In Francia e Regno Unito, broadcaster e piattaforme streaming stringono accordi senza precedenti, superando anni di concorrenza per unire contenuti e aumentare visibilità reciproca. In occasione dell’uscita del XXI Rapporto ITMedia Consulting, VOD in Europe:2025-2028. The Power of Sport, Augusto Preta ha analizzato per Agenda Digitale questa vera e propria svolta nel rapporto TV e streaming
Nei giorni scorsi il mondo televisivo è stato travolto da una serie di annunci che hanno rimesso in discussione le dinamiche del mercato dello streaming in Europa. Per la prima volta, infatti, nel panorama televisivo di Regno Unito e Francia, due dei tre più grandi mercati continentali, i principali broadcaster privati ITV e TF1 e il servizio pubblico France Télévision hanno stretto accordi, rispettivamente con Disney, Netflix e Amazon Prime Video, che prevedono la condivisione di contenuti tra le rispettive piattaforme video.
Nel caso di TF1, l’ampia diffusione di Netflix offre all’emittente l’opportunità di estendere la propria visibilità, rivolgendosi a fasce demografiche più giovani che sono meno propense a impegnarsi con la televisione broadcast e i suoi contenuti, e facendo appello al 22% dei consumatori francesi che utilizzano Netflix ma non guardano i canali TF1 o utilizzano TF1+. Come molti altri gruppi, la strategia di TF1 sta diventando sempre più incentrata sul digitale per sfruttare le mutevoli tendenze dei consumatori, che cercano la comodità e l’ampiezza dei cataloghi disponibili in streaming per intrattenersi.
Insomma, in questo momento le temperature sono particolarmente elevate anche nel mondo della televisione e nella partita che si sta giocando, anche e non solo a livello europeo, i recenti accordi tra broadcaster e piattaforme VOD segnano un passaggio chiave. Se sarà replicabile anche negli altri grandi paesi (Germania, Italia e Spagna) rimane un interrogativo aperto, viste anche le strategie di Mediaset/MFE e RTL/Bertelsmann in quei Paesi.

