Le persistenti difficoltà del mercato della stampa non impediscono ai giganti del settore di mettere sul piatto la loro capacità propositiva e progettuale.
Per il mercato italiano dell’informazione e della comunicazione in generale, e per il comparto della stampa in particolare, il 2026 sarà ricordato come un anno di svolta: alla fine di maggio, infatti, Audicom ha distribuito i primi dati (relativi al mese di gennaio dell’anno in corso) della sua indagine Digital&Print.
La nuova Ricerca Integrata rappresenta un importante passo avanti nel percorso evolutivo delle attività di monitoraggio delle audience: i suoi elementi distintivi consentono la rilevazione completa dei consumi editoriali digitali (video e text, distribuiti tramite smartphone, tablet, computer e CTV) e della readership della stampa quotidiana e periodica, producendo il dato currency di utenza unica deduplicata elaborato collegando, per l’appunto, l’audience Digital con il lettorato Print.
La Ricerca Integrata targata Audicom ha introdotto sul mercato elementi inediti, garantendo una copertura completa e crossmediale delle audience e fornendo dati affidabili e interoperabili, con informazioni granulari confrontabili tra i diversi mezzi. Essa rappresenta un’importante conferma della sempre più diffusa volontà dei vari attori interessati (espressa in più occasioni, per esempio durante il convegno Mediatelling dello scorso anno) di procedere sulla strada della convergenza non solo in termini di composizione del media mix, ma anche di metodologie di misurazione dell’audience.
Questa visione sempre più ‘moderna’ dello scenario comunicazionale potrebbe apportare benefici rilevanti alla stampa, il cui processo d’integrazione con le nuove opportunità offerte dall’innovazione tecnologica è ormai ‘obbligatoriamente’ consolidato (lo testimoniano i dati sul crescente gradimento dei lettori per la cosiddetta versione ‘digitale replica’ delle testate cartacee).
Qualunque novità può essere ben accetta, se contribuirà a migliorare lo stato dell’arte di un comparto che, in termini di raccolta pubblicitaria e in riferimento a entrambi i segmenti tradizionali (stampa quotidiana e stampa periodica), continua a essere penalizzato anche al di là dei suoi effettivi demeriti. Il che non significa che dietro alle nuvole non ci siano raggi di sole: dal dinamismo dei principali operatori emerge l’intenzione di anteporre l’ottimismo e la capacità propositiva rispetto al disfattismo e alla sfiducia.
LA PAROLA AL MERCATO
Alla fine di maggio CairoRCS Media ha presentato Vertical Video, il nuovo formato pubblicitario cross-platform che integra la distribuzione video tra social media e l’ambiente editoriale premium del Corriere della Sera, primo quotidiano digitale italiano a interpretare un fenomeno sempre più diffuso nel panorama internazionale: introdurre il linguaggio dei video verticali oltre i feed social.
L’integrazione tra distribuzione social e sito consente l’utilizzo di un unico asset creativo all’interno di una pianificazione coordinata, capace di unire reach e continuità narrativa.
Il Vertical Video, infatti, si sviluppa attraverso un ecosistema che connette i profili social del Corriere della Sera – con accesso a una fanbase proprietaria ampia e profilata – e la sua homepage, sancendo il debutto di un’esperienza nativa di fruizione video verticale.
Il risultato è una pianificazione crossmediale che combina la distribuzione video sui social con l’erogazione in pre-roll verticale sulla HP del Corriere, garantendo ai brand efficienza creativa e massimizzazione della visibilità, in un contesto di qualità dei contenuti editoriali.
Di fatto, è così nata una strategia che supera la logica dei singoli canali e costruisce una presenza coerente e continua: il contenuto attiva l’attenzione e il contesto ne amplifica il valore.
Dal punto di vista dei brand i principali vantaggi sono tre: coerenza narrativa tra social e ambiente editoriale (con un unico formato creativo), maggior impatto e visibilità (grazie alla distribuzione in contesti ad alto valore) e misurazione uniforme delle performance video.
