Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare, in collaborazione con lo chef Stefano Grandi de Il Santa di Milano, la mostra personale di Luca Lombardi, intitolata Il Ritmo delle cose. Il progetto nasce dall’idea di attivare una nuova sinergia concreta fra il mondo dell’arte e quello del gusto, in una prospettiva multidisciplinare in cui l’opera e l’esperienza culinaria si accostano non per semplice affinità estetica, ma per generare un campo di lettura condiviso. Per questo, la galleria, in occasione della MILANO ART WEEK, invade gli spazi del ristorante milanese Il Santa, diretto dallo chef Stefano Grandi.
In occasione della MILANO ART WEEK, la mostra si sviluppa come intervento site-specific negli spazi del ristorante: da un lato, le opere di Lombardiridefiniscono la percezione dell’ambiente attraverso ritmo, luce e stratificazione cromatica; dall’altro, lo chef Grandi presenta un menù ideato appositamente, ispirato alla pittura dell’artista.
Luca Lombardi, The Sun fade, 2024, smalto su tela su legno, cm 35 x 35 ©Luca Lombardi / courtesy Glenda Cinquegrana Art Consulting
Al centro della ricerca di Lombardi c’è una riflessione sul gesto e sulle sue trasformazioni contemporanee. Se in pittura il gesto è da sempre il punto d’incontro tra l’intenzione e la materia, oggi l’artista assume lo swipe, lo scorrimento di immagini e video sullo schermo, come gesto quotidiano alla base della sua pittura: è un atto standardizzato, privo di drammaticità, ma radicale nelle sue conseguenze. Ogni passaggio sostituisce il precedente: il segno non afferma, ma consuma e cancella. In questa dinamica, la pittura diventa il luogo in cui la traccia registra un’assenza: il colore si fa indice di una fruizione continua, rapida, potenzialmente infinita, in cui immagini, informazioni e tempo si sovrappongono senza sedimentarsi nella coscienza. Attraverso un uso calibrato di stratificazioni e forme sinuose, Lombardi costruisce campi pittorici in cui il colore occupa l’intero spazio della tela, irradiando una luminosità interna che richiama la luce degli schermi. Ne emerge una pittura che non descrive, ma attiva: un’esperienza visiva in cui il ritmo non è solo tema, ma condizione della visione.
In dialogo con questo impianto, Stefano Grandi sviluppa, per ogni giornata della mostra, un percorso gastronomico che intercetta il ritmo lento della natura e della primavera, mettendolo in risonanza con le morbide cromie di Lombardi. Il menù interpreta l’idea di una rinascita stagionale come una scansione naturale e, insieme, contemporanea: un tempo che si ripete e si rinnova, proprio come suggerisce il titolo della mostra.

