To Be All Group – ecosistema di società e business unit verticali fondato da Matteo Altieri e Carlo Bertani, che sviluppa e investe in progetti nei settori della comunicazione, dell’innovazione tecnologica e di nuovi ambiti imprenditoriali – presenta ufficialmente Dolly: la prima GenAI Creative Company italiana, nata per esplorare e spingere al massimo le possibilità dell’intelligenza artificiale generativa nel campo della creatività visiva. Un progetto che unisce direzione creativa, visione estetica e tecnologia per trasformare idee ed emozioni in immagini, visioni e storie.
«Quando nasce un nuovo progetto è un’idea che prende forma, cresce e inizia il suo viaggio. Oggi diamo il benvenuto a Dolly, che entra nella famiglia di To Be All Group insieme a Chimera Agency, House of Talent e To Be All Communication. Continuiamo a costruire il nostro percorso mettendo l’imprenditorialità al centro, creando progetti che possano crescere e lasciare il segno», dichiara Matteo Altieri, CEO di To Be All Group.
Dolly non nasce per imitare la realtà, ma per superarla. Attraverso la Generative AI — intesa come strumento espressivo guidato dal pensiero progettuale e dalla direzione creativa — costruisce una nuova estetica visiva e un linguaggio culturale contemporaneo, integrandola con le tecniche tradizionali della produzione.
«Ogni rivoluzione (creativa e non), all’inizio, viene scambiata per una minaccia. Successe già 100 anni fa con la fotografia: per moltissimi non era considerabile arte, perché sembrava ‘troppo facile’, troppo tecnica, un click ed è tutto fatto. Il tempo e la creatività di grandi fotografi ci hanno insegnato che non stava togliendo spazio all’occhio umano, lo stava ampliando. Oggi la Generative AI è ad una simile soglia culturale, di certo più complessa da digerire. In Dolly la usiamo e studiamo come puro amplificatore della creatività, non come il suo sostituto: un mezzo da conoscere, dirigere e responsabilizzare. Una fotografia può emozionare, come un dipinto, un film in bianco e nero o pieno di effetti speciali, e un video con generazioni AI. Noi confidiamo nelle emozioni, non negli strumenti», dichiara Dario Torrisi, co-founder di Dolly.
«Vengo dal set e dalle produzioni tradizionali: so quanto tempo e risorse servano per trasformare un’idea in un contenuto davvero efficace. Ho scelto di investire nella Generative AI perché, se guidata da una regia creativa e da un metodo rigoroso, diventa una nuova pipeline produttiva: accelera pre-visualizzazione, prototipazione e iterazioni, riduce attriti tra concept e delivery e permette di scalare formati e varianti senza perdere identità di brand. In Dolly uniamo sensibilità cinematografica e competenza tecnica per integrare AI e produzione classica: non per ‘automatizzare’ la creatività, ma per liberare tempo e budget sulla parte più importante: l’idea, la direzione e lo storytelling», aggiunge Flavio Caruso, co-founder di Dolly.
Grazie al proprio talent pool – il primo network italiano interamente dedicato ai professionisti della creatività generativa – la creative company realizza contenuti che spaziano da campagne commerciali ed editoriali a fashion content, videoclip, storytelling per i social, format educativi e progetti culturali, con l’obiettivo di emozionare chi guarda.
Il primo progetto firmato Dolly è lo spot celebrativo per i 30 anni di Bravo,brand di viaggio di Alpitour World che da sempre trasforma ogni soggiorno in un’esperienza da vivere e ricordare: un racconto emozionale che attraversa la vita dei villaggi e dei loro ospiti, seguendo la crescita di un protagonista dai 2 ai 30 anni. A partire dall’ideazione dello storytelling e dalla direzione creativa, Dolly ha guidato l’intero processo progettuale, utilizzando la Generative AI per ricreare in modo fedele epoche, ambientazioni e atmosfere, avendo come spunto l’archivio storico fornito dal brand. Non un semplice lavoro tecnico di generazione immagini, ma una proposta creativa nata dall’idea e sviluppata fino alla consegna finale. Dolly si posiziona così non come casa di produzione esecutiva, ma come agenzia creativa a 360 gradi: dalla nascita del concept alla realizzazione del progetto, con un approccio autoriale e una forte direzione creativa.
«Con questo spot per i 30 anni di Bravo volevamo mostrare che l’AI non è un effetto speciale, ma un abilitatore di storytelling. Abbiamo raccontato tre decenni attraverso lo stesso protagonista, dai suoi primi passi fino al diventare padre, usando i villaggi Bravo come palcoscenico di ogni fase. L’AI ci ha permesso di rendere “visibile” il tempo che passa, ricreando dettagli come i braccialetti Bravo cambiati negli anni, e mantenendo coerenza sul protagonista e sul suo invecchiamento. Abbiamo seguito il tutto end-to-end, dall’ideazione alla realizzazione tecnica, con l’obiettivo di far emergere la storia, non la tecnologia», raccontano Torrisi e Caruso.
Dolly è anche una community: un punto di riferimento per chi desidera comprendere ed esplorare il potere della GenAI creativa attraverso contenuti formativi, progetti editoriali ed eventi. Un ecosistema che nasce in Italia con l’ambizione di accompagnare la creatività in una nuova era, in cui arte, comunicazione e intrattenimento si fondono in esperienze ibride, sorprendenti e profondamente emotive.

