Luiss Business School Creative Productions: Dall’aula al set. Presentati due documentari realizzati dagli studenti Luiss Business School disponibili sulle piattaforme Sky dai primi di maggio.
Si è svolta la seconda edizione di “Luiss Business School Creative Productions: dall’aula al set”, l’evento di presentazione dei progetti audiovisivi realizzati dagli studenti e dalle studentesse del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali, Major in Art Management, Writing School for Cinema & Television e Gestione della Produzione Cinematografica e Televisiva della Luiss Business School.
Il progetto, che per l’edizione 2026 si avvale della partnership con Sky, ha visto gli studenti e le studentesse di questi percorsi ideare, progettare e realizzare due documentari, SA.L.A.D. – San Lorenzo Art District e Ultramoderni, prodotti da Luiss Business School con la collaborazione di Nikada Film e Indaco Studios. I documentari saranno inseriti nel palinsesto di Sky Arte a partire dai primi di maggio.
SA.L.A.D. – San Lorenzo Art District racconta la nascita e lo sviluppo del più grande distretto artistico spontaneo d’Italia, sorto nel quartiere romano di San Lorenzo. Al centro del racconto, i pranzi comunitari nello studio dello scultore Bruno Melappioni, luogo di incontro e fermento creativo. Ultramoderni esplora il concetto di “ultramoderno” come recupero vitale del passato, attraverso lo sguardo e le parole dei fondatori della Conventicola degli Ultramoderni: il carismatico pianista e performer Sior Mirkaccio e la magnetica Madame de Freitas.
Questa iniziativa conferma il ruolo della Luiss Business School come laboratorio avanzato di formazione e sperimentazione, capace di fornire agli studenti e alle studentesse competenze manageriali, creative e produttive fondamentali per operare nel sistema complesso dell’industria audiovisiva contemporanea. Attraverso un approccio didattico orientato al learning by doing, i Master della Scuola permettono ai partecipanti di confrontarsi con tutte le fasi dello sviluppo di un progetto audiovisivo, dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione.
La collaborazione con partner di primo piano come Sky Italia rappresenta un elemento chiave di questo percorso: un’occasione concreta per gli studenti e le studentesse della Scuola che, affiancati dai professionisti Sky, hanno potuto misurarsi con standard industriali reali, dinamiche professionali e modelli produttivi di eccellenza. Un’esperienza che rafforza la loro preparazione e ne facilita l’ingresso nel mondo del lavoro.
Nel corso della stessa giornata è stato inoltre presentato Giulia, il progetto di fine Master che ha visto gli studenti cimentarsi con la scrittura e realizzazione del pilot di una serie TV. Giulia esplora identità, genere, amicizia e crescita, offrendo uno sguardo intimo e generazionale sul diventare adulti oggi, attraverso un racconto contemporaneo che utilizza il linguaggio del fantastico per parlare alle nuove generazioni.
LE SINOSSI DEI PROGETTI
SA.L.A.D.
SA.L.A.D. è un documentario che racconta la nascita e lo sviluppo del più grande distretto artistico d’Italia, nato spontaneamente nel quartiere romano di San Lorenzo. Il progetto, ideato dal pittore Alessandro Calizza e realizzato con il supporto di Tommaso Zijno, dà voce a una rete di studi, gallerie, librerie e spazi indipendenti fino a oggi poco visibili. Al centro del racconto, i pranzi comunitari nello studio dello scultore Bruno Melappioni, momento chiave di incontro e condivisione tra artisti. Il documentario restituisce un ritratto autentico di una comunità che si unisce per resistere all’isolamento, all’anonimato e alla gentrificazione che da anni minaccia il quartiere.
Ultramoderni
La Conventicola degli Ultramoderni è un viaggio immersivo in un luogo sospeso tra passato e presente, un cabaret fuori dal tempo nel cuore di Roma dove musica, burlesque e teatro si fondono in un’esperienza totalizzante. Attraverso lo sguardo e le parole dei suoi fondatori, il carismatico pianista e performer Sior Mirkaccio e la magnetica Madame de Freitas, il documentario racconta la nascita di uno spazio artistico unico, nato dall’urgenza di trovare una casa per chi si sente “altro” rispetto al mondo contemporaneo.
Il documentario esplora il concetto di “ultramoderno” come recupero vitale del passato: canzoni dimenticate che diventano nuove, linguaggi retrò che parlano al presente, corpi e identità che si riappropriano della scena. Al centro del racconto c’è il tema della trasformazione: artisti che trovano sé stessi indossando una maschera, un locale che da spazio vuoto diventa punto di riferimento, una comunità che si costruisce sera dopo sera. La Conventicola emerge così come rifugio e laboratorio, un luogo in cui la diversità è accolta e celebrata, e dove il confine tra vita e spettacolo si dissolve.
Giulia
Giulio (17) ha diciassette anni ed è solitario e confuso come solo i giovani maschi a quell’età sanno essere. Nella sua stanza si accumulano ore di gaming e fazzoletti sporchi, nella sua testa idee incerte su cosa significhi essere uomo, su come ci si debba comportare con quelle creature indecifrabili chiamate donne, su cosa ne pensino i guru di internet, il suo amico d’infanzia Pigi (17) imbranato quanto lui ma più illuso di potercela fare – i maschi di casa con cui non apre bocca. A scuola gli spetta un posto fisso in fondo alla piramide alimentare, dove non lo raggiungono né gli sguardi delle ragazze, né la considerazione dei compagni, ma solo le puntuali vessazioni di Raul (19), bulletto portoricano di un metro e novanta. Finché un giorno… Senza apparente spiegazione, Giulio si risveglia in un corpo diverso: un corpo di donna. Per tutti, senza possibilità di errore, lui adesso è Giulia, e nessuno ricorda sia mai stato Giulio, se non Luce (17), la sua amica transgender che, al contrario suo, non si è svegliata in un corpo nuovo da un giorno all’altro, e si sente ancora un po’ sospesa a metà. Del resto, se lì fuori, nel mondo, essere donna ha certo degli svantaggi, nella giungla della scuola le cose vanno diversamente. Anziché fare di tutto per tornare alla normalità, Giulia capisce che forse, adesso che i bulli la lasciano in pace (e anzi, la guardano con occhi diversi), che non è più invisibile, che i professori la trattano con i guanti, che persino le ragazze le rivolgono la parola, la vita può finalmente essere semplice… ma è davvero così? Seguendo le tragicomiche disavventure di un’adolescente decisamente sui generis, Giulia esplora con leggerezza e audacia la millenaria questione delle differenze tra uomo e donna, affrontando con ironia caustica e dolceamara temi caldissimi della Generazione Z, guidando lo spettatore alla scoperta di sentimenti che, al di là di ogni disparità e scontro, ci rendono in ultima analisi tutti esseri umani.

