Tra i protagonisti della XX edizione Il SalinaDocFest ci sarà Daria Bignardi, che terrà un incontro pubblico a partite dal suo romanzo Ogni prigione è un’isola.
Il festival, diretto da Giovanna Taviani, è in programma a Salina dall’8 al 12 luglio 2026 e assegnerà alla scrittrice e giornalista il Premio Ravesi. Daria Bignardiparlando di carcere porta avanti un gesto politico. Bignardi ci racconta il suo viaggio nell’isolamento e nelle prigioni, anche interiori, con la voce di chi riesce a trasportarci al centro delle esperienze mettendosi in gioco.
Con il Premio Ravesi, il SalinaDocFest intende celebrare la sua capacità di raccontare il contemporaneo restituendo complessità, emozioni e profondità ai percorsi individuali e collettivi del nostro tempo, in piena sintonia con i temi della XX edizione del festival.
Per lei il carcere è come la giungla amazzonica, come un paese in guerra, un’isola remota, un luogo estremo dove la sopravvivenza è la priorità e i sentimenti primari sono nitidi”: forse è per questo che, da narratrice attratta dai luoghi dove “l’uomo è illuminato a giorno”, trent’anni fa è entrata per la prima volta in un carcere.
Da allora le prigioni non ha mai smesso di frequentarle. Per scrivere di quel mondo si è ritirata per mesi su un’isola piccolissima: Linosa. Ma il carcere l’ha inseguita anche lì. E gli incontri e la vita sull’isola sono entrati in dialogo profondo con le storie viste e ascoltate in carcere.
Figura centrale della cultura italiana, Daria Bignardi ha attraversato con autorevolezza il mondo del giornalismo, della letteratura e della televisione, costruendo un percorso unico per sensibilità narrativa e capacità di ascolto. Tra i suoi libri più amati e tradotti in numerosi Paesi: Non vi lascerò orfani, L’acustica perfetta, Storia della mia ansia eOgni prigione è un’isola, opere in cui intreccia memoria personale, osservazione del presente e riflessione sulle relazioni umane con una scrittura intima, ironica e profondamente contemporanea.
Ideatrice e conduttrice di programmi diventati punti di riferimento della televisione italiana come Le invasioni barbariche, L’era glaciale e Tempi moderni, ha saputo trasformare l’intervista in uno spazio autentico di racconto umano, mantenendo sempre uno stile personale, diretto ed empatico. Nel corso della sua carriera ha inoltre diretto Rai3 e collaborato con importanti testate nazionali, affermandosi come una delle voci più ascoltate nel nostro paese.
L’incontro, dal titolo “Isole, prigioni, solitudini”, si terrà al Rapanui, nello spazio Il Caffè Letterario, e sarà moderato da Giovanna Taviani. Daria Bignardi e Giovanna Taviani discuteranno del carcere come luogo reale e simbolico, delle isole come spazi di separazione e resistenza, e delle solitudini contemporanee, in dialogo anche con l’ultimo libro di Bignardi, Nostra solitudine, appena presentato al Salone del Libro.
Tra gli ospiti dell’incontro dedicato al tema del carcere, in programma il 9 luglio a Salina insieme a Daria Bignardi e moderato da Giovanna Taviani, ci sarà l’artista Tommaso Spazzini Villa. Nel corso dell’incontro racconterà la sua esperienza all’interno delle carceri italiane e il lavoro che lo ha portato a coinvolgere centinaia di detenuti in un originale progetto artistico e partecipativo. Nel 2018 ha infatti affidato a 361 persone detenute altrettante pagine dell’Odissea, chiedendo loro di intervenire sul testo attraverso sottolineature capaci di comporre nuove frasi e nuovi significati. Da questo processo è nato un grande autoritratto collettivo, in cui le parole di Omero diventano uno strumento per raccontare vissuti, emozioni, nostalgie e speranze. Questa esperienza si è poi concretizzata nel volume Autoritratti (Quodlibet, 2024), un libro d’artista che raccoglie il lavoro realizzato nelle carceri e ne approfondisce il significato. Al centro del progetto c’è l’idea che la letteratura possa diventare uno specchio attraverso cui riconoscere sé stessi e dare voce a esperienze spesso invisibili.
Particolarmente significativo è anche il confronto tra le pagine dell’Odissea annotate dai detenuti e quelle sottolineate da studenti di licei e istituti tecnici. Lo stesso testo genera letture profondamente diverse, rivelando come ogni esperienza umana trovi nelle parole della letteratura un modo unico di riflettersi e raccontarsi.
Alla XX edizione del SalinaDocFest si aggiunge anche Niccolò Ammaniti, che sarà a Salina per presentare il suo nuovo romanzo Il custode in un incontro al Wine Bar Ravesi, suggestiva location del festival e partner del Premio Ravesi. A dialogare con lui sarà Daria Bignardi, che con il podcast Parliamone tra amici continua a esplorare il mondo dei libri attraverso conversazioni intime, dirette e appassionate.
L’edizione 2026 del festival è infatti dedicata alle odissee contemporanee, ai viaggi, ai ritorni, alle migrazioni dell’anima e ai racconti che si oppongono alla logica della guerra attraverso il potere del cinema, del documentario e della narrazione.
Tra gli ospiti già annunciati, Milo Manara, autore che ha ispirato il manifesto e il concept visivo del festival con la sua personale reinterpretazione dell’Odissea e Uberto Pasolini che porterà al festival il suo Itaca – Il ritorno, film manifesto del SalinaDocFest 2026, edizione dedicata al tema delle Odissee contro le guerre.
Il SalinaDocFest diretto da Giovanna Taviani, nel 2025 è stato realizzato con il contributo del MIC – Direzione generale Cinema e audiovisivo, con il contributo della Regione Siciliana,Assessorato Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission,Comune di Malfa, Comune di Santa Marina Salina, con il sostegno e la compartecipazione di Fondazione Messina per la Cultura, Città di Messina, Città metropolitana di Messina, con il contributo di Fondazione Sicilia.

