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SGUARDI ALTROVE WOMEN’S INTERNATIONAL FILM FESTIVAL. “Un milione di granelli di sabbia”, il documentario di Andrea Deaglio

La guerra in Ucraina, il genocidio degli Yazidi, un devastante terremoto in Cina: l’inconscio ferito dei sopravvissuti a calamità naturali e conflitti globali trova un percorso di superamento e cura grazie al metodo del Sandwork Espressivo o Terapia della Sabbia, un approccio analitico non verbale sviluppato dalla psicoterapeuta Eva Pattis Zoja e raccontato nel documentario di Andrea Deaglio Un milione di granelli di sabbia che Sguardi Altrove presenta, a ingresso libero fuori concorso, sabato 29 marzo alle 10:30 nell’Aula Magna dell’Università Cattolica.

«Durante una guerra, o una calamità naturale, si fanno i conteggi di morti, feriti, e ricoverati in ospedale. I “feriti dentro”, i traumatizzati, non vengono considerati. Eppure i disturbi possono essere di estrema gravità: impossibilità di nutrirsi, dormire, provare sentimenti. Quando mi sono imbattuto nella storia della popolazione Yazida, nel 2014 brutalmente massacrata dai miliziani dell’Isis che lasciavano sopravvivere soltanto donne e bambini dopo torture e atrocità inenarrabili, una domanda era diventata urgente: come potranno tornare alla vita? come si può superare un trauma così grande da essere in-immaginabile?». È a questo punto della sua ricerca che Andrea Deaglio conosce la dottoressa Eva Pattis Zoja la quale proprio con gli Yazidi mette in pratica una terapia innovativa basata sul potere taumaturgico della sabbia, del silenzio, del gioco. E dell’immaginazione. Grazie alla manipolazione di piccoli oggetti simbolici e milioni di granellini di sabbia la Sandwork Therapy dà infatti all’inconscio la possibilità di esprimere per immagini, come accade anche nel cinema, ciò che il dolore ha reso indicibile. Con l’ausilio di materiali d’archivio provenienti da diversi fondi, tra cui quello del fotoreporter Andy Rocchelli, ucciso nel 2014 in Ucraina, il film documenta il lavoro che ha reso Pattis Zoja una figura di riferimento a livello internazionale svelando al contempo i legami tra la sua missione di cura e le ombre del passato legate alla storia della sua famiglia, a un amore giovanile e alla seconda guerra mondiale.

Psicoanalista junghiana, Eva Pattis Zoja si è formata come analista per bambini presso lo Jung Institut di Zurigo. Ha fondato il metodo Expressive Sandwork basandosi sulla psicologia analitica di Carl Gustav Jung e sulla Sandplay Therapy sviluppata dall’allieva junghiana Dora Kalff, elaborando forme di intervento speciali per minori oggetto di violenza e situazioni in cui la psicoterapia tradizionale non è praticabile. Il Sandwork Espressivo è stato utilizzato con pazienti in età evolutiva in molti paesi, tra i quali Ucraina, Germania, Palestina, Cina, Romania, Colombia, Malaysia, Sudafrica, Argentina, e anche in Italia.

Regista, produttore, sceneggiatore, fotografo, Andrea Deaglio ha diretto film e documentari per il cinema e la televisione, tra i quali Nera – non è la terra promessa (2007); Il futuro del mondo passa da qui – City Veins (2010), Premio Joris Ivens per la Migliore opera prima internazionale a Cinéma du Reel; Storie di uomini e lupi (2015, co-diretto con Alessandro Abba Legnazzi), vincitore del premio come Miglior film italiano al Cervino Cine Mountain; Show all this to the world (2015); I cinque punti (2023).

Saranno presenti, per un incontro pubblico al termine della proiezione, Eva Pattis Zoja, Andrea Chimento, docente Università cattolica, Laura Silvia Battaglia, giornalista, Mariagrazia Fanchi, direttrice ALMED Università Cattolica, Alice Cati, docente Università Cattolica, Patrizia Rappazzo, direttrice Sguardi Altrove. Interverrà in collegamento il regista Andrea Deaglio.

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