenze e delle stratificazioni materiche, Dall’Osso dà vita a opere che sembrano però sospese tra presenza fisica e immaterialità, fondendosi con lo spazio che le accoglie.

Dichiara l’Assessore alla Cultura, dott.ssa Maria Angela Ferradini: “Questa mostra rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso strategico. Vogliamo che l’arte sia percepita come un’energia vitale che abbellisce la città e ne potenzia la capacità attrattiva. Dopo il grande successo di pubblico e critica riscosso dall’esposizione outdoor delle opere di Stefano Bombardieri, siamo certi che anche le sculture di Dall’Osso sapranno incantare i cittadini e i numerosi turisti che scelgono la nostra città, consolidando il brand Cernobbio come destinazione d’arte e cultura a livello internazionale.”

Le sculture di Dall’Osso, dalle leggiadre ballerine alle figure antropomorfe che vivono nel vento, evocano leggerezza, movimento e trasformazione, instaurando un dialogo continuo tra visibile e invisibile, tra pieno e vuoto. La materia si fa luce e riflesso in un linguaggio che amplifica la percezione del reale e invita lo spettatore a un’esperienza sensoriale e contemplativa, in cui lo sguardo è chiamato a rallentare e a interrogarsi. Uno degli obiettivi principali di Dall’Osso è quello di sensibilizzare chi incontra le sue opere a temi del riciclo della plastica, dell’economia circolare e del green. Le sue sculture realizzate in scarto di policarbonato e plexiglas, vivono attraversate dalla luce che ne ridefinisce continuamente i confini.

“Tracce sono i segni che dovremmo imparare di nuovo a seguire: quelli lasciati dai nostri antenati, che oggi fatichiamo a riconoscere perché abbiamo perso la capacità di fermarci, ascoltare e guardare davvero. Viviamo immersi in una frenesia inutile e dannosa, dimenticando il valore dell’attenzione. Come la lupa che lascia impronte sul sentiero affinché il branco – piccoli compresi – sappia riconoscere la direzione, le opere di Davide Dall’Osso disseminate a Cernobbio diventano segni da ritrovare: tracce che ci aiutano a ricordare chi siamo e, con fermezza e leggerezza insieme, dove andare. La nostra scelta di Davide Dall’Osso nasce da un profondo desiderio di comunicazione: le sue opere arrivano forti e chiare, senza compromessi. Sono leggere ma capaci di creare comunità e relazione. Installazioni di grande impatto che nascono da materiali di scarto industriale e da un impegno portato avanti da anni verso l’economia circolare. Lo sguardo dell’artista, innamorato del pianeta e dell’essere umano, ci pone una domanda necessaria: ce lo meritiamo? Forse no. Ma abbiamo bisogno di amore e bellezza per andare avanti a testa alta e risvegliare coscienze addormentate”.

– Galleria GALP

Tracce: il percorso espositivo

Il titolo della mostra, Tracce, prende ispirazione dalla poesia “Per un teatro clandestino” di Antonio Neiwiller, che sarà letta dall’artista in occasione dell’inaugurazione. Il progetto espositivo si sviluppa infatti come un percorso dove ognuna delle installazioni è una traccia lasciata dallo scultore: ognuna delle 15 installazioni (che comprendono circa 60 sculture) diventa essa stessa una traccia da leggere, interpretare e vivere. Nella sua poesia, che Dall’Osso intende quasi come un manifesto, Neiwiller parla di “un’arte clandestina / per mantenersi aperti, / essere in viaggio ma lasciare tracce, / edificare luoghi, / unirsi a viaggiatori inquieti”. È proprio questo manifesto poetico a guidare l’intera esperienza espositiva: l’arte si fa strumento per sopravvivere, comunicare e creare nuovi inizi. Esaminare le tracce diventa così un atto necessario per trovare punti di partenza e possibilità di rinascita.

Spiega Dall’Osso “Viviamo tempi precari, dove quello che solo un attimo fa era certo, adesso si sgretola. Ci aggrappiamo alle tracce del passato – nella cultura, nell’arte, nel sociale, nei percorsi familiari – per orientare il presente e non essere inghiottiti dal futuro. Le 15 installazioni presenti in mostra rappresentano queste tracce che raccontano di resilienza, rinascita, coraggio civile, emancipazione, sete di conoscenza, giustizia, cambiamento, empatia, amore: il pubblico è invitato a leggerle, interpretarle e confrontarsi con le proprie emozioni. Anche il colore di alcune delle installazioni assume una valenza più profonda: diventa inclusione dell’altro e accoglienza della diversità, aprendo lo sguardo verso esperienze e sensibilità differenti. Le installazioni dialogano con il tempo e lo spazio (come scrive Neiwiller), tra luoghi visibili e luoghi invisibili, reali e immaginari, e incarnano un nomadismo, una condizione di libertà e ricerca, un processo di liberazione”.

