Ascolto, design made in Italy e innovazione: gli ingredienti per trasformare la Blue Economy a partire dalla nautica da diporto - Media Key
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Ascolto, design made in Italy e innovazione: gli ingredienti per trasformare la Blue Economy a partire dalla nautica da diporto

Il caso di Easysea, la startup italiana fondata nel 2019, che ripensa gli accessori per la nautica progettando soluzioni grazie alle esperienze di oltre 80.000 appassionati del mare

L’innovazione non ha ancora raggiunto tutti i settori con la stessa velocità. In ambiti come l’automotive, il ciclismo o l’elettronica di consumo, il cambiamento è stato trainato da una crescente attenzione all’esperienza d’uso, al design e all’integrazione tecnologica. Altri settori, invece, si muovono ancora secondo dinamiche più tradizionali, dove l’innovazione risponde più alle logiche produttive che ai bisogni reali delle persone.

La nautica da diporto rientra in quest’ultimo gruppo. Secondo il report La Nautica in Cifre 2024/2025 il settore conta oltre 80.000 imbarcazioni da diporto immatricolate in Italia, tra barche a vela e a motore, e un parco globale che supera i 34 milioni di unità.

Eppure, lo sviluppo e la progettazione di accessori per la navigazione spesso seguono le esigenze dei cantieri, senza risolvere i problemi reali di chi il mare lo vive ogni giorno. Il risultato sono strumenti e soluzioni che non rispondono ai bisogni concreti dei navigatori.

La startup italiana che cambia rotta: soluzioni nate dalle esperienze reali

Proprio da questa esigenza nasce Easysea, la startup italiana che progetta accessori nautici dal design intelligente. Fondata nel 2019 a Monte di Procida, circondata dal blu del Golfo di Napoli, Easysea ha mosso i primi passi in bootstrap, senza investimenti esterni, e lontano dai poli tradizionali dell’innovazione, spinta dal desiderio concreto di risolvere un problema reale.

Il punto di forza dell’azienda, che la distingue non solo per l’approccio quanto per le soluzioni che offre, è l’ascolto attivo: i prodotti di Easysea, infatti, nascono da un dialogo costante con chi vive e conosce il mare. La scelta di coinvolgere una community online di oltre 600 tra velisti e diportisti, è il punto di partenza per immaginare, disegnare e realizzare soluzioni pratiche e di ampio utilizzo in cui il design Made in Italy incontra i bisogni concreti dei marinai di tutto il mondo.

Ci siamo trovati di fronte a un sistema che non voleva cambiare. Le idee venivano apprezzate, ma senza reale volontà di ascoltare o innovare. È lì che abbiamo capito che non potevamo aspettare il cambiamento: dovevamo costruirlo.” spiega Giuseppe Scotto d’Antuono Ceo di Easysea. “Ogni prodotto Easysea nasce per risolvere un problema reale e durare nel tempo. Il nostro obiettivo è colmare il divario tra tecnologia, design e usabilità nella nautica, portando a bordo lo stesso livello di funzionalità che oggi diamo per scontato sulla terra ferma.”

Ascoltare per costruire: il punto di partenza per fare impresa in modo diverso

Dal 2019 a oggi Easysea ha sviluppato un catalogo di soluzioni brevettate e riconosciute a livello internazionale, raggiungendo un fatturato cumulato di 1,6 milioni di euro, con vendite in oltre 96 paesi. Nel 2024 ha chiuso un round di investimento da 650.000 euro supportato da imprenditori di primo piano tra cui Simone Mancini (CEO di Scalapay)  Marcello Segato (ex CEO di Cinelli) e Maximiliano Donzelli (CMO di Scalapay) e ha ottenuto un finanziamento Smart&Start da 900.000 euro per sviluppare nuovi prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Un impegno costante e attento che ha permesso all’azienda di ottenere, per ben due anni consecutivi, la nomination ai Dame Design Awards, confermando la rilevanza del proprio lavoro anche a livello internazionale.

In un panorama imprenditoriale ancora restio al cambiamento e all’innovazione, l’approccio di Easysea dimostra che si può fare la differenza ascoltando e traducendo le esigenze in soluzioni concrete e accessibili. Portare innovazione è quindi possibile anche partendo da un piccolo paese di provincia, e senza capitali iniziali: con ascolto, ingegno e determinazione, e mettendo le persone prima dei processi.