Il Serial Killer Museum, dopo il successo della prima sede fiorentina, ha inaugurato il 18 ottobre il suo nuovo spazio museale nel cuore di Torino, in Via Arcivescovado 9. Un lancio che ha superato le aspettative, registrando un boom di visitatori sin dai primi giorni di apertura.
Per questa seconda apertura, il museo ha selezionato Maybe, agenzia torinese specializzata in PR e media relations, come partner strategico nella comunicazione e nel posizionamento del brand sul territorio.
Obiettivo: valorizzare l’impatto culturale del progetto e inserirlo nel dibattito contemporaneo sul fenomeno crime, tra podcast di successo, serie televisive e crescente interesse verso la criminologia.
Un racconto immersivo, una comunicazione che amplifica l’esperienza. Il percorso museale torinese presenta dieci casi emblematici della storia criminale internazionale, narrati con un approccio immersivo definito come “un podcast che prende vita tra le sale” .
Maybe Press ha scelto di far leva proprio su:
L’innovazione narrativa: la visita come esperienza audio-guidata multilingua che trascina lo spettatore al centro delle storie
Il forte legame con la città: l’omaggio a Cesare Lombroso e alla tradizione scientifica torinese in ambito criminologico
Un fenomeno globale e contemporaneo: l’attenzione crescente verso true crime nella cultura pop
Personaggi iconici e riconoscibili: dai tristemente celebri Dahmer, Gacy, Manson e Ramirez alla storia italiana di Leonarda Cianciulli
La strategia media è stata orientata a posizionare il museo come un contenuto culturalecapace di trasformare la cronaca nera in un’occasione di riflessione storica, con una forte componente di storytelling.

