L’imprenditore Gianpaolo Tarantini è l’ospite di questa settimana di Luca Casadei nel nuovo episodio del podcast “One More Time” (OnePodcast). La puntata è disponibile da oggi, venerdì 13 febbraio, in formato audio su OnePodcast e su tutte le piattaforme streaming, e da martedì 17 febbraio in versione video su Spotify e YouTube.
Ai microfoni di Luca Casadei, Gianpaolo Tarantini – al centro delle cronache tra il 2008 e il 2009 per aver portato delle escort alle cene nelle residenze private dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – racconta la sua storia per la prima volta da quando a fine dicembre 2025 ha finito di scontare la sua ultima pena. Dopo sedici anni e undici processi che lo hanno visto imputato per cessione di droga, favoreggiamento della prostituzione, corruzione, turbativa d’asta e bancarotta, l’uomo ripercorre la sua la sua vita, dall’infanzia all’adolescenza e alla sua carriera. Si sofferma poi sul rapporto con Silvio Berlusconi, sulle feste e, soprattutto, sullo scandalo di cui fu protagonista quando Patrizia D’Addario denunciò lui e Berlusconi in procura e, infine, racconta dei giorni trascorsi in carcere e dei servizi sociali.
Sull’incontro con Silvio Berlusconi nel 2007: «Vado a questa festa a Palazzo Grazioli, bellissima, dove tra l’altro c’era George Clooney, e vado con una mia amica. E capirai, Berlusconi concentra tutta la serata con questa mia amica e con me. Il giorno dopo io ero in camera da letto con mia moglie, vedo sul telefonino “anonimo”, e dice: “Ciao, sono Silvio Berlusconi.” Io rispondo: “Dai, chi sei? Io sono George Bush.” Prendo e chiudo. Un minuto dopo, tramite la segretaria, Marinella mi richiama: “Dottor Tarantini, sono Marinella, la segretaria del Presidente, glielo passo”, chiede di organizzare una cena, se ho la possibilità di portare questa amica che ha visto al matrimonio, e da lì è nato il nostro rapporto».
Sull’amicizia che li ha legati fino alla fine: «Berlusconi per me è diventato poi quel riferimento che io vedevo in mio padre. Per lui organizzare quelle cene in compagnia dove raccontava le barzellette, cantava, era un modo per staccare completamente la spina. Io con Berlusconi sono stato amico fino a 7/8 mesi prima che venisse meno. Nonostante avessimo problemi ed era assolutamente inopportuno che ci vedessimo, io l’ho visto sempre, sistematicamente, nella media di una volta a settimana. Ci incontravamo a mezzanotte e mezza, l’una di notte, quando lui finiva gli impegni di lavoro, le cene».
Sulle feste e su quando ha pagato Patrizia D’Addario per partecipare a una cena: «Con Berlusconi ormai eravamo entrati in un loop di feste, di cene. La D’Addario è quella ragazza che era l’unica che io non conoscevo, che mi è stata presentata da un mio amico come una escort. Una ragazza molto seria e discreta, che mi è stata presentata come Alessia. Le prometto una somma, 1000 euro, per partecipare alla cena, ma mai potevo immaginare che venisse con un registratore. Ci registrava. Poi lei rimane lì quella notte con Berlusconi. Da lì a 2/3 mesi, poi è andata a denunciarci in procura».
Su quando scopre di essere stato accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: «Accendo SkyTG24 e vedo la faccia mia e di Berlusconi e sotto leggo: “Scandalo sessuale a Palazzo Grazioli per il Presidente del Consiglio. Giampaolo Tarantini accusato di portare prostitute”. Poi leggo questo nome: l’accusatrice Patrizia D’Addario. Scopro che quella famosa Alessia che io non conoscevo, era un nome finto che mi aveva dato, ma il suo vero nome era Patrizia D’ Addario. Le accuse erano favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Da quel preciso momento la mia vita si è trasformata. I media si sono scatenati in una maniera violentissima».
Sui servizi sociali: «Nei servizi sociali facevo del volontariato presso una parrocchia dove distribuivamo alimenti e abiti per i più bisognosi. E una volta al mese, a una settantina di loro, davamo 3 euro a testa. Iniziava la distribuzione alle 8 di mattina. Sai a che ora questi 70 arrivavano fuori alla porta? Alle 3 di notte. 3 euro. Anche nei periodi di libertà tra le varie condanne, io ho continuato a fare questo volontariato. Mi ha così colpito, perché poi là vedi di tutto…».
Link al podcast: https://open.spotify.com/show/2MsuEEO5qrZP2whPkZOlqN?si=445046f019644e57

