AI, interoperabilità e nuovi modelli organizzativi al centro del confronto tra istituzioni e imprese per migliorare qualità e accesso alle cure
Ripensare alla sanità del futuro integrando l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, migliorando l’offerta assistenziale per garantire modelli di cura più efficienti, accessibili e sostenibili. È la sfida che mercoledì 29 ottobre hanno raccolto decine di manager e aziende impegnate nel mondo della sanità, pubblica e privata, aderendo alla V edizione dell’Healthcare Innovation Forum(www.healthcareinnovationforum.it), importante momento di confronto che riunisce periodicamente le principali istituzioni, aziende e stakeholders impegnate nel settore sanitario e dell’innovazione.
All’interno di Palazzo Wedekind, a Roma, l’HIF ha riunito le personalità più influenti del sistema sanitario e del panorama digitale, a partire da Giuseppe Navanteri (Direttore dipartimento Ingegneria Clinica e ICT, manager finanziamenti evoluzione tecnologica e digitalizzazione, IFO Istituto Nazionale Tumori Regina Elena-Istituto Dermatologico San Gallicano Roma), coordinatore scientifico del progetto a fianco di Core (www.corelations.it), che da anni organizza l’evento. Con il patrocinio di AgID – Agenzia per l’Italia digitale, Aiic – Associazione italiana ingegneri clinici, Regione Lazio, Inps e Confindustria dispositivi medici l’iniziativa gode del supporto di Samsung, main partner dell’evento, nonché di Agfa, Dedalus, Engineering, Kpmg e Oracle, official partner di Hif.
La giornata si è tradotta come un momento per raggiungere una visione condivisa e sinergica tra istituzioni, imprese e ricerca. “Innovare in sanità significa assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento, non di subirlo. Solo attraverso visione, competenza e coraggio possiamo trasformare il sistema in un modello più equo, sostenibile e vicino ai nuovi bisogni delle persone. L’Healthcare Innovation forum nasce con la voglia di trasmettere questo concetto a tutti gli agenti del cambiamento impegnati a migliorare il nostro sistema sanitario”, così Giuseppe Navanteri, Direttore dipartimento Ingegneria Clinica e ICT, manager finanziamenti evoluzione tecnologica e digitalizzazione, IFO Istituto Nazionale Tumori Regina Elena-Istituto Dermatologico San Gallicano Roma.
L’innovazione come contributo strategico alla sanità
Nella giornata di ieri, 29 ottobre, l’HIF ha così riunito le eccellenze della sanità e dell’innovazione italiana in un evento unico a Roma, concentrandosi sui cambiamenti in atto nel mondo dell’healthcare.
“L’healthcare innovation forum, giunto alla quinta edizione, è diventato un vero riferimento del settore. Sono occasioni utili per creare una rete, tra istituzioni, aziende, operatori sanitari, mondo accademico e realtà imprenditoriali. L’obiettivo di questo forum è quanto mai attuale: esplorare le dinamiche in atto e le prospettive future della sanità. Viviamo in un’epoca profonda, in cui l’innovazione tecnologica, la transizione digitale e la sostenibilità economica e ambientale sono diventate priorità imprescindibili anche nel settore della salute. Ma innovare non significa soltanto introdurre nuove tecnologie o strumenti digitali. Innovare, nel nostro sistema sanitario, significa migliorare la qualità della vita delle persone, rendere i servizi più accessibili, personalizzati e capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini in modo tempestivo ed efficace. Ora, in generale abbiamo la grande opportunità del Pnrr, che ci consente sia di rafforzare la rete territoriale, con uno stretto collegamento ospedale-territorio, che di modernizzare e digitalizzare il servizio sanitario. L’innovazione, con la telemedicina, può fornire un contributo strategico anche per la presa in carico dei pazienti (in particolare i più fragili), rafforzando le cure a domicilio. Naturalmente, per raggiungere tutto questo è fondamentale una visione condivisa e una giusta sinergia tra istituzioni, imprese e ricerca. In tal senso, eventi come Healthcare Innovation Forum sono fondamentali per alimentare il confronto, condividere buone pratiche e delineare insieme strategie che possano migliorare il nostro sistema sanitario, a beneficio di tutti i cittadini”, ha spiegato Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale, Regione Lazio.
