Hai mai scelto una meta perché l’hai vista in un video su TikTok o in un reel su Instagram?
Non sei il solo. Oggi i viaggi cominciano molto prima di una valigia o di un biglietto aereo: iniziano online, tra immagini, emozioni e storie capaci di accendere il desiderio di partire.
È partendo da questa riflessione che la travel blogger napoletana Anna Pernice è intervenuta lo scorso 2 novembre al SIHE di Lugano, la principale fiera internazionale del turismo in Svizzera. Invitata come speaker per raccontare la sua esperienza di professionista del turismo digitale, Pernice ha affrontato un tema quanto mai attuale: il ruolo dei content creator nella trasformazione della comunicazione turistica.
“Da un video a un biglietto aereo”: come i creator influenzano le scelte di viaggio
Nel suo speech, dal titolo “Da un video a un biglietto aereo: come i creator influenzano le nostre scelte di vacanza”, Anna Pernice ha analizzato l’evoluzione del travel storytelling negli ultimi anni, sottolineando come i contenuti digitali siano diventati il primo passo di ogni esperienza di viaggio.
“Oggi un viaggio può nascere da un semplice scroll. Basta un video per farci sognare e spingerci a prenotare un volo. Ma questo potere va gestito con responsabilità, etica e consapevolezza”, ha dichiarato la blogger durante il suo intervento.
L’incontro, seguito da operatori turistici, enti del turismo e professionisti della comunicazione, ha offerto uno sguardo privilegiato su come la narrazione online stia ridisegnando il modo di concepire il viaggio stesso.
Dalla passione alla professione: tredici anni di evoluzione del travel blogging
Giornalista e pioniera del blogging di viaggio in Italia, Anna Pernice ha iniziato la sua attività circa tredici anni fa, quando i blog erano spazi personali dedicati al racconto e alla fotografia.
Oggi, il panorama è completamente mutato: il linguaggio si è fatto rapido, visivo, immersivo.
“Siamo passati dai lunghi diari di viaggio ai video in verticale di trenta secondi. Il pubblico vuole vivere il viaggio prima ancora di partire. Non cerca solo informazioni, ma emozioni”, spiega.
In questo scenario, i social media si sono trasformati in veri motori d’ispirazione.
Instagram, TikTok e YouTube non sono più soltanto piattaforme di intrattenimento, ma strumenti che plasmano la percezione e la scelta delle destinazioni.
L’altra faccia della viralità: overtourism e responsabilità
La popolarità online, però, ha anche effetti collaterali.
Un contenuto virale può trasformare radicalmente il destino di una località.
Esempi noti come il Lago di Braies, Hallstatt o Santorini dimostrano come la potenza dei social possa generare fenomeni di overtourism difficili da gestire.
“Non è colpa dei social, ma del modo in cui li utilizziamo”, osserva Pernice.
“Quando un luogo viene raccontato con superficialità, rischia di diventare un set fotografico. Ma se lo si racconta con autenticità, può rinascere”.
Napoli, laboratorio di turismo consapevole
La città di Napoli, da cui Anna Pernice proviene, rappresenta per lei un caso emblematico.
Negli ultimi anni, il capoluogo campano ha conosciuto un boom turistico senza precedenti, con il rischio di saturare le aree più iconiche.
Per questo la blogger ha scelto di orientare la propria narrazione verso la Napoli autentica: quartieri come il Rione Sanità, le botteghe artigiane, le chiese meno note e gli scorci panoramici nascosti.
“Raccontare le hidden gems significa distribuire i flussi turistici e valorizzare un patrimonio che altrimenti resterebbe invisibile. Il mio obiettivo è far conoscere una Napoli più vera e sostenibile, lontana dai cliché e dal turismo di massa”.
Dall’ispirazione alla sostenibilità: la nuova frontiera del travel content
Nel suo lavoro quotidiano, Anna Pernice coniuga ispirazione ed etica, invitando i viaggiatori a scoprire i luoghi con rispetto e curiosità.
Tra i principi che guidano la sua attività:
- Promuovere destinazioni meno note per contrastare il turismo concentrato;
- Raccontare la cultura locale e le persone che la animano;
- Educare alla sostenibilità e al turismo lento;
- Essere trasparente nelle collaborazioni con enti e brand.
“Un content creator non vende un prodotto, ma un’emozione”, sottolinea. “E quell’emozione può diventare la scintilla che accende il desiderio di partire”.
Il futuro del turismo digitale
Il turismo sta vivendo una trasformazione profonda, in cui il digitale gioca un ruolo determinante.
Secondo Pernice, la sfida per i prossimi anni sarà quella di conciliare ispirazione e responsabilità, creando contenuti che non solo emozionino, ma contribuiscano a un turismo più consapevole e rispettoso dei territori.
“Il nostro compito non è solo far viaggiare le persone, ma far sì che lo facciano nel modo migliore possibile”, conclude.
“Il viaggio inizia da un’emozione, e noi creator abbiamo il privilegio – e la responsabilità – di saperla raccontare”.

