Cattel SpA – operatore del food service attivo nel Nord Italia posizionato tra i primi 5 player nazionali del settore, con oltre 8.600 punti di consumo serviti e una clientela concentrata soprattutto su ristoranti, bar/locali e hotel – avvia attraverso JesolPesca un nuovo progetto di packaging sostenibile dedicato al pesce fresco.
JesolPesca, stabilimento ittico del gruppo, conta su un’organizzazione operativa che coinvolge commerciale, customer, acquisti, logistica e qualità. Nel 2025 ha affrontato un percorso di revisione dei processi, riorganizzazione interna e maggiore integrazione tra le funzioni. È in questo contesto, dinamico e costruttivo, che prende forma il nuovo imballo, pensato per sostituire progressivamente il polistirolo, garantendo sostenibilità senza compromettere la corretta conservazione del prodotto e la qualità del servizio.
L’obiettivo del progetto è stato duplice: sviluppare un packaging più sostenibile e, al contempo, ripensare il processo di imballo in un contesto particolarmente delicato come quello del pesce fresco, dove umidità, ambiente di lavoro, catena del freddo e parametri qualitativi rappresentano vincoli stringenti. Fondamentale anche il controllo dei costi: un aumento dell’impatto economico del processo si sarebbe inevitabilmente riflesso sul prezzo finale. Dopo una prima fase di ricerca di soluzioni già disponibili sul mercato, test interni e prove di spedizione, JesolPesca ha optato per sviluppare un imballo proprio, progettato ad hoc: un cartone con fibra molto resistente, pensato per garantire una stabilità diversa rispetto a quella di un cartone ordinario, abbinato all’introduzione del ghiaccio secco, in grado di ridurre umidità e condensa rispetto al ghiaccio tradizionale. Esso non entra in contatto con il pesce – che resta protetto dal confezionamento – durante il tragitto. Attraverso ulteriori test è stata poi definita la corretta granulometria, in modo da riuscire a mantenere la temperatura senza rischiare di congelare il prodotto fresco.
Lo studio del nuovo packaging ha previsto anche un percorso di formazione ad-hoc sul pesce fresco che ha coinvolto tutti i reparti: vendite, acquisti, qualità e marketing. Oltre alla parte teorica, la formazione ha richiesto l’impiego di materiali di supporto, sopralluoghi in magazzino, degustazioni e focus sulla sicurezza alimentare. Il processo ha analizzato prototipazione con test interni, definizione di una zona pilota, revisione della volumetria degli imballi e successivo rollout. Una parte rilevante del lavoro ha riguardato proprio le dimensioni e la velocità di montaggio, per contenere l’impatto organizzativo e preservare l’efficienza operativa. La validazione tecnica, ad opera del reparto qualità, è stata condotta minuziosamente anche attraverso misurazioni con data logger lungo le diverse fasi del processo. A questo scopo è stato coinvolto anche il customer service, che ha supportato la comunicazione con i clienti, il recupero dei data logger e la raccolta dei feedback attraverso un apposito sondaggio. I risultati riportati indicano un 100% di imballi (e prodotto) arrivati integri. Sul piano della percezione del cliente, l’82% ha ritenuto migliori le condizioni di temperatura rispetto alle consegne precedenti, il 92% ha giudicato migliori le condizioni del prodotto e il 94% ha ritenuto che il nuovo imballaggio rispondesse meglio alle proprie esigenze. Anche le misurazioni tecniche tramite data logger hanno dato un esito positivo al 100%.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del comparto ittico all’interno del gruppo, dove JesolPesca si è confermata una struttura giovane e dinamica, con forte efficienza, qualità e compatibilità col mercato, e il pesce fresco un’ottima leva di differenziazione nonostante la maggiore difficoltà gestionale. “Con questo progetto – ha affermato Nada Canuto, Direttore Logistica di Cattel – volevamo raggiungere un obiettivo concreto: ridurre l’impatto ambientale del packaging, mantenere la qualità del pesce fresco e proteggere l’efficienza del processo. La sfida non era semplicemente sostituire il polistirolo, ma costruire una soluzione sostenibile, affidabile e compatibile con i vincoli reali di un prodotto delicato come il nostro. È stato un percorso complesso ma il risultato ha ripagato pienamente ogni sforzo”. www.cattel.it

