Ashoka Italia presenta la mappatura degli innovatori sociali nel nostro Paese: età media 37 anni, per il 64% sono donne e per il 78% vivono nei piccoli comuni o in provincia.
Per costruire un futuro più equo e più prospero l’Italia ha bisogno di un cambiamento che parta dal basso, dai bisogni reali della popolazione, e che offra soluzioni efficienti, replicabili e capaci di generale valore. Con questi obiettivi lavora Ashoka, network globale che seleziona e sostiene gli innovatori sociali più determinati e visionari. Nato nel 1980, Ashoka è presente in 98 Paesi tra cui, dal 2015, anche l’Italia. In occasione del suo Decennale, celebrato a Milano il 22 e 23 ottobre, Ashoka Italia fa un bilancio della sua attività: in dieci anni di presenza nel nostro Paese, Ashoka ha raccolto e distribuito circa due milioni di euro per sostenere il lavoro di persone che con i loro progetti producono benefici tangibili per le comunità in cui operano e mostrano col loro esempio che tutti possono essere protagonisti del cambiamento.
Fra gli esempi di innovazione sociale sostenuti da Ashoka in Italia c’è AddioPizzo, fondato da Dario Riccobono con altri giovani siciliani: una rete di oltre 270 imprese che rifiutano il pizzo, sostenute da una comunità di consumatori consapevoli, da cui è nato anche AddioPizzo Travel, tour operator di itinerari “pizzo free” che ha coinvolto 48.000 viaggiatori e 35.000 studenti in viaggio di istruzione, generando un indotto di 6,4 milioni di euro a favore di imprese etiche.
Un altro progetto sostenuto da Ashoka è quello di Eleonora Voltolina, che ha scelto invece di dedicarsi alla disoccupazione giovanile e al precariato under35, tra i più alti d’Europa. Ha creato la piattaforma di networking La Repubblica degli Stagisti e ha costruito un’alleanza con imprese che si impegnano a offrire tirocini di qualità, con indennità e prospettive di assunzione: oltre il 30% degli stagisti in queste aziende viene assunto, contro una media nazionale ferma al 9%.
Ashoka supporta anche CiaoLapo, organizzazione fondata dalla psichiatra Claudia Ravaldi che ha introdotto in Italia le Linee guida internazionali per l’assistenza alla morte in utero e ha diffuso strumenti come la MemoryBox, oggi presente in circa il 25% degli ospedali italiani, offrendo sostegno a oltre 20 mila famiglie.
“Negli ultimi 10 anni, grazie al supporto dei nostri partner, abbiamo raccolto e investito nel mondo 425 milioni di dollari per lo sviluppo del settore dell’imprenditoria sociale – spiega Federico Mento, co-direttore di Ashoka Italia -. A livello globale, il 95% degli innovatori sociali sostenuti da Ashoka ha creato posti di lavoro nelle proprie comunità, il 64% di essi ha influito sulle scelte dei governi per l’allocazione di risorse in progetti di innovazione sociale, il 60% ha creato nuovi mercati. Lavoriamo perché i progetti degli innovatori sociali che sosteniamo siano replicabili e quindi che il cambiamento che essi producono diventi sistemico, cioè capace di intervenire sulle cause profonde dei problemi sociali, andando oltre la risposta ai sintomi visibili. Per dare un numero, abbiamo rilevato che ciascuno dei 4mila innovatori sociali supportati da Ashoka nel mondo è in grado, con la sua attività, di migliorare la vita di 600mila persone. Si tratta di cambiamenti realizzati dalle persone per migliorare la vita delle persone, rispondendo a bisogni sociali concreti e urgenti con soluzioni altrettanto concrete, originali ed efficaci”.
Gli innovatori sociali che Ashoka supporta, gli Ashoka Fellows, vengono selezionati ogni anno in tutto il mondo. Oggi sono oltre 4.000 a livello globale, 32 in Italia, dei quali 3 nominati nel 2025. I nuovi Ashoka Fellows italiani sono stati presentati a Milano il 22 e 23 ottobre in occasione dei Changemaker Days, un appuntamento che ha riunito oltre 400 persone dall’Italia e dall’Europa per celebrare i 10 anni di Ashoka Italia: imprenditori e imprenditrici sociali, giovani innovatori, leader educativi, istituzioni e protagonisti del mondo imprenditoriale e filantropico italiano.
Gli Ashoka Fellows 2025 per l’Italia sono Martino Corazza, fondatore di Mixed Ability Sport finalizzata all’inclusione delle persone con abilità differenti attraverso lo sport; Aurora Caporossi, presidente e fondatrice di Animenta, che si occupa di lotta contro i disturbi alimentari; e Hannes Goetsch, fondatoredi BASIS Vinschgau Venosta, Social Activation Hub per lo sviluppo di progetti di innovazione sociale in Val Venosta e non solo.
Le schede dettagliate sui nuovi Ashoka Fellow sono allegate al comunicato.
