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Carta stampata ‘punto com’!

I dati sulla lettura delle digital edition e l’interesse degli editori per l’AI e le nuove tecnologie sanciscono l’irreversibilità del processo di convergenza crossmediale.

Se oggi fosse ancora vivo, Johannes Gutenberg avrebbe circa 630 anni: si può ragionevolmente pensare che lui stesso, ricordato e celebrato da sempre come l’inventore della stampa, troverebbe logico e normale vedere come si è evoluto lo straordinario regalo che ha fatto all’umanità. Senza tornare, per evidenti ragioni di spazio, ai momenti storici e alle svolte cruciali del passato, basterà citare il cambio di rotta più recente e irreversibile: l’adeguamento al processo di convergenza, ribadito – come vedremo fra poco – dal crescente interesse dei lettori verso le digital edition e dall’occhio di riguardo dei competitor per tutte le innovazioni tecnologiche, a cominciare dall’ascesa dell’Intelligenza Artificiale.

Tra carta e tecnologia

Sul fronte della raccolta pubblicitaria, il primo quadrimestre dell’anno in corso si è chiuso con una flessione piuttosto netta dei quotidiani (–8,1%) e una più contenuta dei periodici (–1,9%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Trarre già ora conclusioni allarmistiche sarebbe però prematuro, per almeno un paio di ragioni. La prima è che il confronto sul singolo mese (aprile 2024 vs. aprile 2023) evidenzia segni di ripresa, essendo positivo in entrambi i segmenti: un pur modesto +0,2% per i quotidiani e un buon +2,4% per i periodici, grazie soprattutto ai mensili, che negli ultimi tempi hanno ottenuto risultati decisamente migliori di quelli dei settimanali. La seconda ragione è di carattere temporale: per una valutazione più attendibile dello stato dell’arte del mercato è opportuno attendere i dati di fine estate, che chiariranno meglio i riflessi di big event di eccezionale interesse mediatico come i Campionati Europei di calcio e i Giochi Olimpici di Parigi.

Per quanto concerne il comportamento dei lettori, dall’edizione 2024/I dell’indagine Audipress emerge una sostanziale continuità con la rilevazione precedente. Nell’anno mobile maggio 2023/aprile 2024 sono stati 31,6 milioni gli individui che negli ‘ultimi trenta giorni’ hanno letto almeno una testata quotidiana o periodica, nella tradizionale versione cartacea o nel cosiddetto formato ‘digitale replica’.

Premesso che tale cifra corrisponde al 60,5% della popolazione italiana di almeno 14 anni, la principale evidenza è che hanno trovato conferma sia le caratteristiche demografiche del lettorato sia le abitudini di consumo mediatico.

Considerando sia gli abituali sia gli occasionali, rientrano nel novero dei lettori il 62,8% degli uomini over 14 e il 58,2% delle donne della stessa età; a proposito di fasce anagrafiche, si distinguono gli over 45 (tasso di penetrazione: 61,9%) ma, tutto sommato, si difendono bene anche i giovani (il 57,2% dei 14/24enni legge almeno un giornale), al punto che la diffusione del mezzo può essere considerata trasversale.

Di ben altra entità sono le discrepanze evidenziate da Audipress a livello geografico: nell’area del Nord-Est 68,4 individui su 100 sono lettori, quota che scende a Nord-Ovest (65,3%), cala sensibilmente al Centro (59,9%) e al Sud (57,8%) e cola a picco nelle due Isole (40,8%). Un altro trend significativo è individuabile nell’ennesimo incremento registrato dal ‘digitale replica’, non clamoroso in termini strettamente quantitativi (+1,7%) ma indicativo della continuità di quel processo di cambiamento che la stampa ha intrapreso già da qualche anno, con una sterzata decisiva nel drammatico periodo della pandemia.

Audipress 2024/I ha quantificato i lettori delle digital edition in 7,4 milioni di individui (127mila in più rispetto all’edizione precedente) e ha attribuito l’ulteriore crescita relativa all’ultimo anno mobile soprattutto agli over 45 (+3,5%) e più alle donne che agli uomini (rispettivamente +1,9% e +1,6%).

Sul fronte dei singoli segmenti, i quotidiani mettono sul piatto 11,4 milioni di lettori nel giorno medio (i dati si basano sempre sulla doppia opzione carta/digitale) e la distribuzione di genere vede una nettissima prevalenza della componente maschile rispetto a quella femminile (62,0% contro 38,0%).

Il podio delle testate più lette è composto da La Gazzetta dello Sport (2,1 milioni di persone), Corriere della Sera e la Repubblica.

