La sartoria dell’innovazione di Asset Media - Media Key
Salta al contenuto
InterneMedia Key

La sartoria dell’innovazione di Asset Media

Da una capacità di entrare in sintonia con i clienti che travalica perfino i confini della ‘normale’ consulenza alla nuova brand identity, sintesi fra il legame con il passato e la volontà di guidare i processi di cambiamento, non sono pochi gli argomenti che tengono banco in casa di Asset Media.

Ne parliamo in questa intervista congiunta a Francesco Ferrero, Founder & CEO, Alessandro Garziera, Partner e Head of Digital, e Marina Casalegno, Senior Media Partner.

Al giro di boa fra il primo e il secondo semestre, come giudicate l’andamento dell’anno in corso?

Francesco Ferrero: Comincio con il ricordare che alla fine del 2024 Asset Media celebrerà un traguardo importante, ovvero i suoi primi venticinque anni di attività: io ne ho vissuti personalmente quasi venti, sempre con passione, serietà, concretezza e senso di responsabilità, e in tale periodo i nostri valori di fondo non sono cambiati. Dopo un 2023 ricco di soddisfazioni, di grandi progetti e di crescita su tutti i fronti, se dovessi riassumere in una sola parola l’andamento del 2024 opterei per ‘consolidamento’: della nostra attività, della partnership con i clienti e delle agenzie facenti parte dell’ecosistema multimediale, tutti elementi fondamentali. Dopo la significativa crescita degli ultimi anni, è il momento di mettere un punto fermo in merito alla consapevolezza delle nostre competenze e alla nostra mission di consulenti media per i clienti che credono in noi, nonché di comunicare tali valori sia all’esterno sia all’interno dell’agenzia e a chi ne farà parte nel prossimo futuro.

Guardiamo al domani con ambizione, ma anche con la serenità che da sempre ci contraddistingue. La fine dell’anno scorso è stata contrassegnata anche dallo spostamento in una nuova sede, situata sempre nella nostra base storica di Torino ma più sintonica con le fasi di sviluppo presenti e future dell’agenzia: moderna, spaziosa e con luoghi fisici in cui le unit di Asset Media possono ‘contaminarsi’ e stimolarsi a vicenda day by day.

Quali sono le ragioni primarie che vi hanno recentemente spinti a rivedere la brand identity?

Francesco Ferrero: La decisione di rinnovare l’immagine è stata dettata dalla volontà di evolverci e adattarci ai mutamenti del mercato, mantenendo salda la nostra identità e la nostra storia.

Negli ultimi anni abbiamo registrato una costante crescita e un progressivo ampliamento delle nostre attività. Il trasferimento in una nuova sede è stato il risultato naturale di questo sviluppo, così come l’ulteriore potenziamento del nostro reparto digital, già esistente ma ora rafforzato per rispondere alle nuove esigenze della domanda. Questi cambiamenti ci hanno spinti a rivisitare l’identità visiva, al fine di garantire coerenza e coesione in tutte le nostre attività. Abbiamo scelto di conservare i colori principali che da sempre contraddistinguono Asset Media, per mantenere vivo il legame con il nostro passato e per garantire il riconoscimento da parte dei clienti e dei partner. Tuttavia, abbiamo ritenuto necessario aggiornarci per rispecchiare le trasformazioni che abbiamo vissuto come azienda. Nel rinnovare il logo abbiamo optato per un font che, pur mantenendo una continuità con quello precedente, possa trasmettere un senso di freschezza e modernità, riflettendo i nostri valori e l’impegno verso il futuro. Inoltre, il nuovo logo è stato progettato per essere facilmente ‘iconizzabile’, con un pittogramma che rappresenta una sintesi delle iniziali AM (Asset Media), garantendo la riconoscibilità e l’usabilità in ogni contesto. Il rebranding, in sostanza, aggiunge un ulteriore e significativo tassello al percorso di crescita e di adattamento alle nuove sfide dello scenario dei media. È una sorta di nuovo capitolo nella nostra storia, un mix perfetto di tradizione e innovazione, come una buona ricetta che non rinnega mai i suoi ingredienti principali ma sa come aggiungere quel tocco di freschezza che fa la differenza. Siamo entusiasti di intraprendere questo viaggio e di continuare a offrire, come sempre, il meglio di noi! I clienti – o, meglio, i partner – che accogliamo nel nostro ecosistema mediatico arrivano spesso dalle agenzie di comunicazione, dal ‘passaparola’ fra aziende con cui abbiamo già collaborato e solo in minima parte da pitch media; preferiamo stabilire fin dall’inizio un dialogo diretto, concreto e trasparente, per poter seguire le necessità del brand dai primi passi e per indirizzarli verso una corretta strategia media ‘sartoriale’. Il nostro claim, non a caso, continua a essere lo stesso dal 1999: ‘your personal media stylist’.

