Presentata in occasione dei Cannes Lions 2026, Displayce, suite tecnologica specializzata nel DOOH, lancia una suite di agenti di intelligenza artificiale utilizzabili tramite MCP, progettata per trasformare la pianificazione, l’attivazione e l’analisi delle campagne di digital out-of-home. L’azienda inaugura così una nuova categoria: l’Agentic DOOH, in cui agenti di IA specializzati intervengono direttamente nelle decisioni media, dal brief iniziale e dalla selezione dell’inventory fino all’analisi post-campagna.
L’annuncio si basa sulla posizione pionieristica di Displayce nel DOOH programmatico da oltre dieci anni e sui recenti riconoscimenti ottenuti dall’azienda, tra cui il Grand Prix Stratégies de l’IA 2026 e il titolo di Technology Company of the Year ai Media Leader Awards UK.
Il DOOH entra nell’era dei sistemi agentici
Mentre l’intelligenza artificiale trasforma progressivamente i workflow di marketing, il DOOH viene ancora spesso integrato tardivamente nei piani media, dopo che le principali decisioni di budget sono già state prese. Displayce intende anticipare questo punto di ingresso. L’obiettivo è rendere il DOOH accessibile fin dalle prime fasi della riflessione strategica, consentendo ad agenzie e inserzionisti di generare, confrontare e giustificare diversi scenari media in pochi minuti anziché in diversi giorni.
La piattaforma si basa su oltre dieci anni di esperienza nel programmatic e su un’infrastruttura specializzata di dati proprietari relativi ad audience, mobilità, contesto e inventory. Questi dati alimentano agenti in grado di interpretare un brief, produrre raccomandazioni attivabili e spiegarne le motivazioni.
Al centro di questo approccio, Displayce apre la propria piattaforma ai principali ambienti di IA utilizzati dalle agenzie media. Gli agenti possono quindi essere integrati direttamente in assistenti come ChatGPT o Claude attraverso MCP, il Model Context Protocol. L’ambizione è chiara: rendere il DOOH una componente nativa degli ambienti agentici utilizzati per progettare, raccomandare e ottimizzare gli investimenti media.
“Il DOOH viene ancora troppo spesso considerato un semplice canale di esecuzione. Vogliamo trasformarlo in una leva decisionale fin dalla fase di progettazione delle campagne”, afferma Laure Malergue, CEO di Displayce.
Tre agenti per strutturare le decisioni media
La suite agentica di Displayce si basa su tre agenti specializzati che consentono di orchestrare le decisioni media.
Il primo trasforma un brief in piani media direttamente utilizzabili. Partendo da un brief formulato in linguaggio naturale e basandosi sulla piattaforma dati di Displayce, l’agente genera in pochi minuti una raccomandazione testuale e visiva. Questa comprende una selezione di schermi attivabili in programmatic, coerenti con il budget, il posizionamento e gli obiettivi del brand. Attualmente questo processo è in gran parte manuale e dipende dalle competenze locali.
Il secondo agente trasforma una selezione di audience e schermi in presentazioni commerciali modificabili, pronte per essere utilizzate e sostenute dai team commerciali. Costruisce il racconto più rilevante per ogni campagna e genera un’argomentazione personalizzata per spiegare, valorizzare e difendere meglio la raccomandazione media, massimizzando al tempo stesso le possibilità di successo durante i pitch.
Il terzo agente analizza le performance delle campagne e identifica i fattori che ne determinano l’efficacia. Traduce i risultati DOOH in report narrativi modificabili dall’agenzia, riducendo il tempo dedicato all’analisi manuale. Il tempo risparmiato può così essere dedicato alla valorizzazione del mezzo DOOH presso l’inserzionista attraverso gli insight generati.
Un mercato verso l’industrializzazione dell’IA agentica
Secondo Gartner, entro il 2028 il 60% dei brand dovrebbe utilizzare sistemi di IA agentica, a dimostrazione di una rapida adozione oltre le fasi di sperimentazione. Parallelamente, l’ecosistema pubblicitario ha iniziato a strutturare questa transizione su più livelli.
Nel 2026, l’IAB Tech Lab ha lanciato l’Agentic Advertising Management Protocol, o AAMP, un’iniziativa volta a standardizzare l’utilizzo e l’interoperabilità degli agenti all’interno dei workflow pubblicitari. Allo stesso tempo, grandi gruppi della comunicazione come Publicis stanno sviluppando offerte proprie per accompagnare i brand in questa evoluzione.
In questo nuovo contesto, il valore non risiede più unicamente nell’accesso all’inventory pubblicitaria, ma anche nella capacità di trasformare dati specializzati in raccomandazioni attivabili dai team media e dai loro agenti di IA.
È su questo livello di intelligence che Displayce intende posizionarsi. Combinando la propria esperienza storica nel DOOH programmatico, il proprio ecosistema di dati proprietari e agenti specializzati, l’azienda mira a rendere il digital out-of-home nativamente accessibile nei futuri workflow agentici di agenzie, inserzionisti e concessionarie. Displayce sottolinea tuttavia un punto fondamentale: questi agenti non sono progettati per sostituire i team media, ma per rafforzarne le capacità di analisi, esplorazione e decisione.