“Corriere Vertical Video rappresenta un’evoluzione significativa nel panorama digitale italiano”, sottolinea Uberto Fornara, Amministratore Delegato di CairoRCS Media: “è una proposta che unisce linguaggio, tecnologia e qualità editoriale per offrire ai brand dei nostri inserzionisti nuove opportunità di comunicazione, dal maggiore impatto e visibilità e con una misurazione più uniforme. L’integrazione tra esposizione rapida sui social e fruizione approfondita in un contesto editoriale di grande valore come il Corriere della Sera consente di trasformare il messaggio pubblicitario in un’esperienza continua e coerente lungo touchpoint differenti, valorizzando la capacità di attivazione dei contenuti e la qualità della relazione con l’audience”.
Fra le varie iniziative che fanno capo alla storica testata milanese spicca anche Pianeta 2030 – Il Festival, evento annuale dedicato a natura, clima e sostenibilità, giunto alla quarta edizione e svoltosi nel capoluogo lombardo all’inizio di giugno, presso il Teatro Franco Parenti.
In coincidenza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente il quotidiano è uscito in versione ‘all green’ in edicola, nell’edizione digitale e nella home page del sito; migliaia di copie della speciale edizione verde del Corriere sono state distribuite nelle piazze di dodici città (Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Catania, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino e Trento).
“L’ambizione di questo Festival”, spiega Edoardo Vigna, Caporedattore Centrale del Corriere della Sera e Responsabile di Pianeta 2030, “è quella di costruire insieme un nuovo lessico dell’ambiente, meno tecnico e più vicino alla vita delle persone. Un linguaggio capace di descrivere il cambiamento ma anche di immaginare la trasformazione”.
L’apertura della due giorni al Teatro Parenti ha visto la presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha dialogato con il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana.
Le ‘idee di Pianeta’ che hanno fatto da bussola a questa edizione sono cinque: biodiversità, consumi, culture, geopolitica e innovazione. Più specificamente, sono state approfondite tematiche relative a energia e oceani, cibo, disuguaglianze e Intelligenza Artificiale, con una corposa e prestigiosa serie di ospiti ed esperti. Non sono ovviamente mancati talk, workshop, monologhi, interviste, dibattiti e collegamenti internazionali; senza dimenticare il coinvolgimento diretto dei lettori, chiamati a partecipare alla costruzione dei vodcast registrati in diretta durante la ‘due giorni’.
Patrocinato dal Comune di Milano, Pianeta 2030 – Il Festival si è avvalso della collaborazione di importanti Istituzioni e aziende: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Unioncamere, CDP, CNH, CONAI, Fincantieri, Human Company, L’Oréal Italia, Rekeep.
Una delle novità principali del 2026 è arrivata verso la fine di marzo, quando K Group (proprietaria di Antenna Group, Gruppo internazionale leader nei media, nella produzione dei contenuti e nell’intrattenimento) ha acquistato da Exor il 100% di GEDI, compresi il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital e HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. L’operazione non ha incluso La Stampa, oggetto di un accordo per la vendita al Gruppo SAE, di cui ci occupiamo in questa stessa analisi.
“A nome di Theodore Kyriakou, Presidente di Antenna Group, e della famiglia Antenna siamo lieti di aver dato il benvenuto a GEDI nel nostro Gruppo”, commenta Mirja Cartia d’Asero, nuovo CEO di GEDI: “insieme valorizzeremo la storia delle sue testate e la forza dei suoi brand, per creare un gruppo mediatico con portata globale e un impatto significativo. Antenna Group condivide un profondo impegno verso l’integrità, l’indipendenza editoriale e un’informazione affidabile e attribuisce grande importanza al rispetto della cultura e dell’identità locale, elementi fondamentali per un’editoria solida e credibile. Con i talenti altamente qualificati dell’Italia e una comprovata capacità di sviluppare potenti brand internazionali, vediamo un grande potenziale per GEDI nel consolidare la propria posizione come punto di riferimento per il giornalismo di qualità e l’innovazione mediatica”.
Con l’acquisizione di GEDI, il dichiarato obiettivo di Antenna è quello di rafforzare una realtà indipendente di primo piano nel settore dell’informazione e dell’intrattenimento con base in Italia, con una solida presenza a livello internazionale e un appeal globale. Antenna Group metterà a disposizione la propria esperienza nei media, nell’informazione, nell’educazione, negli eventi, nelle conferenze e nell’intrattenimento, per rafforzare il portafoglio di testate e brand editoriali di GEDI, trasformando la società in una solida realtà mediatica internazionale, caratterizzata da una forte indipendenza editoriale. Preservando l’identità, la credibilità e il pluralismo di ciascun marchio, principio cardine della strategia del Gruppo, Antenna prevede di investire nuove e significative risorse per ampliare la diffusione de la Repubblica e valorizzare il lavoro dei suoi giornalisti.