Sostenibilità nel panorama sanitario vuol dire non solo aspirare a un modello gestionale più attento e inclusivo, ma anche all’ottimizzazione dei servizi grazie alla tecnologia, che può davvero diventare un contributo strategico per la sanità. Ne è un esempio l’apporto dell’Ai all’automazione dei processi di analisi. Come ha spiegato Dario Guido, Vicepresident Health & Medical Equipment, Samsung Italia, “Siamo stati onorati di partecipare all’Healthcare Innovation Forum 2025, un’occasione cruciale per esplorare come l’innovazione tecnologica possa ridefinire la sanità. Attraverso soluzioni avanzate per la telemedicina come Sonosync, la gestione centralizzata delle apparecchiature per massimizzare l’efficienza e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per l’automazione dei processi di analisi, abbiamo illustrato come miriamo a reingegnerizzare i processi per una sanità tempestiva e sostenibile, migliorando l’offerta assistenziale per tutti”.
In tal senso, eventi come Healthcare Innovation Forum sono fondamentali per istituzioni, aziende, operatori sanitari, mondo accademico e realtà imprenditoriali, perché permettono di alimentare il confronto, condividere buone pratiche e delineare insieme strategie che possano migliorare il nostro sistema sanitario, a beneficio di tutti i cittadini. Una rivoluzione a livello di qualità dei servizi che parte, in primis, da un modello più sostenibile.”L’integrazione dei criteri ESG nel procurement sanitario non è più una prospettiva futura, ma una realtà in costruzione: oggi la sostenibilità, la digitalizzazione e il valore diventano i veri pilastri di una sanità moderna e responsabile”, così Aldo Cinquegrana, Partner KPMG.
Un ecosistema digitale per una sanità più rapida, equa e sostenibile
In un’era dove l’Ai sta delineando nuovi approcci e modelli gestionali, anche la sanità risente di un cambiamento radicale. In questo scenario, l’utilizzo appropriato dei dati, soprattutto sanitari, è fondamentale. “La scommessa sanitaria del futuro riguarda soprattutto l’utilizzo appropriato dei dati. I dati sono essenziali per una programmazione della spesa e per valutare puntualmente gli Outcome di cura tutto questo deve essere integrato attraverso dispositivi medici intelligenti che permettono di monitorare i pazienti e alimentare la cartella clinica” ha spiegato Francesco Conti, Government Affairs Director, Dedalus Italia.
Inoltre, come spiegato da Marco Arcelloni Strategic Account Manager, AGFA, “La reingegnerizzazione intelligente dei processi sanitari passa anche dalla capacità di far dialogare i dati. L’interoperabilità delle immagini diagnostiche è un primo passo verso un ecosistema digitale in cui professionisti, strutture e pazienti collaborano in tempo reale per una sanità più rapida, equa e sostenibile”.
La reingegnerizzazione dei processi, storicamente strumento strategico per il governo dell’impatto tecnologico, può oggi trasformarsi in leva di valorizzazione grazie al patrimonio informativo generato dai progetti di digitalizzazione. Per Riccardo Picardi, Functional & Business Analysis Senior Manager,Engineering, “La reingegnerizzazione dei processi, storicamente strumento strategico per il governo dell’impatto tecnologico, può oggi trasformarsi in leva di valorizzazione grazie al patrimonio informativo generato dai progetti di digitalizzazione. Nell’ambito dell’assistenza e cura, l’analisi dei dati clinici tramite Intelligenza Artificiale ci permetterà di ricostruire i percorsi effettivi dei pazienti e individuare soluzioni intelligenti per l’efficientamento e la sostenibilità. In Engineering siamo pronti a collaborare con i nostri clienti per realizzare una reingegnerizzazione data-driven dei percorsi di cura”.
Grazie a soluzioni Ia-centriche, le tech company più importanti al mondo stanno contribuendo a definire come potrebbe essere la sanità del futuro. Tra queste, in prima fila, c’è Oracle. “Attraverso le sue soluzioni IA-centriche, Oracle sta contribuendo a definire cosa potrebbe essere la sanità del futuro” — tecnologie integrate, dati usati in modo intelligente, modelli di cura più efficienti, più accessibili e più sostenibili. Se ben implementato, questo modello può portare ad sistema sanitario più efficiente, che costa meno ed ha un impatto ambientale e sociale più contenuto. Dopo l’acquisizione di Cerner, Oracle ha creato una divisione dedicata: Oracle Health, con l’obiettivo di costruire una piattaforma sanitaria unificata e intelligente.
La visione è quella di un sistema sanitario dove i dati clinici, amministrativi e operativi si integrano in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale (IA) e al cloud”, spiega Nicola Margarita, Cloud Applications Local Public Sector Italy Lead, Oracle.

