L'innovazione femminile protagonista a "Donna, Economia & Potere" 2025 - Media Key
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L’innovazione femminile protagonista a “Donna, Economia & Potere” 2025

V edizione del contest B Factor: sul podio le startup Fideliomed, Sinergy Flow ed Hemera

Si è appena conclusa la V edizione del contest B Factor, il contest dedicato alle startup femminili in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center nell’ambito della 25esima edizione del Seminario internazionale Donna, Economia e Potere promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario. «Con B Factor continuiamo a dare spazio e visibilità al talento femminile che innova e crea valore», dichiara Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario. «Ogni anno premiamo donne che, con coraggio e competenza, trasformano le loro idee in soluzioni concrete, capaci di migliorare la vita delle persone e di contribuire alla crescita del Paese». 

Il dato da cui parte il contest è la scarsa incidenza di startup fondate o co-fondate da donne. Secondo Unioncamere, solo il 13,84% delle startup innovative (pari a 1.684) è a prevalenza femminile. A ostacolare il cammino femminile c’è l’accesso ai capitali – più difficile, più lento e costoso – ma anche bias inconsci nei processi di valutazione degli investitori, una cultura imprenditoriale ancora poco inclusiva e una presenza femminile molto ridotta nei ruoli decisionali del venture capital. Secondo il Report on gender equality in the Ue 2025, solo il 2% del capitale investito va a startup con leadership esclusivamente femminile, contro l’82% destinato a team interamente maschili. Il 15% va invece a team misti. Il 53% delle startup guidate da uomini trova un investitore nei primi sei mesi, contro appena il 31% di quelle femminili e mentre tra i sei e i dodici mesi trova un investitore un ulteriore 38% delle imprese maschili, solo il 41% di quelle femminili riesce a chiudere un round entro l’anno. Quanto alla presenza femminile nel venture capital, solo il 14% delle “key people” è donna.

Contest B Factor: le vincitrici

I progetti presentati nella V edizione di B Factor hanno dimostrato invece l’assoluta capacità delle donne di apportare innovazione e idee in settori chiave come la Medicina e la Transizione Energetica. 

La giuria, composta dalla Presidente Lella GolfoCarlo Alberto Carnevale Maffè, Docente di Strategia della SDA Bocconi School of Management, Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale Intesa Sanpaolo Innovation Center, Paolo Cellini, Docente di Economia Digitale, Luiss Guido Carli, Maria Carmela Colaiacovo, Presidente Il Sole 24 Ore, Luigi Gallo, Responsabile BU Incentivi e Innovazione di Invitalia, Maura Gentili, Dirigente del MIMIT, Anna Lambiase, Presidente di CDP Venture Capital SGR, ha premiato tre delle sette startup finaliste del premio. 

Fideliomed di Simona Roggero, una startup che ha sviluppato una tecnologia in grado di prevenire l’anemia attraverso sensori ematici & virtuali combinati con l’AI. L’obiettivo è offrire prevenzione e azione in un unico step, contrastando i ritardi nelle decisioni della medicina primaria, intervenendo su un problema sanitario (l’anemia) che affligge 2 miliardi di persone e la cui diagnosi tardiva aumenta i costi di cura del 38%. La piattaforma permette di ottenere risultati e la prescrizione della cura migliore in meno di 5 minuti dopo un semplice prelievo di sangue da dito, vantando un’accuratezza superiore al 95%. 

Sinergy Flow di Alessandra Accogli, che offre una soluzione ad una delle principali problematiche della transizione energetica: l’accumulo a lunga durata dell’energia. Infatti le tecnologie di accumulo attualmente più diffuse, come le batterie agli ioni di litio, sono ottime per l’accumulo a breve termine (poche ore), ma inadeguate per l’accumulo a lunga durata, fattore chiave per una transizione energetica completa. Sinergy Flow interviene proprio qui, offrendo una soluzione LDES (Long Duration Energy Storage), fornendo una tecnologia innovativa basata su batteria a flusso che produce oltre 100kW con una efficienza di sistema superiore al 70%.

Hemera di Cristiana Vignoli, che si pone l’ambizioso obiettivo di contribuire alla rigenerazione delle cellule post lesione acuta al modello spinale. Ogni anno, più di 500.000 persone nel mondo subiscono questa tipologia di lesione, che spesso causa paralisi (tetraplegia o paraplegia), oltre a gravi disfunzioni. Tra le cause principali gli incidenti stradali (38%) e le cadute (33%). Oggi, non esistono cure risolutive. REMAST (Regenerative Educated Macrophages Self Transplantation), è la terapia proposta da Hemera, e consiste nel prelevare dal paziente delle “cellule spazzino”, i macrofagi, riprogrammarle in laboratorio per trasformarle in “cellule di soccorso” super-efficienti. Queste cellule modificate vengono poi reiniettate nel paziente e contribuiscono a promuovere la crescita delle cellule nervose (neurali), a raggiungere il punto esatto della lesione, e ad aiutare i tessuti a rigenerarsi, migliorando l’ossigenazione e formando nuovi vasi sanguigni.

«Con la 5° edizione di B Factor – conclude Lella Golfo – abbiamo voluto accendere i riflettori sulle startup che operano nel campo medico-sanitario, premiando soluzioni innovative a supporto non solo dei pazienti e delle loro patologie, ma anche del sistema sanitario nazionale in termini di prevenzione ed efficienza economica. E doveroso sguardo anche al settore energetico, da cui dipenderà tanta parte della competitività del nostro sistema Paese. B Factor è un’altra occasione importante  per dimostrare che investire sul talento femminile non è solo una scelta di equità, ma una strategia di sviluppo per tutto il Paese. E la partnership di Intesa Sanpaolo anche su questo progetto ne testimonia la valenza strategica».