Raccontare storie autentiche, accendere la consapevolezza e generare un cambiamento: sono questi gli obiettivi che hanno spinto Factanza Media a produrre un cortometraggio animato sulla complessa realtà della crisi siriana, in un racconto accessibile a tutti a sostegno di WeWorld e del progetto WE-CARE, finanziato da Unione Europea e dedicato a bambini, bambine e alle comunità più vulnerabili della Siria. Il progetto, caratterizzato dallo stile chiaro e diretto che distingue Factanza Media, evidenzia l’evoluzione della Factanza Factory come realtà dinamica e in crescita nel campo delle produzioni audio e video, un ambito sempre più centrale nell’ecosistema dell’azienda.
Il cortometraggio, caratterizzato da animazioni prevalentemente in bianco e nero e da elementi a colori dal significato simbolico, è pensato per i new media e mette al centro della narrazione la missione di WeWorld, organizzazione umanitaria attiva da oltre cinquant’anni in 26 Paesi per la tutela dei diritti di donne, ragazze e bambini, e che dal 2011 lavora in Siria nelle aree più in difficoltà e colpite dalla crisi come Aleppo, Deir-ez-Zor e Ar-Raqqa, dove garantisce l’accesso a un’educazione sicura, inclusiva e di qualità, a servizi WASH (acqua, igiene e servizi sanitari) e a opportunità di sostentamento.
Con il corto, Factanza e WeWorld mettono in risalto non solo le difficoltà affrontate da queste comunità, ma soprattutto la potenza trasformativa dell’educazione. Attraverso immagini evocative e storie reali, il video restituisce un messaggio di speranza e opportunità, mostrando l’impatto concreto e positivo che l’istruzione può avere su migliaia di vite, raccontando un cammino di crescita e speranza. Per tutto il cortometraggio, strumenti quali libri, quaderni e penne appaiono fra i pochi elementi a colori, a dimostrare il loro ruolo di guida nel processo educativo.
“Questo cortometraggio rappresenta un passo importante nella nostra evoluzione come realtà creativa, impegnata a raccontare storie che non solo informano, ma che ispirano e sensibilizzano – ha dichiarato Bianca Arrighini, Co-founder & CEO di Factanza Media – L’istruzione è uno degli strumenti più potenti per costruire un futuro migliore, e siamo onorati di contribuire a questo progetto che porta speranza e opportunità a migliaia di bambini e famiglie. Grazie alla collaborazione con WeWorld, abbiamo cercato di dare voce a chi, troppo spesso, non ha l’opportunità di farsi ascoltare, mettendo al centro la forza trasformativa dell’educazione, soprattutto in contesti segnati dalla difficoltà e dalla povertà”.
Grazie all’esperienza nella narrazione visiva coinvolgente e alla sua abilità di adattarsi alle dinamiche e al linguaggio dei new media, Factanza Media conferma il suo impegno nel creare contenuti che non solo informano, ma ispirano e sensibilizzano, attraverso formati innovativi e di alta qualità, in grado di coinvolgere pubblici trasversali e in linea con il suo posizionamento come content factory di questa nuova area di attività.
Attraverso il progetto WE-CARE, WeWorld, grazie al supporto dell’Unione Europea, si è posta l’obiettivo di garantire, nelle aree più remote e più disservite, l’accesso a servizi di istruzione e WASH (acqua, igiene e sanità), ricostruendo un sistema resiliente in contesti segnati da povertà estrema, lavoro minorile e matrimoni precoci. Il progetto ha raggiunto 10.405 bambini e bambine. Un altro risultato importante è stato raggiunto anche grazie a “Back To Learning”, iniziativa che ha raggiunto circa 15 mila giovani e si è esteso con una campagna di sensibilizzazione anche alle loro famiglie, dedicando particolare attenzione anche alle ragazze.
“L’istruzione non è solo un diritto fondamentale, ma uno strumento essenziale per costruire speranza e futuro e restituire dignità e forza. Attraverso questo progetto abbiamo voluto raccontare non solo le difficoltà quotidiane affrontate da migliaia di bambini e famiglie, ma anche il potere dell’istruzione e della collaborazione – ha dichiarato Dina Taddia, Consigliera Delegata di WeWorld – Siamo fermamente convinti che dare i giusti strumenti in mano alle persone possa determinare una concreta possibilità di riscatto, un’opportunità per spezzare il ciclo della povertà e costruire una comunità più resiliente. Anche nei contesti difficili come quello che abbiamo raccontato è possibile accendere la luce del cambiamento e restituire una visione di speranza per il futuro, soprattutto ai più giovani”.

