La prima edizione del festival internazionale dedicato all’apprendimento creativo, realizzato dal Museo in partnership con Bolton for Education Foundation.
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia proponela prima edizione del Creative Learning Festival, due giornate interamente dedicate all’apprendimento creativo, ideate e co-progettate insieme ai fondatori del Tinkering Studio dell’Exploratorium di San Francisco, un museo scientifico pioniere e uno dei più importanti al mondo, e al Lifelong Kindergarten Group del MIT Media Lab Boston, un luogo di ricerca e innovazione che vanta la creazione di Scratch, la community di coding usata oggi da circa 40 milioni di ragazze e ragazzi in 200 paesi.
Il festival internazionale è reso possibile grazie alla partnership con Bolton for Education Foundation, fondazione specializzata in education che dal 2020 porta avanti iniziative volte a contribuire a garantire un’educazione accessibile, di qualità e orientata al futuro.
L’evento, gratuito su registrazione, si terrà venerdì 10 e sabato 11 ottobre con l’obiettivo di esplorare le nuove frontiere dell’educazione. È rivolto al mondo dell’educazione scolastica, informale, dell’educazione degli adulti e a ricercatori, istituzioni culturali e policy maker. Due giorni di workshop, momenti di dialogo, attività a ciclo continuo e conferenze in cui esperte ed esperti in pedagogia, scienza e arte discutono e sperimentano l’apprendimento creativo, ovvero pratiche, approcci e strumenti per far comprendere la “creatività quotidiana”, individuale e collettiva, che si trova in tutti i noi e in tutti i processi di apprendimento.
“Siamo orgogliosi di proporre al mondo dell’educazione un momento di condivisione ed esplorazione sulle frontiere dell’educazione alle STEM. Oggi l’approccio più innovativo è rappresentato dal creative learning, che non significa educare alla creatività ma fare leva sulla creatività che ciascuno di noi possiede per sviluppare ulteriori competenze in ambito STEM. Lo abbiamo potuto fare grazie alla partnership con Bolton for Education Foundation – che ha già sostenuto anche la realizzazione del nostro nuovo laboratorio dedicato alla Sostenibilità – e che ringraziamo per aver riconosciuto il valore di questo festival internazionale in quanto importante opportunità di riflessione sul ruolo della creatività nell’apprendimento come strumento per promuovere lo sviluppo di una cittadinanza attiva e sostenibile”, afferma Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo.
Nel 2020 la creatività è stata riconosciuta dalla Commissione europea come una competenza fondamentale, essenziale per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, per l’innovazione e per la capacità di rispondere alle sfide sociali (“Creativity: a transversal skill for lifelong learning. An overview of existing concepts and practices”, 2020). In questo contesto, l’apprendimento creativo – inteso come approccio capace di valorizzare il pensiero divergente, la sperimentazione, il capitale culturale individuale e l’espressione personale – si impone come un paradigma urgente e necessario.
“L’apprendimento creativo – afferma Luciana Volta, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – costituisce oggi una delle risposte più efficaci alle esigenze educative di una società in continua evoluzione. La Scuola lombarda, da tempo, ha compiuto una scelta strategica puntando, tra l’altro, sulla collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano che quest’oggi, con il Festival dell’Apprendimento Creativo, offre un’occasione di particolare valore per le istituzioni scolastiche del nostro territorio, da sempre impegnate a garantire un’istruzione capace di rispondere con prontezza alle sfide della complessità, ai bisogni formativi degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro”.
Il festival internazionale è dunque un’occasione unica di sviluppo professionale e di networking con l’obiettivo di offrire uno spazio di riflessione sul ruolo della creatività nell’apprendimento, in particolare in ambito STEM. Interlocutore privilegiato la scuola ma anche l’educazione degli adulti, anche grazie al co-finanziamento del Programma Erasmus+ dell’Unione Europea.