Su cosa fanno leva la mission e il posizionamento di Asset Media, anche in termini di differenziazione dai competitor?

Alessandro Garziera: Nel nostro Dna c’è la ferma volontà di guidare i clienti nel processo di sviluppo delle loro strategie di marketing, ottimizzare l’efficacia delle campagne e aiutarli a costruire una relazione salda e significativa con il loro pubblico di riferimento. Li accompagniamo nell’accettare le nuove sfide del mercato, anche sul piano tecnologico, per adattarsi rapidamente al cambiamento con soluzioni custom e distintive. Manteniamo sempre un approccio trasparente, sostenibile ed etico: a nostro avviso è questa la chiave del successo, nel nuovo panorama pubblicitario in generale e nel mondo digital in particolare.

Cosa significa realmente fare piani media su misura invece che ‘fotocopie’ eccessivamente standardizzate?

Alessandro Garziera: Creare piani pubblicitari su misura significa studiare e sviluppare strategie di marketing personalizzate, in grado di rispondere alle esigenze, agli obiettivi e alle caratteristiche uniche dei nostri clienti, molto diversi tra loro. Questo approccio richiede un’analisi approfondita e una comprensione dettagliata delle caratteristiche del cliente stesso, del target di riferimento, del mercato di appartenenza e dei canali di comunicazione più efficaci, innovativi e idonei a raggiungere il pubblico desiderato, senza perdere d’occhio il budget disponibile e il ritorno sull’investimento. Ci mettiamo molto impegno e passione: per noi ogni volta è un’avventura nuova!

Marina Casalegno: Per certi versi, il nostro modo di lavorare e di interagire con i clienti va perfino al di là della ‘semplice’ consulenza. Per elaborare una strategia media che vada oltre la singola campagna e si proietti sul lungo termine bisogna essere vicini – anzi, vicinissimi – al cliente in ogni momento, conoscere il suo business e la sua ‘anima’, condividere qualunque dettaglio. Mi è capitato più volte, in occasione di incontri e convegni, di essere presentata dai clienti come una ‘collega’: può sembrare un mero aneddoto un po’ curioso ma, in realtà, è sintomatico di come sia recepita, vissuta e apprezzata la nostra capacità di essere costantemente al loro fianco. Tale impostazione ci porta automaticamente a poter vantare un elevato tasso di fidelizzazione; va anche sottolineato che il numero di aziende che si possono seguire ‘da vicinissimo’ non è infinito e, dal nostro punto di vista, preferiamo selezionare il parco clienti piuttosto che ridurre anche minimamente l’attenzione a essi dedicata. Io seguo la sede di Genova di Asset Media e il mio team interagisce soprattutto con le PMI, interfacciandosi a volte con la Direzione Marketing e altre direttamente con la proprietà: i nostri interlocutori sono persone competentissime per quanto riguarda il loro business ma non necessariamente esperte di media, il che accentua la necessità di fare da ‘bussola’ e aiutarli a ottimizzare i loro investimenti.

In base alla vostra esperienza quotidiana, quali sono le tendenze principali che stanno pilotando questa fase di sviluppo dello scenario comunicazionale italiano?

Alessandro Garziera: Il mercato pubblicitario digitale ha vissuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, trasformandosi in un elemento chiave per il successo delle strategie di marketing delle aziende. Le dinamiche, tuttavia, sono complesse e prevedono un costante adattamento alle nuove tecnologie e ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori. Il mercato è chiamato ad affrontare diverse sfide, legate anche e soprattutto alle principali tendenze in atto, e l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando la comunicazione digitale, offrendo nuove opportunità per migliorare l’efficacia e l’efficienza delle strategie di marketing: si pensi alla possibilità di analizzare grandi volumi di dati, all’ottimizzazione delle campagne pubblicitarie in tempo reale o, ancora, alla personalizzazione dei contenuti in base alle preferenze degli utenti, che consente di offrire esperienze particolarmente rilevanti e coinvolgenti.

Un’altra tendenza importante si collega all’evoluzione della digital communication verso un ambiente ‘cookieless’, sulla scia di una combinazione di concause come le preoccupazioni sulla privacy, le regolamentazioni più stringenti e le decisioni dei principali attori tecnologici.