Le lettrici si prendono la rivincita nell’area dei settimanali: il 67,2% degli 8,4 milioni di individui che leggono una testata di questa categoria è di sesso femminile e solo il 32,8% di sesso maschile. Se nel campo dei quotidiani primeggiano l’informazione sportiva e quella generalista, sul versante dei settimanali prevale la richiesta di intrattenimento e leggerezza: in cima al ranking, infatti, ci sono TV Sorrisi e Canzoni (più di 2,6 milioni di lettori), Chi e Settimanale DiPiù.

La ‘parità di genere’ è meno lontana fra gli 8 milioni tondi di persone che hanno dichiarato di aver letto un mensile negli ‘ultimi trenta giorni’: il 54,5% sono donne e il 45,5% uomini.

Quanto al podio della readership, la medaglia di bronzo va ad Amica, quella d’argento a GialloZafferano e quella d’oro resta saldamente appesa al collo di Focus, l’unica testata italiana, indipendentemente dalla periodicità, a superare la soglia dei tre milioni di lettori (per la precisione, sono poco meno di 3,2).

Come sottolineano i vertici di Audipress, “i nuovi dati di scenario definiscono i contorni di un comparto ancora solido e stabile, allineato rispetto alle precedenti edizioni ed espressione di un sentimento di fiducia da parte del lettorato. Quest’ultimo premia la varietà dell’offerta e l’informazione di qualità e adegua gradualmente le proprie abitudini ai cambiamenti in atto”.

La parola al mercato

Per evidenti motivi (non adeguarsi alle tendenze primarie di uno scenario in costante evoluzione rappresenterebbe una sorta di suicidio commerciale…), la strada che porta a integrare la ‘difesa’ della carta stampata con l’esplorazione di tutte le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica è diventata, per gli attori del mercato in esame, un’autentica ‘conditio sine qua non’ per non perdere terreno.

Per esempio il Gruppo Monrif, editore di QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, ha recentemente presentato AI Light, un nuovo tool di Intelligenza Artificiale pensato proprio per supportare il processo di Digital Transformation.

L’innovativa soluzione ha l’obiettivo primario di assistere i giornalisti delle testate del Gruppo nelle loro attività quotidiane, migliorando l’efficienza e consentendo un risparmio di tempo, da dedicare ad altre attività. Le redazioni web dei quattro quotidiani hanno già iniziato a sperimentare il nuovo tool, in versione ‘beta’, e hanno dunque a disposizione un assistente pienamente integrato nel sistema di gestione dei contenuti (il cosiddetto CMS) e operante come estensione del browser.

Le molteplici funzionalità avanzate dello strumento offrono rilevanti vantaggi sotto vari punti di vista: controlli qualitativi (oltre cinquanta verifiche su ogni bozza di articolo, con analisi di titoli, sommari, testo, immagini, video e link, per garantire che tutto sia conforme agli standard editoriali), suggerimenti in tempo reale, supporto multimediale e semantico.

A sviluppare AI Light è stato il team Technology, Seo e Product Design di Robin, struttura interna al Gruppo Monrif, che ha utilizzato tecnologie all’avanguardia per garantire un’estensione leggera e performante, oltre che integrata con il CMS.

L’applicazione è un plugin di Google Chrome, ad accesso privato: si interfaccia con il CMS delle redazioni e può essere facilmente integrata anche con i software di publishing di altri editori.

“Si tratta di un progetto di Digital Transformation pienamente collaborativo”, spiega Michela Colamussi, Director of Transition to Digital and Innovation di Monrif: “L’applicativo AI Light, rilasciato in versione ‘beta’ a un gruppo di giornalisti tester, viene migliorato continuamente grazie ai feedback degli utilizzatori, con l’obiettivo di fornire a breve uno strumento pienamente funzionale. Le redazioni restano al centro della fase di produzione e pubblicazione, mantenendo sempre il pieno controllo della qualità dell’output, ma vengono supportate – soprattutto sul piano della velocità – nell’adattamento del contenuto alle specificità del mezzo digitale. In prospettiva futura l’obiettivo non risiede nella sostituzione delle professionalità giornalistiche, bensì nel permettere a queste ultime di dedicare più tempo alla ricerca e all’approfondimento delle notizie, diminuendo il carico di lavoro tecnico e delegandolo a un assistente digitale in grado di migliorare la visibilità degli articoli”.

“Il sistema è agnostico rispetto ai modelli di AI attualmente disponibili”, aggiunge Romolo Velati, Chief Technology Officer di Monrif , “in quanto pensato per selezionare, tra le varie soluzioni presenti sul mercato, quella più adatta al contesto di utilizzo”.