Parallelamente, Antenna intende sviluppare ulteriormente il business radiofonico di GEDI, creando un importante hub nel Mediterraneo, e investire nella produzione di documentari informativi, nello streaming, nei podcast, nella produzione musicale ed editoriale, nell’education e nel cinema, ambiti in cui vanta una comprovata esperienza di investimenti di successo. Il Gruppo si impegna anche a investire nel giornalismo italiano e a rafforzare il ruolo del Bel Paese come protagonista nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento. L’acquisizione contribuirà a migliorare l’esperienza di fruizione, favorirà l’integrazione di nuove tecnologie e soluzioni innovative e amplierà il pubblico che usufruisce dei contenuti e dell’informazione di GEDI.
“Quando abbiamo rilevato Repubblica e Finegil e creato con La Stampa il Gruppo GEDI”, ricorda John Elkann, Amministratore Delegato di Exor, “eravamo convinti che saremmo riusciti a portare l’intero Gruppo sulla via dei profitti, grazie a una profonda trasformazione digitale. Purtroppo ci siamo resi conto che nella crisi profonda che attanaglia la carta stampata è necessario avere maggiore scala o, nel caso dei giornali locali, riconfigurarsi in realtà molto prossime al loro territorio. Ora siamo convinti di aver trovato una soluzione che garantirà sviluppo e indipendenza”.
Come già accennato, un altro importante scossone all’assetto del mercato editoriale italiano è arrivato dal completamento, da parte del Gruppo SAE, dell’operazione di acquisizione del quotidiano La Stampa e dei rami d’azienda collegati. Per favorire questo processo il Gruppo ha costituito una sub holding, SAE Piemonte (composta dal Gruppo stesso con il 51% e da Toto Holding con il 49%), finalizzata alla partecipazione di maggioranza nella società La Stampa SAE, proprietaria della testata.
L’operazione è nata con l’obiettivo di garantire continuità e stabilità industriale all’interno di un progetto ambizioso, fondato su indipendenza editoriale, affidabilità, rispetto dell’identità della testata e della sua vocazione territoriale, nazionale e internazionale. Una visione che punta a rafforzare le prospettive di crescita, il prestigio e la capacità di innovare che da sempre caratterizzano il quotidiano torinese.
Essa, inoltre, si inserisce nella strategia di crescita industriale del Gruppo SAE, orientata allo sviluppo di un modello integrato, capace di coniugare qualità dell’informazione, innovazione digitale, internazionalizzazione e diversificazione dell’offerta. Con questa operazione il Gruppo consoliderà, entro la fine del 2026, un fatturato complessivo pari a circa 250 milioni di euro, rafforzando ulteriormente la sua presenza nel panorama editoriale e digitale.
“L’acquisizione de La Stampa costituisce un passo significativo nella strategia di crescita da noi intrapresa”, afferma Alberto Leonardis, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo SAE: “riteniamo che il settore dell’editoria possa crescere attraverso investimenti su asset innovativi e di qualità e con progetti di comunicazione integrata, capaci di rendere sostenibili e realmente competitivi i Gruppi editoriali. È questo il percorso che negli ultimi anni ci ha consentito di costruire una realtà solida, con importanti marginalità e un fatturato in crescita. Un valido progetto industriale, la cui credibilità è stata confermata anche da una raccolta di investimenti che ha superato ampiamente le aspettative. Porteremo La Stampa ancora più al centro del panorama mediatico, innovando e valorizzando i suoi talenti, la sua tradizione e la sua identità. Conoscendo la qualità di chi compone la redazione de La Stampa, non possiamo che guardare al futuro con fiducia, certi che ci attendano successi ancora più grandi”.
Ricordiamo, in sintesi, che il Gruppo SAE (Sapere Aude Editori) è nato nel 2020 con il fine di creare un polo indipendente dell’informazione e della comunicazione integrata, interamente a capitale italiano. Esso è già proprietario di altre storiche testate giornalistiche cartacee e digitali diffuse in Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna e Lombardia e di tre testate online, oltre a Next Different Uniting, una delle principali communication company italiane.