Tracce è un invito a percorrere sentieri impervi, a confrontarsi attraverso le macerie del presente per trovare nuove possibilità di senso attraverso l’arte. Ogni installazione è un segno lasciato per chi verrà dopo, un luogo da abitare con lo sguardo e con l’emozione. Come conclude Neiwiller: “E se a qualcuno verrà in mente, un giorno, di fare la mappa di questo itinerario, di ripercorrere i luoghi, di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo per trovare un nuovo inizio”.

Il percorso si sviluppa tra le strade di Cernobbio – luogo di intenso fascino paesaggistico e di profonda tradizione culturale – Villa Bernasconi e presso la Galleria GALP. Il progetto intende infatti trasformare il tessuto urbano e naturale della città in un palcoscenico diffuso per l’arte contemporanea, in cui le opere dialogano in modo organico con l’ambiente circostante. Le sculture di Dall’Osso si inseriscono nel paesaggio come presenze silenziose e potenti: il riflesso delle forme nelle acque del lago, il contrasto tra la monumentalità delle opere e la delicatezza della natura, la relazione con l’architettura storica contribuiscono a esaltare, attraverso il linguaggio della contemporaneità, l’anima liberty e l’identità profonda di Cernobbio. Le 15 installazioni di Dall’Osso si incontreranno sul Lungolago, nell’area pedonale, a Villa Bernasconi ma anche in punti meno turistici della città, in spazi più discreti volutamente scelti per coinvolgere zone meno battute della rinomata cittadina e coinvolgere maggiormente il territorio e i suoi abitanti. Ognuna delle installazioni prende il proprio titolo da un verso della poesia “Per un teatro clandestino” di Antonio Neiwiller.

Ombre e Presenze diventa così una trilogia di arte pubblica che affida allo spazio collettivo il ruolo di luogo di incontro e di relazione, dove le opere non si limitano a essere osservate, ma abitano la città e ne ridefiniscono la percezione. In questo contesto, la città diventa parte attiva dell’esperienza artistica e i visitatori sono invitati a percorrere le rive del lago e gli spazi urbani in un itinerario immersivo, dove arte, paesaggio e comunità si intrecciano, dando vita a un’esperienza di scoperta lenta e partecipata. Ombre e Presenze si configura come un progetto capace di attivare relazioni autentiche, restituendo all’arte contemporanea il suo ruolo di strumento di riflessione, incontro e trasformazione.

Anche quest’anno verrà pubblicato, e presentato nel mese di maggio, un catalogo che documenterà il percorso espositivo di questo secondo appuntamento e il dialogo tra le sculture di Dall’Osso e lo spazio urbano di Cernobbio.

Davide Dall’Osso

Diplomato alla Scuola D’arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, Davide lavora come attore di prosa sino al 1999, anno in cui sceglie la scultura come linguaggio principale della sua poetica.

Nel 2014 assieme a Maria Vittoria Gozio sua compagna di vita e di lavoro, fondano l’Atelier Dall’Osso snc. La sua natura green, legata all’economia circolare, lo hanno portato ad utilizzare la plastica (lo scarto industriale del policarbonato e del plexiglas), come ‘materia prima’ o mixando metalli come il rame, il filo di ferro, la rete metallica per la realizzazione delle sue sculture. Le sue installazioni fungono da ponti tra le diverse culture; concepite come drammaturgie teatrali, aspirano a suscitare una catarsi nel pubblico.

Mostre

2025 Overload, Overtourism & Overinformation installazione di 21 volti, Università Bocconi, Milano

2025 Community, installazione volti per Agrigento Capitale della Cultura Italiana 2025, Agrigento

2024 Biennale di Socino, mostra collettiva a cura di Demis Marinelli e Pietro Spoto

2023 Community, mostra diffusa di Davide Dall’Osso a cura di Maria Vittoria Gozio. 80 sculture per la Città, Castelfiorentino (FI)

2022 In un mondo perfetto, installazione a Castello Maniace, Siracusa, a cura di Maria

Vittoria Gozio ed Elena Violetti

2021 78° Mostra internazionale del Cinema di Venezia, mostra collettiva delle opere

selezionate per il film fuori concorso “American Night” del regista Alessio della Valle

2020 Biennale Art Light, mostra collettiva a cura di Vittorio Erlindo nella casa studio del Mantegna, Mantova

2019 Giardino segreto, installazione a cura di Maria Vittoria Gozio nella grande vasca in Piazza delle Sorgenti e mostra diffusa negli spazi di Albergo Posta Marcucci, Albergo Le Terme e Hotel Adler Thermae – Bagno Vignoni, San Quirico d’Orcia, Siena

2018 Biennale Art Light, mostra collettiva a cura di Vittorio Erlindo a Palazzo Ducale, Mantova

2017 Musiwa, mostra collettiva a cura di Francesco Chimenti presso Contemporary Art Museo Mediceo, Palazzo Medici Riccardi, Firenze

2016 Sanremo. Realizzazione della texture della scenografia del Festival di Sanremo utilizzando il 50% di materiale di scarto industriale di policarbonato

2014 Paralimpiadi di Sochi per lo spettacolo inaugurale vengono realizzati 650 Ice floes

2011 54° Biennale di Venezia, è tra gli artisti selezionati nella Regione Lombardia, sede Milano, Torino e Viterbo.