Il marchio torinese di design radicale ha collaborato con la Keith Haring Foundation per la riedizione di due delle sedute realizzate dall’artista per il carosello di uno storico luna park degli anni ’80.
Nel panorama in cui arte e design si toccano, si confondono e talvolta si scambiano di ruolo, Gufram torna a sorprendere riportando alla luce un frammento iconico degli anni Ottanta: due figure create da Keith Haring per Luna Luna, il leggendario luna park artistico inaugurato ad Amburgo nel 1987. Dopo collaborazioni con realtà come la Andy Warhol Foundation, Snarkitecture e TOILETPAPER, il marchio piemontese prosegue la sua esplorazione nel territorio ibrido della creatività radicale, scegliendo di trasformare quelle sculture dinamiche in oggetti d’arredo. È un gesto che rilegge la storia senza nostalgie, reinterpretando l’opera originaria in chiave domestica senza intaccarne spirito e vitalità. Luna Luna, prima ancora di essere mito, fu un esperimento visionario. Ideato dall’artista e performer André Heller, era concepito come un parco divertimenti costruito interamente da artisti: non un museo all’aperto, né una mostra tematica, bensì un luogo in cui vivere l’arte fisicamente, entrando dentro giostre e padiglioni progettati da maestri come Jean-Michel Basquiat, Sonia Delaunay, David Hockney, Rebecca Horn e Salvador Dalí. In questo contesto irripetibile, Keith Haring trasformò il suo tratto bidimensionale in un carosello animato: figure essenziali, pulsanti, vibranti, portate in tre dimensioni e rese ancora più dinamiche dal movimento rotatorio della macchina.
Tra le creature ideate per quella giostra c’erano The Dog (il Cane) e The Crawling Baby (il Bambino che gattona), due icone del suo vocabolario visivo. Oggi Gufram – in partnership con la Keith Haring Foundation – le recupera e le rielabora come sedute in morbido poliuretano, rivestite con la finitura Guflac® che restituisce la forza grafica dell’originale. Il risultato è una traduzione fedele allo spirito di Haring ma capace di inserirsi negli interni contemporanei: sculture pop che sono anche pouf, oggetti d’uso che conservano l’immediatezza di un segno universale. La scelta di Gufram non è episodica. Fin dal 1966 il marchio torinese lavora per sovvertire la percezione dell’arredo, trasformando materiali industriali in strumenti espressivi e inventando oggetti che oscillano tra funzionalità e provocazione. Dal celebre divano Bocca® all’appendiabiti Cactus®, dalla seduta Pratone® alle più recenti collaborazioni con TOILETPAPER, la sua storia è un archivio di gesti radicali, spesso ironici, sempre capaci di ridiscutere il confine tra arte e design. Le sedute di Haring si inseriscono perfettamente in questo percorso. Non sono semplicemente un’operazione filologica né un omaggio museale: sono la continuazione di una poetica che considera l’arredo come luogo di sperimentazione e come spazio pubblico in miniatura. Riportare questi elementi nel presente significa restituire voce a un immaginario che non ha mai smesso di essere attuale. Lo dimostra la stessa rinascita di Luna Luna, riaperto di recente a New York dopo essere rimasto per decenni chiuso in 44 container in Texas, grazie a un investimento che ha reso possibile il restauro dell’intero parco. In questo dialogo tra passato e presente, tra ludico e domestico, l’iniziativa di Gufram assume un valore più ampio: mostra come l’eredità degli anni Ottanta – pop, accessibile, vibrante – sia ancora capace di generare nuove forme e nuovi significati. Le sedute di Haring tornano così a essere ciò che erano all’origine: oggetti da vivere, da toccare, da interpretare liberamente. Un invito a riportare il gioco nello spazio quotidiano e a considerare il design non come semplice funzione, ma come una continua, inesauribile possibilità di immaginazione.

