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THE BEDROCK: A MARMOMAC QUATTRO VISIONI SUL FUTURO DELLA PIETRA NATURALE

Al Padiglione 10 di Marmomac, la pietra naturale si confronta con il presente attraverso quattro mostre firmate da Joseph Grima, Davide Fabio Colaci, Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara che ne interpretano le possibilità tra ricerca progettuale, tecnologia e sperimentazione architettonica, confermando la fiera come punto di riferimento internazionale per chi osserva le trasformazioni del materiale lapideo.

Da sempre Marmomac dedica un’area alla sperimentazione e alle visioni sul futuro della pietra naturale, dove il Padiglione 10 si afferma come punto di riferimento per la ricerca, le tendenze e le nuove esplorazioni nel mondo lapideo.

Per il sessantesimo anniversario della manifestazione – in programma a Verona dal 22 al 25 settembre – nasce lo spazio espositivo THE BEDROCK | Leading the Future of Natural Stone, sotto la direzione artistica dell’arch. Giorgio Canale di DDM Branding. La scelta del nuovo nome evoca la roccia madre nella sua duplice natura: fondamento geologico e immagine culturale. Al centro dell’area, Pantheon, installazione simbolica e celebrativa del traguardo raggiunto da Marmomac. Realizzata con 60 materiali lapidei provenienti da tutto il mondo, interamente forniti dall’azienda Cereser, l’opera si compone di quindici colonne di grande scala che costruiscono un paesaggio immersivo capace di interpretare la dimensione internazionale della manifestazione e la pluralità espressiva della pietra naturale.

Il percorso curatoriale di quest’anno segna l’ingresso di Joseph Grima e Davide Fabio Colaci accanto a Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara, protagonisti da anni della ricerca della manifestazione. Attraverso le mostre Sulla Pietra, Marble Interiors, Carisma Materico e C’era una volta il “cielo” dell’architettura, i protagonisti di quest’anno propongono una riflessione sul materiale lapideo tra progettazione contemporanea, innovazione tecnologica e sperimentazione architettonica.

SULLA PIETRA

Joseph Grima

Alla sua prima partecipazione a Marmomac come curatore, Joseph Grima firma Sulla Pietra, una mostra che indaga il destino della pietra naturale nell’architettura del futuro, riletta attraverso le grandi transizioni ambientali e tecnologiche che oggi ridisegnano il senso del progetto moderno. Lontana dalla sola immagine di materiale estrattivo ad alto impatto, la pietra viene qui ripensata come campo attivo di sperimentazione: attraverso pratiche di riuso, processi di fabbricazione digitale e nuove ricerche su materiali a basse emissioni, essa si trasforma in una materia capace di generare linguaggi inediti tra architettura, progetto urbano e interni.

Dal principio antico dello spolia fino al recupero di sfridi e polveri lapidee impiegate nella creazione di materiali ibridi, il percorso curatoriale disegna una traiettoria che mette in discussione le gerarchie tradizionali della materia. In questa prospettiva, Grima individua una nuova “età dell’oro” della pietra naturale, in cui le tecnologie digitali ampliano le possibilità produttive e aprono nuovi orizzonti di immaginazione progettuale, ridefinendo il rapporto tra materia, sostenibilità e forma.

La mostra si presenta così come un dispositivo narrativo in cui la pietra non è più soltanto un materiale, ma un archivio di trasformazioni in atto.

MARBLE INTERIORS

Davide Fabio Colaci

Marble Interiors, a cura di Davide Fabio Colaci – alla sua prima collaborazione curatoriale con Marmomac – esplora il ruolo del marmo e della pietra naturale negli interni, mettendone in luce la capacità di costruire linguaggi spaziali complessi e stratificati.
La mostra mette in relazione dieci progetti di interior – cinque storici e cinque contemporanei – attraverso materiali d’archivio e documentazione progettuale, attivando un confronto tra approcci e soluzioni che partono da visioni differenti. Dai capolavori storici spesso dimenticati alle sperimentazioni più recenti, il percorso espositivo evidenzia come il marmo non rappresenti soltanto un materiale di finitura, ma una componente attiva nella costruzione dello spazio interno.

Come spiega il curatore: «il dialogo tra immagini, disegni e campioni materici restituisce la complessità di un materiale che attraversa il tempo, rinnovandosi continuamente grazie all’innovazione tecnologica e alla sperimentazione progettuale. In questo senso, il marmo non è inteso come rivestimento, ma come componente generativa dello spazio interno, in grado di definire atmosfere, equilibri e identità».

CARISMA MATERICO

Raffaello Galiotto

Raffaello Galiotto, da anni protagonista di progetti di sperimentazione all’interno di Marmomac, per la sessantesima edizione della manifestazione presenta Carisma Materico, la mostra che affronta il ritorno della cultura della pietra nell’architettura contemporanea attraverso quattro installazioni mock-up dedicate al rapporto tra materia e costruzione.

La mostra indaga il confronto tra la minaccia della perdita degli antichi saperi e la spinta innovativa derivata dal progresso tecnologico, dove la progettazione digitale e le tecniche di lavorazione computerizzata aprono nuovi orizzonti di precisione, complessità e ripetibilità anche nel settore lapideo. In questo scenario, la pietra rinnova il proprio ruolo di materiale da costruzione, ridefinendo il proprio carisma materico tra valorizzazione espressiva e riduzione dell’impatto ambientale.

Il progetto mette così a confronto approcci differenti, osservando le relazioni tra struttura e ornamento, leggerezza e gravità, superficie e dimensione tattile, e mostrando come la pietra possa esprimere nuove possibilità linguistiche e costruttive per l’architettura.

C’ERA UNA VOLTA IL “CIELO” DELL’ARCHITETTURA

Giuseppe Fallacara

Con C’era una volta il “cielo” dell’architettura, Giuseppe Fallacara apre una riflessione sullo spazio voltato in pietra come origine dell’architettura, in cui recinto e copertura definiscono le prime forme dell’abitare. La volta, intesa fin dall’antichità come trasposizione del firmamento in struttura muraria, diventa il campo della stereotomia, disciplina che indaga la forma delle pietre affinché possano sostenersi attraverso la stessa gravità che le governa.

Al centro dell’allestimento si collocano tre colonne d’aria vorticose che attraversano lo spazio, evocando il cielo e la fragilità dell’equilibrio tra costruzione e ambiente. Attorno a esse si sviluppano i prototipi elaborati da 17 università selezionate, tra atenei italiani ed esteri, nell’ambito del progetto Marmomac Meets Academies 2026. L’installazione restituisce una visione della pietra come materiale in trasformazione, capace di derivare dal recupero di scarti e polveri, di dialogare con altri elementi e di assumere geometrie più leggere e prestazionali.

La mostra si chiude con un invito a riportare la progettazione in pietra al centro dei percorsi accademici diventando l’ambito ideale per un dialogo tra materia, struttura e progetto.

All’interno di The Bedrock ritornano anche Stone Next, l’area dedicata all’innovazione tecnologica delle aziende e Stone&Style, il temporay shop di Marmomac.

La scelta curatoriale della sessantesima edizione di Marmomac restituisce così una riflessione articolata sul futuro della materia lapidea, mettendo in dialogo ricerca, sperimentazione e nuove interpretazioni della pietra attraverso alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea del design e dell’architettura.