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Podcast: Acast investe sugli emergenti e gli eventi live

Megan Davies,  Managing Director di Acast International, ci racconta la strategia per l’Italia: tra dati di mercato, l’esigenza di incontri dal vivo e uso dell’AI.

di Teresa Potenza

Il (vero) momento d’oro del podcasting italiano. C’è qualcosa di elettrizzante nell’aria quando si parla di podcast in Italia. E no, non è soltanto l’entusiasmo di noi podcaster o degli appassionati. È la consapevolezza che il nostro Paese è pronto a fare la sua parte in un settore che fino a poco tempo fa sembrava appannaggio di altri mercati, dal punto di vista della monetizzazione.

“Da anni teniamo d’occhio l’Italia”, ci racconta Megan Davies, Managing Director di Acast International, una piattaforma che supporta i podcaster nella creazione, distribuzione e monetizzazione delle puntate. “Ma negli ultimi due anni abbiamo visto qualcosa di importante”, continua Davies: “i contenuti si sono diversificati, la qualità delle produzioni è cresciuta e la domanda pubblicitaria è esplosa. Ecco perché abbiamo deciso di investire in modo più strutturato”.

Non è un caso se, negli ultimi mesi, abbiamo visto Acast in diversi eventi di settore, dal Chora Festival a Milano al Salone del Libro di Torino. Fino al Festival del Podcasting dove, nelle giornate conclusive, hanno presidiato lo spazio dedicato ai podcaster emergenti.

I podcaster in Italia: più reattivi dei mercati maturi

La crescita del podcasting in Italia è ormai ben documentata. Secondo il report ‘Podcasting trends in established vs. emerging markets’ elaborato da Acast, l’Italia è considerata a tutti gli effetti un mercato emergente, insieme a Paesi come Spagna, Brasile e India. Alcuni tra i dati degni di nota evidenziano che il 47% degli ascoltatori settimanali di podcast trascorrono più di sei ore alla settimana ascoltando i loro host preferiti.

E questi numeri sono destinati a crescere in fretta, dal momento che il 46% di questi ascoltatori prevede di aumentare il tempo trascorso con le cuffie alle orecchie nei prossimi sei mesi.

Questo significa che siamo in rapida crescita, certo, ma c’è ben altro: quando ascoltiamo una pubblicità inserita all’interno di un podcast, compiamo un’azione. Il 43% di quegli ascoltatori settimanali ha confermato di aver acquistato un prodotto grazie a una pubblicità all’interno di un podcast.

Gli eventi live: quando l’audio diventa esperienza

C’è anche un altro aspetto del podcasting italiano che viene tenuto d’occhio da chi lavora dietro le quinte di questo settore: gli eventi dal vivo. Quasi la metà degli ascoltatori abituali ha dichiarato che parteciperebbe a un evento dal vivo organizzato dal suo podcaster preferito.

“Questo entusiasmo ci ricorda i mercati consolidati”, ci fa notare Davies. “Ma quello che ci attira dell’Italia è la voglia di incontrarsi e di trasformare l’ascolto in un momento di condivisione”.

I podcast stanno, insomma, creando vere e proprie community e legami che sanno andare oltre l’ascolto in cuffia. E le aziende se ne stanno accorgendo.

Dall’ascolto solitario all’ecosistema multicanale

Un altro fenomeno tipico del podcasting italiano è quello del co-listening, cioè l’ascolto condiviso. In altre parole, si sta assistendo all’aumento delle occasioni in cui l’ascolto si condivide, commentando i temi affrontati e discutendo sulle idee che hanno ispirato. Ma non solo: si sta sviluppando in modo strutturato l’ecosistema che ruota intorno a un podcast o al suo host. Un ecosistema che si nutre di multicanalità e fa in modo che il podcasting si snodi tra audio, video, community online e appuntamenti dal vivo.

La carta degli emergenti

Ed eccoci arrivati al cuore della strategia di Acast: il sostegno ai podcaster indipendenti. Ribadito durante il Festival del Podcasting a Milano, dove Megan Davies ha tenuto un workshop proprio su come trasformare un podcast in un business. Quella di puntare sugli emergenti può sembrare una decisione controcorrente, in un momento in cui in Italia proliferano anche le grandi produzioni. Ma in realtà questa scelta rispecchia la strategia dell’azienda. “Come Acast non possediamo contenuti, perché non abbiamo nostre produzioni”, spiega Megan Davies. “Questo ci permette di lavorare con chiunque abbia qualcosa da dire, dando il nostro supporto nelle fasi chiave del lavoro, come la distribuzione e la monetizzazione”.

Acast e le tre regole d’oro per non mollare (dopo il terzo episodio)

Uno degli errori più frequenti fatti da chi decide di lanciare un podcast è quello di sottovalutarne l’impegno. Quante volte abbiamo sentito la frase “Basta un microfono per fare un podcast”? Peccato che la realtà sia ben diversa. Abbiamo, allora, chiesto a Megan Davies di condividere i tre consigli che secondo lei ogni podcaster deve tenere a mente, se vuole portare avanti il suo progetto. Eccoli di seguito:

1. Pubblica con regolarità;

2. Prepara un calendario degli episodi prima del lancio: la costanza si coltiva anche attraverso la pianificazione;

3. Valorizza i tuoi punti di forza, senza preoccuparti troppo di inseguire i trend.

L’intelligenza artificiale al servizio dei podcaster

E come non affrontare il tema Intelligenza Artificiale nel podcasting? Argomento che fa ancora rabbrividire qualche creativo, ma che in Acast stanno affrontando con pragmaticità: “Non sostituirà mai la creatività umana, ma può aiutarci nelle attività di supporto”, chiarisce Davies. Dalla trascrizione automatica degli episodi all’analisi dei contenuti o all’identificazione di keyword: tutto questo permette ai podcaster, ma anche agli investitori pubblicitari, di adottare strategie mirate per intercettare e finalizzare gli ascoltatori. Un esempio per tutti può essere quello di un brand di viaggi che per prima cosa intercetta i podcast dedicati al turismo. Dopodiché decide di investire in un podcast o in un episodio singolo e attiva un circolo che vede protagonista brand e creator insieme.

Da hobby a professione

Se dovessimo scegliere una cosa in particolare che ci ha colpito di più nella conversazione con la Managing Director di Acast, sarebbe però questa: “La mia soddisfazione più grande è vedere creator e podcaster indipendenti partire da poche decine di ascolti e trasformare il loro podcast in un lavoro a tempo pieno”. Come ci ha fatto notare Megan Davies alla fine della nostra intervista, il cuore del podcasting sta nella passione e nelle potenzialità di costruire qualcosa di sostenibile “anche dalla propria camera da letto”.