Il volume è disponibile in doppia edizione (in lingua italiana e inglese) e in modalità open access scaricabile dai siti della Fondazione Lucio Fontana e della Fondazione Giorgio Cini.
Lucio Fontana. Origini e Immaginario. Copertina degli Atti del convegno internazionale di studi Lucio Fontana. Origini e immaginario è il titolo del volume, da oggi disponibile online, che raccoglie le riflessioni e le ricerche di venti studiosi e storici dell’arte internazionali sul percorso artistico di uno dei più grandi artisti del Novecento.
L’iniziativa editoriale, prodotta dalla Fondazione Lucio Fontana e dall’Istituto per la Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, fa seguito all’importante convegno, tenuto sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia nel dicembre 2024, organizzato con il sostegno di Intesa SanPaolo.
Il volume, a cura di Silvia Ardemagni, Luca Massimo Barbero e Maria Villa, è a disposizione sui siti web delle due Fondazioni – www.fondazioneluciofontana.it e www.cini.it – in doppia edizione (in lingua italiana e inglese) e in modalità open access, così da garantire la più ampia possibilità di consultazione a studenti e ricercatori e di diffusione nel mondo degli addetti ai lavori, dei collezionisti e degli appassionati d’arte. Alla pubblicazione in formato digitale seguirà l’edizione a stampa.
Dagli esordi in Argentina alle esposizioni che hanno consolidato la fortuna internazionale, i contributi ripercorrono l’intero arco creativo dell’artista, offrendo una sintesi aggiornata degli studi che ne evidenzia l’attualità e la persistente capacità di interrogare il presente, aprendo al contempo nuove prospettive di ricerca.
Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto per la Storia dell’Arte: «Convegno e volume vedono protagonisti studiosi e studiose di generazioni diverse: a loro abbiamo chiesto non di comporre un inventario, ma di disegnare, con voci plurali, una mappa leggibile dell’opera e della sua ricezione, dai primi anni rioplatensi fino alla messa in forma espositiva del mito».
Silvia Ardemagni e Maria Villa, presidente e vicepresidente della Fondazione Lucio Fontana: «Ci si è mossi per emblemi […] selezionando momenti e temi che consentono di riconsiderare le cronologie e gli orizzonti geografici in cui l’artista ha operato. Ciò che ne è risultato è un insieme di sentieri la cui direzione è ancora oggi possibile definire».
Lucio Fontana, Scultura spaziale, 1947. Collezione privata
© Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2026
Il volume
Il volume si apre con contributi dedicati ad approfondire l’immaginario che ha nutrito l’avanguardia fontaniana. Ester Coen riprende le radici futuriste del pensiero dell’artista; Nico Stringa ha messo a confronto la pratica di Arturo Martini con la sua scultura; Francesco Tedeschi ripercorre la categoria dell’astrazione creativa guardando ai progetti e alle sculture degli anni Trenta; Valerio Terraroli rilegge la ceramica italiana tra gli anni trenta e quaranta; Giovanni Bianchi, infine, ha ricostruito il rapporto tra Mario Deluigi e l’autore dei Concetti spaziali, evidenziando le diverse sensibilità presenti nello Spazialismo.
Una seconda lente si posa sui ‘luoghi fontaniani’ tra biografia artistica e geografia culturale: gli esordi tra Rosario e Milano (Daniela Alejandra Sbaraglia) e la “nuova sensibilità” nell’arte argentina (Lorena Mouguelar). E poi l’esperienza della fornace di Albisola (Luca Bochicchio), la presenza alle Biennali (Sileno Salvagnini) e i rapporti di Fontana con l’ambiente culturale torinese degli anni Sessanta (Giorgina Bertolino).
Uno sguardo, inoltre, è dedicato alla fortuna internazionale negli anni Cinquanta e Sessanta: Paolo Campiglio ha messo a fuoco il ruolo del mediatore Charles Damiano tra Inghilterra e Stati Uniti; Silvia Bignami ha riletto la “doccia fredda” parigina tra mostra e critica; Stefano Turina segue le tracce dell’artista in Giappone, ancora poco esplorate.
Infine, il tema delle mostre attraverso una selezione di casi studio in cui i criteri espositivi costituiscono vere e proprie letture critiche: Luca Pietro Nicoletti a partire da Omaggio a Fontana ha ragionato sulla lettura di Enrico Crispolti; Francesco Guzzetti ha attraversato il 1966 e la mostra al Walker Art Center; Choghakate Kazarian ha portato il laboratorio di una grande retrospettiva al MAM di Parigi; Marina Pugliese ha discusso le ragioni di Ambienti/Environments, tenutasi all’HangarBicocca tra 2017 e 2018; Cristina Beltrami ha riletto Lucio Fontana: Sculpture, prima mostra statunitense dedicata alla scultura.
Per restituire la complessità e la vitalità dell’opera di Fontana, il volume accoglie anche contributi dedicati alla materia con l’analisi di Barbara Ferriani su pratiche, tecniche, conservazione delle opere e la lettura di un artista di oggi come Gianni Caravaggio che propone l’idea di Concetto spaziale come “dispositivo per performare immagini prime”.