Tra gli Ashoka Fellow selezionati nel mondo ci sono anche quattro premi Nobel: Jerry White, statunitense, premio Nobel per la Pace nel 1997 per le sue campagne internazionali contro gli armamenti e le mine antiuomo; Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace nel 2006 per aver creato la prima banca di microcredito e microfinanziamento in Bangladesh, la Grameen Bank; Carlos Nobre, scienziato brasiliano premio Nobel per la Pace nel 2007 per i suoi studi sul cambiamento climatico e Kailash Satyarthi, premio Nobel per la Pace nel 2014 per la sua lotta contro il lavoro minorile in India e nel mondo.
La Mappatura dell’innovazione sociale e la visione al 2035
Il Decennale di Ashoka Italia è stato l’occasione per presentare la nuova Mappatura dell’innovazione e del cambiamento sociale, un’indagine che ha coinvolto 267 persone della rete di Ashoka ed è stata presentata a Milano durante i Changemaker Days 2025.
Gli innovatori sociali italiani hanno un’età media di 37 anni, sono prevalentemente donne (64%), per il 93% possiedono una laurea o un titolo post laurea, vivono prevalentemente al Nord e al Centro e operano soprattutto nei piccoli comuni o in provincia (78%). L’Italia si conferma così un mosaico territoriale in cui il cambiamento parte dal basso e dalle comunità locali. È qui che l’innovazione è più necessaria, per offrire risposta a bisogni concreti generando strumenti efficaci e modelli di intervento che siano scalabili e possano diventare sistemici.
“La ricerca che abbiamo condotto insieme ai Dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e all’associazione Forwardto ci invita a guardare al 2035 con occhi nuovi – commenta Arianna De Mario, co-direttrice di Ashoka Italia -. Immaginiamo un’Italia in cui ogni persona, giovane o adulta, si sente protagonista del cambiamento: scuole che diventano laboratori di cittadinanza attiva, imprese che mettono l’impatto sociale al centro, città che si rigenerano grazie alla creatività e alla collaborazione di tutti. Ma vediamo anche i rischi di un’Italia a due velocità, segnata da disuguaglianze, digital divide e precarietà, dove la disinformazione può minare la coesione sociale e la democrazia. La sfida è trasformare queste complessità in opportunità, promuovendo una partecipazione diffusa, un’innovazione etica e inclusiva, e una transizione verde che non lasci indietro nessuno. Il futuro non è qualcosa che si aspetta: è qualcosa che costruiamo insieme, ogni giorno, attraverso le nostre azioni e il nostro coraggio di essere changemaker”.
Non mancano tuttavia gli ostacoli all’innovazione sociale. I più segnalati sono le resistenze sociali e culturali, le difficoltà di accesso alle risorse e i vincoli normativi e burocratici. I bisogni più sentiti riguardano la creazione di reti di collaborazione e di finanziamenti più flessibili, mentre le principali aree di intervento cui si concentra l’attività sono la salute, il pianeta e il clima, i diritti umani, la partecipazione civica, lo sviluppo economico, l’educazione e la tecnologia utilizzata a scopi benefici.
I giovani al centro del cambiamento
I Changemaker Days 2025 sono stati l’occasione per conoscere da vicino anche le attività di Ashoka dedicate ai giovani, sviluppate in Italia, a partire dal 2017 attraverso due programmi interconnessi: Educazione Trasformativa, rivolto al mondo scolastico, e Programma Giovani, focalizzato sulle nuove generazioni.
Sul fronte dell’educazione, dal 2017 Ashoka ha dato vita a una comunità nazionale molto attiva, composta da oltre 11 Scuole Changemaker, più di 70 docenti e dirigenti scolastici, 7 Ashoka Fellow attivi sull’educazione in Italia, oltre 100 leader educativi, 25 partner, tra aziende, organizzazioni del Terzo Settore, enti filantropici e istituzioni.
Dal 2015 i programmi di Ashoka dedicati ai giovani hanno raggiunto oltre 5.000 giovani in tutta Italia, con più di 50 percorsi di changemaking e la costituzione di 3 Young Advisory Board.
I partner dei Changemaker Days di Ashoka Italia
Ashoka Italia collabora con una rete di sponsor e partner che sostengono la sua missione di promuovere l’imprenditoria e l’innovazione sociale. Nello specifico, per i Changemaker Days Hogan Lovells è main partner. Importanti enti come il Comune di Milano e Fondazione Cariplo offrono il patrocinio, riconoscendo il valore pubblico dell’iniziativa. NWG Energia/NWG Italia e Sammontana SPA Società Benefit sono sponsor. Fondazione Amplifon, Fondazione Edoardo Garrone, Fondazione EOS Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Nando ed Elsa Peretti, Fondazione Pietro Pittini, Intesa Sanpaolo, Unione Buddhista Italiana e Save the Children Italia affiancano l’evento con il loro contributo. Supportano Ashoka Fondazione Alberto e Franca Riva Ente Filantropico, Fondazione DeAgostini, PFC – Partners for Change. Boehringer Ingelheim è Global Partner.

