Il Cultural Branding di BFF Bank - Media Key
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Il Cultural Branding di BFF Bank

Il nuovo headquarter di BFF Bank – progettato nell’area di Portello a Milano dallo studio OBR (Open Building Research) – rientra nel percorso di rinnovamento progressivo degli ambienti di lavoro che la Banca, uno dei principali operatori indipendenti di finanza specializzata e leader nei servizi di custodia e di pagamento, ha effettuato già negli uffici spagnoli e polacchi del gruppo. Ma oltre a rappresentare la volontà dell’azienda di creare uno spazio accogliente e confortevole per i suoi dipendenti, la sua costruzione nasce anche con l’intento di dotare la città di una nuova piazza aperta a tutti i cittadini, un giardino urbano, un auditorium e un museo pensato per ospitare la sua collezione di arte contemporanea.

L’inaugurazione, avvenuta lo scorso 4 aprile, della BFF Gallery rientra, quindi, all’interno della visione strategica della Banca che si impegna a condividere e restituire parte del valore generato, mettendo a disposizione della cittadinanza aree e servizi civici e culturali. “BFF Gallery nasce dal desiderio di creare, all’interno di Casa BFF, uno spazio che favorisca la connessione tra le persone e la trasmissione di conoscenze”, ha dichiarato Massimiliano Belingheri, Amministratore Delegato di BFF Banking Group. “Abbiamo deciso di farlo attraverso un museo, partendo dalla collezione di arte moderna e contemporanea che ha accompagnato la storia di BFF sin dagli inizi. Ci auguriamo che chiunque visiterà questo nuovo luogo possa riscoprire l’arte come strumento unico di dialogo con gli altri e di stimolo all’innovazione e alla crescita”.

BFF Bank ha cominciato a collezionare opere d’arte fin dagli anni Ottanta e oggi possiede 250 opere di artisti del calibro di Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Alik Cavaliere, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini e molti altri. Il programma espositivo della BFF Gallery affronterà temi rilevanti nel dibattito contemporaneo, permettendo ai visitatori di approfondire questioni centrali del nostro tempo, dalla tecnologia all’identità, passando per l’ecologia. A inaugurare la galleria è la mostra ‘Baj + Milton Paradiso Perduto. I paradossi della libertà’, curata da Maria Alicata e Giovanni Carrada, che esporrà fino al 17 ottobre la serie completa delle quaranta acqueforti realizzate da Enrico Baj per illustrare il Paradiso perduto di John Milton, pubblicate nel 1987 in un libro d’artista (Mastrogiacomo Editore) con l’introduzione, la selezione e le traduzioni di alcuni versi a cura di Roberto Sanesi.