Versatili, nutrienti e ricche di vitamina C: le patate in cucina sono quasi sempre presenti. La loro coltivazione, come ben sanno gli agricoltori, non è molto complessa, tuttavia richiede delle attenzioni che consentano a questo ottimo tubero di crescere nel migliore dei modi: bastano un piccolo terreno o persino dei semplici vasi.
Dal terreno alla semina
Le caratteristiche fondamentali per avere un buon raccolto sono il terreno, un buon concime per patate e la giusta dedizione. Chi desidera coltivarle deve ricercare una base morbida e ben drenante, con un PH che sia intorno a 6, perciò piuttosto acido.
La fertilizzazione del terreno dovrebbe essere effettuata anche prima della semina, quindi procedendo con prodotti di matrice proteica, sia naturali come il letame, che acquistati dai migliori rivenditori del settore. Questi ultimi hanno comunque nutrienti quali l’azoto, indispensabile perché il terreno sia accogliente per la pianta.
I semi si interrano preferibilmente in primavera, quando non è troppo freddo, ma nemmeno eccessivamente caldo: il seme produrrà delle piantine, ma in alternativa si può partire direttamente dal tubero già germogliato. Basterà interrare le file di patate ad almeno mezzo metro di distanza una dall’altra, così da lasciare sufficiente spazio. Per quanto concerne la profondità, sarà di circa 30 centimetri. L’irrigazione costante produrrà ben presto i nuovi germogli che inizieranno a spuntare dalla terra.
Coltivazione e irrigazione
Durante la coltivazione, sarà importante bagnare le piantine, ma evitando dosi massive di acqua, specialmente se non si è in piena estate: l’estrema siccità o la troppa umidità, infatti, possono entrambe portare alla sofferenza dei germogli. Come detto all’inizio, che le patate vengano coltivate in un terreno in giardino o in vaso, il terriccio dovrà avere caratteristiche di morbidezza e alto drenaggio proprio per questi motivi.
La pianta deve poi essere concimata costantemente, sempre con i nutrienti di cui già accennato in precedenza: anche l’hummus è perfetto. La rincalzatura è indispensabile per regolare la temperatura, soprattutto in inverno, limitare la crescita di piante infestanti e, ancora una volta, ammorbidire la terra. Basta aggiungerne o comunque spostarla verso la base, quasi come se si rimboccasse una coperta.
Evitare le malattie delle piante è pressoché impossibile, ma si possono ridurre drasticamente le possibilità curando le patate durante l’intero ciclo vitale come spiegato. Se però si notano piccoli insetti, macchie delle foglie o chiari segni di infezioni fungine, meglio intervenire tempestivamente con i prodotti giusti.
Il momento corretto per dissotterrare e quindi raccogliere i tuberi si può notare proprio dalle foglie visibili: quando ingialliscono, significa che i tempi (e le patate) sono maturi. Se usando le mani non si riesce ad arrivare al tubero, si può utilizzare una piccola forca, specie se la coltivazione è avvenuta in un terreno aperto. Va poi controllata la buccia che, se non si sfalda, conferma il giusto tempo di raccolta.
In Italia, la varietà di patate può cambiare anche molto da regione a regione. Tra le più note ricordiamo: le patate di Avezzano, chiare e versatili, quelle rosse di Colfiorito nelle Marche e le novelle di Siracusa, perfette tra l’altro per fare gli gnocchi.

