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PR & GO UP è ‘FlexAble’

Il neologismo ‘FlexAble’ indica le qualità che meglio definiscono l’agenzia milanese PR & GO UP: competenza e flessibilità con cui vengono approcciati tutti i progetti.

In questa intervista Albert Redusa Levy, Chief Executive Officer, Gloria Peccini, Associate Director, e Chiara Borghi, Account Director, ci spiegano le caratteristiche vincenti di PR & GO UP, un’agenzia di comunicazione integrata che ha scritto la storia dell’advertising in Italia.

Ci potete innanzitutto presentare PR & GO UP Communication?

Siamo un’agenzia di comunicazione integrata, nata quasi quarant’anni fa nella Torino che ha scritto la storia dell’advertising in Italia con il desiderio di distinguerci per creatività e freschezza di approccio. Negli anni ’90 abbiamo aperto una divisione PR a Milano, città che con l’esplosione del digitale abbiamo infine scelto come unica ‘base operativa’ dove riunire sotto lo stesso tetto le competenze che mano a mano andavamo sviluppando: analisi di mercato, strategia e branding, creatività e comunicazione digitale ma anche PR, social media, influencer marketing ed event management.

Oggi ci posizioniamo tra le agenzie leader in Italia nella comunicazione per il turismo e il destination marketing, con un focus sul segmento del lusso. I nostri clienti sono soprattutto compagnie aeree, destinazioni, catene alberghiere e hotel indipendenti, ristoranti e scuole di alta formazione, che sempre più spesso attingono a linguaggi e tematiche trasversali come il cibo, la moda e il design, la cultura e la sostenibilità, rendendo ancora più ampio e poliedrico il nostro campo d’azione.

Quali sono i suoi principali punti di forza?

Abbiamo coniato un neologismo, ‘FlexAble’, per unire le qualità che meglio ci rappresentano: la competenza e flessibilità con cui approcciamo i progetti che ci vengono assegnati. La natura di agenzia integrata è senza dubbio il nostro principale punto di forza e dall’incontro tra le conoscenze delle diverse figure che compongono il team nascono soluzioni efficaci e mai banali: l’ufficio stampa colpisce nel segno grazie a strumenti originali elaborati dal team creativo, che a sua volta conta sul talento di trend scouting delle PR per dare un twist alle idee per nuove campagne.

Il vantaggio per il cliente è innegabile, poiché beneficia di un unico punto di contatto per l’ideazione, la pianificazione e il monitoraggio di progetti complessi e multicanale. Un vantaggio che offriamo anche a livello internazionale, grazie alla nostra appartenenza a Travel Lifestyle Network, la rete di agenzie di comunicazione indipendenti di cui siamo co-fondatori. In base alle esigenze del cliente, possiamo attivare le nostre ventotto sister agency nei cinque continenti per elaborare strategie su scala globale, che vengono adattate alle specificità di ciascun mercato con un’unica regia.

Come sta andando il 2024? Come sono le prospettive per quest’anno? Quali obiettivi vi ponete?

Siamo soddisfatti dell’andamento del primo semestre, nel quale abbiamo acquisito cinque nuovi clienti e ricevuto tante conferme: il 95% dei clienti con cui collaboriamo su base continuativa ci ha rinnovato la fiducia a inizio anno. Una rarità in un settore nel quale il tasso di fedeltà è spesso basso; considerando i clienti al primo rinnovo e quelli con cui operiamo da quasi vent’anni, possiamo affermare con orgoglio che la media attuale della durata dei nostri contratti è di ben otto anni. Dobbiamo molto di questo successo allo staff, che conta anche su una rete di consulenti esterni per ampliare il ventaglio delle soluzioni offerte.

L’obiettivo di medio e lungo periodo è mettere a segno nuove collaborazioni con brand di settori ‘collaterali’ al turismo (come il lusso, i vini, il food e altri prodotti d’eccellenza) che sempre più spesso ci contattano per la nostra capacità di muoverci su livelli e linguaggi affini, come Oriocenter che quattro anni fa ci ha affidato un percorso di posizionamento come shopping destination attraverso l’ufficio stampa.

Quali sono le principali novità che vi hanno visto protagonisti?

L’acquisizione di nuovi clienti come citizenM, Planetaria Hotels e il ristorante Rubacuori di Chateau Monfort a Milano ci vedono affermare il nostro posizionamento come agenzia di riferimento nell’hospitality, settore che presidiamo su tutti i principali segmenti: alberghi indipendenti e city business hotel, catene di proprietà 100% italiana e associazioni internazionali come Relais & Châteaux, che ha riconfermato la collaborazione con l’agenzia per l’undicesimo anno consecutivo. Nell’ambito del nostro ruolo pluriennale di consulenti per il turismo montano in Valtellina stiamo inoltre lavorando a uno stimolante progetto di branding e comunicazione per una nuova realtà di accoglienza di charme in Valmalenco, che presenteremo a breve.

Il nostro portfolio si è arricchito inoltre di una nuova, prestigiosa destinazione nei Caraibi: Barbados, isola che oltre al classico binomio mare/sole offre un interessante connubio di natura e cultura, gastronomia e sport.

Per concludere, quali sono le sfide più importanti che dovrete affrontare e vincere in futuro?

La competizione è la prima grande sfida. Per emergere contano il valore aggiunto che si è in grado di offrire e la capacità di fornire risultati concreti e misurabili. Per questo abbiamo scelto di posizionarci come ‘boutique agency’ fortemente orientata alla qualità, e mantenere questa promessa è una chiave fondamentale di successo.

Anche i consumatori cambiano e richiedono esperienze sempre più personalizzate e coinvolgenti. In futuro sarà cruciale sviluppare campagne che, oltre a catturare l’attenzione, creino anche un legame emotivo con il pubblico; per riuscirci, vogliamo intensificare l’uso di dati e insight per una targettizzazione ancora più efficace e precisa.

E poi ci auguriamo di essere sempre coraggiosi, innovatori ma se necessario una voce fuori dal coro. Mentre sostenibilità e responsabilità sociale stanno diventando sempre più importanti per i brand, vogliamo essere consulenti affidabili, capaci di proteggere i clienti da scivoloni come le operazioni di greenwashing.