Sempre in tema di giganti del mercato e di continua e irreversibile convergenza fra l’editoria tradizionale e quella che fa leva sulle nuove tecnologie, nel mese di giugno il Gruppo Mondadori ha presentato le linee strategiche della neocostituita società Mondadori Digital: tre driver di sviluppo (acquisizioni mirate, Intelligenza Artificiale e internazionalizzazione) per creare il primo player digitale italiano.
Più nel dettaglio, il Gruppo intende consolidare la leadership nel mercato dei media digitali attraverso una mirata strategia di M&A, l’integrazione nativa dell’AI e una forte spinta oltre i confini nazionali. La nuova digital company si presenta al mercato forte di ricavi proforma 2025 di oltre 100 milioni di euro e un EBITDA superiore ai 20 milioni, frutto del successo di un ecosistema crossmediale unico, con una fanbase di oltre 137 milioni di follower tra Italia ed estero e 33 milioni di utenti unici mensili.
La società ha costruito un’identità distintiva che le consente di posizionarsi come ‘l’editore delle eccellenze italiane’, grazie alla leadership nei verticali più rappresentativi e ad alto valore del Made in Italy (Food, Design, Wellness & Lifestyle), nonché a brand editoriali leader, community altamente fidelizzate e capacità avanzate di monetizzazione digitale.
“Mondadori Digital è la prova tangibile della capacità del Gruppo di crescere creando nuove realtà di valore, così come già avvenuto in altri ambiti di business, tra i quali l’Education”, spiega Antonio Porro, Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori: “abbiamo iniziato a investire nel digitale diversi anni fa, grazie alla visione di lungo periodo del nostro Presidente e azionista Marina Berlusconi, e abbiamo perseguito con determinazione questa strategia, fino a rendere Mondadori Digital una realtà autonoma e leader di mercato. Oggi la società rappresenta non solo un solido business ma anche un hub di sperimentazione e innovazione che ci consente di testare sul campo soluzioni d’avanguardia applicabili anche al resto dell’azienda. Per il futuro, il nostro obiettivo è quello di accelerarne ulteriormente lo sviluppo”.
In uno scenario sempre più caratterizzato dall’evoluzione dei modelli distributivi e delle modalità di produzione, Mondadori Digital si pone, quindi, come uno dei player editoriali più importanti a livello europeo nel digitale e sui social.
“L’editoria sta attraversando una fase di trasformazione profonda”, conferma Andrea Santagata, Amministratore Delegato di Mondadori Digital: “cambiano i format, i canali di comunicazione, il rapporto con le audience e il ruolo stesso dei contenuti. Mondadori Digital è nata proprio per interpretare questa evoluzione, con un approccio che unisce competenze editoriali, innovazione tecnologica e centralità delle persone. Il nostro obiettivo è consolidare la società come punto di riferimento nell’ecosistema digitale italiano e internazionale, valorizzando il patrimonio editoriale e culturale attraverso l’innovazione tecnologica, l’AI e i nuovi linguaggi di comunicazione. In questa prospettiva ci poniamo come il principale soggetto aggregatore del mercato digitale italiano, facendo leva su un nuovo modello di business scalabile e distintivo, che punta su community verticali e MarTech. A supporto di questa visione si pongono sia il rilevante track record acquisitivo dell’ultimo quinquennio sia l’appartenenza al Gruppo Mondadori, che ci garantisce credibilità strategica e un’elevata capacità di investimento”.
L’attività di Mondadori Digital si fonda sulla produzione e distribuzione multipiattaforma di contenuti proprietari in grado di ingaggiare pubblici ad alto valore, generando opportunità di monetizzazione attraverso video advertising premium, branded content, influencer e creator marketing, oltre a una gamma evoluta di servizi MarTech full-funnel.
Per quanto concerne il caso specifico dell’Artificial Intelligence, l’approccio di Mondadori Digital si basa su due pilastri fondamentali: evoluzione del prodotto e innovazione dei modelli di business.
L’AI viene integrata all’interno dei workflow editoriali, nella distribuzione e nei processi di monetizzazione: questo ha permesso a Mondadori Digital di mettere in campo una serie di innovazioni, tra cui chatbot AI per marketing e performance, AI per supporto editoriale e motore di ricerca AI per Archiproducts.