L’iniziativa conferma l’intenzione di Monrif di mantenere elevati standard editoriali e, al contempo, proseguire sulla strada dell’innovazione; i comitati di redazione, la direzione e tutto il Gruppo sono al lavoro anche per definire un codice interno di autodisciplina, inerente proprio il ruolo dell’Intelligenza Artificiale.

Fra chi non ha avuto dubbi nel cercare di mettersi al centro del processo di AI Revolution c’è anche il Gruppo Mondadori.

Verso la fine di maggio il colosso di Segrate ha annunciato la nascita di PLAI, un ‘acceleratore di startup’ che intende trasformare le idee basate sullo sfruttamento dell’Intelligenza Artificiale in realtà imprenditoriali di successo. PLAI offrirà al mercato un campo distintivo di applicazione e uno sbocco industriale, sia all’interno della casa editrice sia presso i suoi partner.

Più specificamente, con il lancio di PLAI il Gruppo si propone di dar vita a un hub tecnologico che consenta di individuare le iniziative a forte carattere innovativo inerenti i settori in cui opera (publishing, education, retail, media e advertising), di posizionarsi al centro della rivoluzione dell’AI e di diventare il nucleo di una comunità nazionale e internazionale di innovatori, creando valore industriale e vantaggio competitivo tramite investimenti mirati in startup attive sul fronte delle tecnologie più avanzate.

“Queste ultime stanno rapidamente trasformando molti mercati”, conferma Antonio Porro, Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori: “In uno scenario in cui l’AI generativa permette di creare e rielaborare qualunque forma di contenuto, rivoluzionando le modalità di svolgimento di qualsiasi attività, vogliamo dare un forte impulso in termini di conoscenza e di un suo utilizzo consapevole in tutte le nostre aree di business. In qualità di editori multimediali leader intendiamo ricoprire un ruolo centrale nell’ecosistema della Gen AI, per presidiare il settore da trendsetter, attrarre talenti e offrire ai nostri clienti nuovi prodotti e servizi”.

PLAI opererà nelle fasi di preseed e seed selezionando, per ogni ciclo annuale di accelerazione, 10 startup italiane e internazionali, che saranno supportate con un investimento iniziale di 100mila euro ciascuna, in cambio di una quota di minoranza. L’impegno finanziario complessivo del Gruppo Mondadori è di circa 6 milioni di euro, da investire nel triennio 2024/2026.

Oltre ai capitali ‘l’acceleratore’ fornirà alle startup concreti ambiti di applicazione dell’AI, percorsi strutturati di formazione e mentorship e la possibilità di partecipare a eventi di networking, grazie anche e soprattutto all’insieme di competenze e di asset messi a disposizione dai partner che hanno deciso di unirsi a Mondadori per questa iniziativa (Startupbootcamp, I3P, Amazon AWS, PWC Italia, Multiversity, GroupM, Codemotion e Datapizza).

Alla fine di giugno gli IBM Studios di Milano hanno ospitato l’evento ‘Il Giornale 50 anni dopo’, organizzato per celebrare il primo mezzo secolo di vita del quotidiano fondato nel 1974 da Indro Montanelli. Quella de Il Giornale, secondo i numerosi ospiti intervenuti (fra i quali alcuni ex Direttori come Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro), è la storia di una testata che era nata quasi ‘per sfida’ e che non ha mai smesso di osservare, con uno sguardo personale e spesso controcorrente, le grandi svolte, i crocevia epocali, i cambi di paradigma.

Al centro dell’evento, cui hanno partecipato anche i dirigenti di enti e aziende come il Ministero della Cultura, ENI, TIM, Fincantieri, Borsa Italiana e altri ancora, sono stati messi alcuni dei temi focali che stanno attualmente caratterizzando l’offerta d’informazione. È il caso della geoeconomia e della geopolitica, al centro di un mercato globale in cui i valori storici e universali dell’Occidente sono minacciati da conflitti economici e militari e il confine tra il potere degli Stati e quello dei grandi Gruppi privati si fa sempre più sottile; o, ancora, degli scenari finanziari che continuano a cambiare e dei vantaggi e dei rischi legati all’Intelligenza Artificiale, che si espande e che sviluppa capacità inattese e imponderabili.

“La freschezza di una testata non è data dalla sua età”, afferma Alessandro Sallusti, Direttore Responsabile de Il Giornale, “bensì dalla sua capacità di ‘leggere’ il mondo contemporaneo. È evidente che il mondo dell’informazione sta subendo una trasformazione degna di nota e una delle problematiche principali, in quest’ottica, riguarda la sua stessa attendibilità. Un’informazione certificata e di qualità come quella dei quotidiani resta un’àncora di salvezza, in uno scenario soggetto a un’accelerazione talmente rapida che, al momento, è davvero difficile prevedere come sarà il futuro”.