Negli ultimi anni i podcast sono cresciuti in maniera esponenziale in Italia, diventando uno dei mezzi di comunicazione e intrattenimento più forti per i brand. Questa crescita è stata alimentata dalla vasta gamma di argomenti e dalla pluralità di piattaforme di ascolto: Spotify e Apple Podcasts dominano il mercato italiano, ma anche Spreaker e Audible (Amazon) stanno guadagnando popolarità. Molti brand investono in produzioni originali di podcast, creando contenuti esclusivi, immersivi e in grado di attrarre ascoltatori fedeli. Anche le piattaforme video digitali offrono un’ampia gamma di contenuti on demand e hanno trasformato le modalità di consumo mediatico, mettendo a disposizione del mercato contenuti accessibili in qualsiasi momento e su diversi dispositivi. Ogni piattaforma ha le proprie caratteristiche distintive e i suoi modelli di abbonamento: gli utenti possono scegliere quello che meglio si adatta alle loro esigenze e preferenze.

Marina Casalegno: Sempre nel cluster delle PMI, c’è una tendenza importante da sottolineare: il ‘ritorno di fiamma’ per la televisione. In passato c’era stato un raffreddamento, dovuto soprattutto al fatto che la soglia d’accesso al mezzo prevedeva bud-get piuttosto consistenti: la fine dell’emergenza sociosanitaria e l’avvento delle nuove tecnologie hanno comportato un sensibile aumento degli investimenti nel comparto televisivo, inteso a 360° (lineare tradizionale, satellite, streaming, CTV). È un fatto positivo, che ha risvolti rilevanti anche in termini espressivi e creativi.

Una menzione va inevitabilmente anche alla sostenibilità (oggi, quando si fa una presentazione, il termine non può non essere citato almeno un paio di volte!). Come individui, cittadini e consumatori, la sostenibilità fa parte della nostra vita quotidiana ed è un bene che si sia estesa al mondo del lavoro e della produzione. Non mi riferisco alla sostenibilità ‘obbligata’, ovvero dettata da sistemi regolatori e da linee guida ancora non chiarissime, bensì a quella ‘vera’, sentita, sincera e che, nel caso specifico di Asset Media, ci spinge, per esempio, a essere sempre più paper free o a privilegiare gli spostamenti in treno.

Possiamo citare qualche case history particolarmente significativa o, comunque, i nomi di aziende e brand con cui avete interagito?

Alessandro Garziera: Formati ad alto impatto, elaborati attraverso Atelier Teads, costruiti su misura e altamente customizzati in funzione dei goal prefissati, hanno permesso al cliente Bosca di generare risultati di successo sui principali indicatori media, ma anche in relazione all’aided ad recall e alla brand awareness. Altri esempi significativi sono l’utilizzo della tecnologia AI in un contesto di cambiamenti, dovuti alla deprecazione dei cookie di terza parte, per la campagna Madi Ventura, che grazie a Seedtag ha ottenuto risultati importanti sui consueti indicatori media e una misurazione dell’attenzione effettiva generata dalla creatività nei diversi contesti; o, ancora, l’intimità dell’audio e l’emozione del racconto di ‘Teste di Marmo’, il podcast che abbiamo realizzato, tramite Podcastory, per Volotea. L’obiettivo è stato quello di raccontare le destinazioni turistiche collegate dalla compagnia aerea spagnola con un ‘tone of voice’ innovativo ed emozionale (le statue che hanno descritto in modo poetico le rispettive città); per raggiungere il target abbiamo anche promosso il podcast con un’attività di audioseeding su base semantica.

Quali traguardi attendono Asset Media nell’immediato futuro?

Francesco Ferrero: Il fatto che, come detto, stiamo vivendo una fase di consolidamento non incide sul nostro impegno, che continua a essere assoluto: puntiamo a crescere sempre di più in termini di expertise e di competenza, tenendoci quotidianamente aggiornati sull’evoluzione del mercato e sulle nuove tendenze in atto. Al contempo, non rinnegheremo mai i nostri valori cardine, quelli che ci hanno consentito di diventare ciò che siamo oggi. A riguardo, ci tengo a ringraziare personalmente e sentitamente tutti coloro che credono in Asset Media, in primis i nostri dipendenti ma anche i collaboratori interni ed esterni all’agenzia, profondamente coinvolti in un percorso di crescita e sviluppo sempre più stimolante.