Quaranta esperte ed esperti di educazione a livello nazionale e internazionale, provenienti da Italia, Stati Uniti, Argentina, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna e Giappone, accoglieranno le oltre 800 persone iscritte al Festival insieme allo staff education del Museo durante i due giorni di lavoro. Tra loro ci sono: Mike Petrich & Karen Wilkinson, fondatori del Tinkering Studio dell’Exploratorium di San Francisco; Carmelo Presicce, ricercatore presso il Lifelong Kindergarten Group del MIT Media Lab; Gever Tulley, scrittore, educatore, imprenditore, informatico e fondatore della Tinkering School; Tim Hunkin, ingegnere e inventore; Machiel Veltkamp, media artist, la cui presenza al festival è sostenuta da Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi; Heather King, professoressa di Educazione scientifica al King’s College London; Toshio Iwai, autore di libri per l’infanzia ed educatore, è tra i media artist giapponesi più riconosciuti; Pino Boero, Vicepresidente del Parco della Fantasia di Omegna, per Gianni Rodari; Andrea Lupi, Direttore della Fondazione Montessori Italia; il Maestro Capone &Bungt Bangt; Penny Hay, Professor of Imagination all’Università di Bath Spa; Teresa Grange, Professoressa di Pedagogia sperimentale all’Università della Valle d’Aosta.
“Imparare dai migliori vuol dire non fermarsi; guardare avanti significa interrogarsi su come essere pronti: queste sono due leve che ci spingono a voler volare alto, voler fare meglio, e cogliere le sfide poste, da un lato, dalla nostra comunità professionale e, dall’altro, da tutte le persone che vedono il Museo come risorsa per la loro pratica e per la loro crescita. Il festival è un momento unico che stiamo aspettando con grande felicità: avere qui colleghi e colleghe da tutto il mondo per condividere la propria esperienza ai fini di comprendere un tema che sta acquisendo una crescente importanza: il creative learning”, commenta Maria Xanthoudaki, Direttrice Education del Museo.
Con 70 anni di esperienza nell’educazione, uno staff educativo permanente e 12 laboratori educativi su temi STEM, il Museo, ente accreditato per la formazione e lo sviluppo professionale degli insegnanti dal Ministero dell’Istruzione, rappresenta il contesto ideale per il Festival. I laboratori incoraggiano esperienze sperimentali e partecipative integrate con momenti di riflessione, offrendo un terreno fertile per l’innovazione educativa.
Dal 2009, attraverso il CREI – Centro di Ricerca per l’Educazione Informale, il Museo conduce ricerca educativa su metodologie innovative, promuove progetti di educazione alle STEM e organizza corsi di formazione per circa 650 educatori all’anno. Grazie a questa lunga esperienza, il Museo è oggi un hub di riferimento in Italia e in Europa per l’educazione informale e museale, anche grazie all’introduzione e alla sperimentazione di approcci educativi distintivi come l’Inquiry-based learning, il Tinkering o il metodo Future Inventors, sviluppato dal Museo.
ATTIVITÀ PER IL PUBBLICO
In occasione del Festival Creative Learning, sabato 11 ottobre dalle 15 alle 17, il Museo propone al pubblico un pomeriggio di attività dedicate a tutte le fasce d’età, per sperimentare insieme la creatività come strumento di apprendimento. Il programma vede la partecipazione di professionisti e artisti internazionali che guidano i partecipanti in esperienze originali tra tecnologia, arti visive e invenzione.
Con Carmelo Presicce, Carolina Rodeghiero e Mike Petrich sarà possibile esplorare le potenzialità educative del coding grazie a OctoStudio, l’app sviluppata dal MIT Media Lab per creare storie, animazioni e videogiochi direttamente da smartphone. Toshio Iwai, celebre autore e media artist giapponese, accompagnerà i più piccoli nella costruzione collettiva de La casa a 100 piani, trasformando l’immaginazione in un mondo verticale popolato di creature e oggetti fantastici.
La giornata prosegue con Macchine stravaganti, il laboratorio condotto da Ryan Jenkins per inventare dispositivi meccanici fantasiosi con materiali di recupero; con Tim Hunkin, che sorprenderà i partecipanti mostrando come trasformare un sacchetto di patatine in un altoparlante; e con il collettivo Libri Finti Clandestini, che condurrà un workshop di autoproduzione di fanzine unendo carta e strumenti digitali. Infine, grazie a Interaction-Sound-Music-Movement dell’IRCAM-STMS e il MotionLab del CRI di Parigi, bambini e bambine potranno vivere un’esperienza unica con COMO·Education, che trasforma i movimenti del corpo in suoni per raccontare storie in modo interattivo e coinvolgente. Tutte le attività sono su prenotazione e incluse nel biglietto di ingresso al Museo.
Consulta qui il programma dettagliato del Festival e le biografie di chi condurrà le attività.

