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BigBag, nasce il progetto imprenditoriale etico che trasforma una borsa in un manifesto di cultura, sostenibilità e inclusione

Presentate oggi, in collaborazione con Grande Brera e Duomo Milano, le prime due capsule collection dedicate proprio a questi due luoghi iconici di Milano

Creare un’impresa di successo che faccia bene alla società e all’ambiente oggi è davvero possibile? Questa è la sfida di BigBag, il progetto imprenditoriale nato a Milano con una chiara impronta etica: coniugare cultura, slow fashion, sostenibilità e inclusione sociale generando un impatto positivo. L’idea nasce dalla possibilità di trasformare una “semplice borsa” in un manifesto di bellezza, cultura, altruismo e responsabilità sociale attraverso un ecosistema circolare di partner e una filiera produttiva Made In Italy.  

Il progetto BigBag inizia dal recupero dei materiali e in particolare dalle eccedenze di tessuti provenienti dal mondo del tessile e dell’arredamento di lusso – il cui smaltimento è sempre più complesso e costoso – e si sviluppa dando lavoro a cooperative sociali, dove i lavoratori sono persone che hanno avuto percorsi di fragilità, e valorizzando la maestria degli artigiani italiani. Altro tassello nel percorso del brand è il sostegno attivo al mondo della cultura anche attraverso collaborazioni con istituzioni culturali. La promessa al mercato? Non essere più costretti a dover scegliere tra etica e stile, tra bellezza e responsabilità offrendo una borsa capace di creare spazio per un mondo migliore.

Forte di queste premesse BigBag ha creato le sue prime due capsule collection insieme a Grande Brera e Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.Le borse, che raccontano due dei luoghi più iconici della cultura milanese, sono state presentate oggi alla Biblioteca Nazionale Braidense, un luogo che, per la Fondatrice di BigBag e il suo passato nel fundraising culturale, è molto più di una splendida cornice. Ha un significato molto forte perché Brera – secondo Alessandra Pellegrini“è un simbolo potente della cultura italiana, un luogo dove la bellezza dialoga con la storia e con il Pensiero”.

Ognuna delle borse presenti nelle due collezioni prende ispirazione dai capolavori esposti nella Pinacoteca, dal Loggiato, dall’Orto Botanico, dall’eleganza senza tempo di Palazzo Citterio, dalla Biblioteca Braidense e dall’architettura gotica della Cattedrale, tra il rosa del marmo di Candoglia e le sfumature delle guglie che si stagliano nel cielo.

Luoghi che raccontano più storie e che da secoli si fanno portavoce non solo dell’identità culturale della città come ha sottolineato Francesco Canali, Direttore dei Cantieri della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano: “Il Duomo di Milano non è soltanto un simbolo architettonico, ma rappresenta il cuore pulsante della città. Il progetto BigBag, che utilizza eleganti tessuti di recupero per creare borse uniche, non solo promuove la sostenibilità e la solidarietà, ma mantiene alta l’attenzione sull’importanza e le esigenze della nostra Cattedrale. Infatti, la centralità del Duomo per Milano e l’impegno costante dei suoi Cantieri sono valori che questo progetto celebra e sostiene con orgoglio. BigBag, con le sue capsule collection, sottolinea quanto sia fondamentale preservare e valorizzare un monumento così iconico e opere d’arte uniche al mondo: un obiettivo che ci avvicina ancor più agli amici della Grande Brera, i cui legami con la Veneranda Fabbrica sono antichi e profondi”.

BigBag è dunque molto più di una borsa: “È un progetto generoso e sostenibile che guarda alla circolarità affinché la bellezza, l’etica e la cultura possano convivere in un equilibrio naturale e autoalimentarsi. Con queste nuove collezioni vogliamo celebrare Milano, il suo genio, il suo patrimonio artistico e quella sua capacità di fare imprenditoria, accogliere e dare nuove opportunità. Proprio per questo sono orgogliosa che due importanti istituzioni culturali ed eccellenze del Made in Italy abbiano deciso di crederci e di sostenerlo in prima persona”– commenta Alessandra Pellegrini, Fondatrice di BigBag.

