Il debutto della collaborazione prende vita con la mostra di Chiara Zhu, un viaggio tra design e dualismo
The Social Hub e Florence Biennale annunciano l’avvio di una collaborazione che vede la cultura e il design contemporaneo protagonisti negli spazi di The Social Hub, gruppo europeo di hospitality con 21 strutture in Europa che combina camere d’hotel di design premium per soggiorni brevi e lunghi con alloggi per studenti, spazi di coworking, sale riunioni e per eventi, ristoranti, bar, palestre aperte 24 ore su 24 e aree accessibili al pubblico come terrazze panoramiche, parchi e luoghi culturali.
Il primo passo di questa sinergia sarà la mostra dell’artista e designer veneziana Chiara Zhu, che inaugurerà a The Social Hub Firenze Lavagnini, in Viale Spartaco Lavagnini 70-72, il prossimo 21 febbraio 2026 e resterà aperta al pubblico fino all’8 marzo 2026, che sarà preceduta da un vernissage previsto per il 20 febbraio: un momento di incontro accompagnato da un aperitivo, a ingresso libero e senza necessità di prenotazione.
Per approfondire i temi della mostra, ci sarà un talk dedicato, il 28 febbraio alle ore 17:30, presso The Social Hub Lavagnini, in cui l’artista Chiara Zhu sarà protagonista di un dialogo con il pubblico, insieme a Matteo Carboni di Un Altro Studio e Jacopo Celona, Direttore Generale della Florence Biennale.
Ogni edizione della Florence Biennale rappresenta un momento di rinascita e condivisione, trasformando Firenze nel palcoscenico di un grande incontro internazionale dove arte e design si danno appuntamento per dialogare ed emozionare. La partnership con The Social Hub nasce proprio da questa volontà condivisa: creare spazi di incontro attraverso il linguaggio creativo. Se Florence Biennale rappresenta da quindici edizioni un laboratorio di esperienze e connessioni per artisti e creativi di tutto il mondo, The Social Hub ne diventa la casa: uno spazio cosmopolita dove l’arte non resta sulle pareti ma abita gli spazi comuni, trasformandosi nel motore di talk ed eventi che uniranno il pubblico in vista della Biennale di ottobre.
“Ci piace pensare che i nostri spazi siano fatti per connettere le persone e l’arte è il linguaggio perfetto per farlo. Siamo entusiasti di inaugurare questa collaborazione con Florence Biennale e questa sinergia con Chiara Zhu, che riflettono perfettamente l’anima e l’essenza di The Social Hub. Questo primo passo a Lavagnini rappresenta per noi un inizio stimolante: la nostra volontà è quella di continuare a nutrire questo legame nel tempo; è solo il primo capitolo di un racconto che punta a evolversi e a trovare nuove forme di espressione nei nostri hub” — Camilla Petitto, General Manager di The Social Hub Firenze Lavagnini.
“La collaborazione con The Social Hub nasce da una visione condivisa: portare l’arte fuori dai contesti più tradizionali e renderla parte viva della quotidianità urbana. Per Florence Biennale è fondamentale creare occasioni di incontro e dialogo che accompagnino e si sviluppino oltre il grande appuntamento espositivo di ottobre. The Social Hub rappresenta un luogo ideale, aperto e cosmopolita, dove artisti, designer e pubblico possono confrontarsi in modo spontaneo. Questa partnership segna l’inizio di un percorso volto a valorizzare il linguaggio creativo come strumento di connessione, inclusione e scambio culturale” — Jacopo Celona, Direttore Generale della Florence Biennale
La mostra
L’esposizione di Chiara Zhu si inserisce nel tema portante della XV edizione di Florence Biennale: “The Sublime Essences of Light and Darkness. Concept of Dualism in Contemporary Art and Design”, un invito a esplorare la complessità dell’esistenza attraverso la lente del dualismo in cui luce e oscurità trovano senso nella loro contrapposizione, riflettendo le tensioni della vita umana.
Attraverso un linguaggio grafico vibrante e astratto, l’artista esplora la complessità dell’identità umana, analizzando il dualismo tra corpo e mente, invitando all’accettazione delle parti “opposte” ma complementari del sé. Il cuore del percorso espositivo presso The Social Hub Lavagnini, dal nome “On Time”, è rappresentato dal progetto “Impersonae”: un’opera composta da sei tele che indaga la complessità dell’identità umana, intesa come realtà contraddittoria e stratificata, in un presente che tende alla semplificazione. L’opera trae origine dal corpo, esplorando il dualismo tra corpo e mente, ragione ed emotività. La grafica esplora la connessione tra dolore fisico e dolore mentale, così come la vulnerabilità. Attraverso l’uso del cerchio, forma geometrica elementare e dalle infinite variazioni, l’artista costruisce un Personascape: un paesaggio visivo di attributi e stati interiori in cui ogni individuo è inteso come un mosaico di qualità e difetti, che invita a riflettere sulla molteplicità del sé. Le sei tele si articolano attorno a un nucleo centrale in cui figure erette e capovolte, luce e oscurità, ordine geometrico e risonanza emotiva del colore si incontrano. In questo punto di collisione prende forma il concetto di sublime: non come perfezione formale, ma come possibilità di coesistenza tra elementi opposti e complementari. Impersonae si completa con un mazzo di carte interattivo, pensato come strumento di relazione e narrazione, che invita i partecipanti a esplorare e raccontare la propria identità, valorizzando la diversità come risorsa e le imperfezioni come parte integrante dell’essere umano.