Ogni BigBag porta con sé più storie, un design reso funzionale dal fondo in plastica blu riciclata e dal doppio manico e ogni borsa di queste capsule è unica perché realizzata con eccedenze di tessuti forniti da Rubelli, storica azienda che dal 1889 realizza pregiati tessuti per arredamento. All’interno della filiera di BigBag opera anche Ethicarei – la prima filiera etica del made in Italy garantita dal WFTO, progettata e sviluppata sulle best practice delle imprese manifatturiere italiane per garantire un coinvolgimento sempre maggiore delle categorie socialmente fragili nella produzione manifatturiera del lusso – che si occupa della produzione, affidando la cucitura e l’assemblaggio alle cooperative sociali. Tutti i manici, che contribuiscono a caratterizzare l’identità di BigBag, sono invece realizzati da Flex Tex, affermata realtà artigianale italiana con oltre 70 anni di esperienza nel mondo dei nastri tessuti per il settore della calzatura e moda. Ogni borsa racconta dunque una o più storie, custodisce valori e rappresenta il perfetto equilibrio tra artigianato, economia circolare e impegno sociale.

“Rubelli non è nuova a collaborazioni di questo genere. Siamo orgogliosi di poter contribuire a iniziative sostenibili e inclusive che sono risposte concrete in difesa dell’ambiente e a supporto di categorie “deboli” e, nel caso di BigBag, che hanno anche lo scopo di sostenere e valorizzare il patrimonio culturale italiano, a cui Rubelli da sempre tiene in modo particolare. Oggi è bello vedere che quei tessuti che per vari motivi erano usciti dalla nostra collezione, possono non solo rinascere a nuova vita, ma addirittura viaggiare per il mondo sotto forma di borse extra-large, veicolando un messaggio di assoluta sostenibilità, materiale e umana” – dichiara Nicolò Favaretto Rubelli, AD Rubelli.

“La collaborazione tra Ethicarei e BigBag nasce dalla profonda convinzione che l’artigianato Made in Italy non sia solo sinonimo di qualità, ma possa essere anche un’opportunità per dare voce, attraverso i manufatti, a persone che vivono condizioni di fragilità. Affidare la produzione ai nostri laboratori etici, dove la fragilità riesce a incontrare la qualità e la bellezza, deve essere vissuto come un modo concreto per dimostrare che queste possono andare di pari passo con la sostenibilità sociale e ambientale. La condivisione di Valori tra le realtà coinvolte in questo progetto è un elemento rilevante per noi e arricchisce ulteriormente il nostro impegno. Insieme vogliamo realizzare non solo Borse, ma anche un futuro più sostenibile e inclusivo” – conclude Micaela Le Divelec, Membro del Board di Ethicarei.

Alla conferenza stampa tenutasi presso la Biblioteca Nazionale Braidense hanno partecipato: Alessandra Pellegrini, Founder BigBag; Angelo Crespi, Direttore Pinacoteca di Brera; Francesco Canali, Direttore Cantieri Veneranda Fabbrica del Duomo; Micaela Le Divelec, Membro del Board di Ethicarei; Nicolò Favaretto Rubelli, AD Rubelli; Vittorio Peretto, Presidente Hortensia con la moderazione del Museologo Paolo Biscottini.

Le capsule collection Big Bag X Grande Brera e Duomo sono già disponibili nei bookshop della Pinacoteca di Brera e di Palazzo Citterio, gestiti da Civita Mostre e Musei, e nel Duomo Shop, oltre che su bigbagmilano.com e saranno inoltre protagoniste, dal 2 aprile e per tutta la Design Week, dell’installazione “Scala Armonica”. L’opera, ideata da Vittorio Peretto,Presidente di Hortensia, e realizzata da Falegnameria Poetica, unendo artigianato, musica e designracconta storie di trasformazione e creatività prendendo forma attraverso materiali di recupero e dando nuova vita al legno di ponteggi dismessi.

Il 10 aprile, a partire dalle ore 19.00, all’interno della Sala delle Colonne (Piazza del Duomo, 14/a), nell’ambito degli eventi del Fuorisalone, il Duomo Shop ospiterà un opening cocktail aperto al pubblico, per festeggiare insieme questo nuovo progetto, durante il quale sarà anche possibile acquistare le BigBag Duomo e Grande Brera.