L’incremento del +6,5% registrato nei primi tre trimestri sul versante degli introiti pubblicitari ribadisce la solidità della radio, testimoniata anche dall’aumento del numero di spender e di campagne pianificate. Stabilmente inserito nel processo di convergenza crossmediale, il mezzo attende ora una definitiva e soddisfacente soluzione alla querelle sulla rilevazione degli ascolti.
Crescita della raccolta pubblicitaria, possibili novità (anche se non imminenti) in merito all’impianto metodologico dell’indagine sull’audience, consueta vitalità e capacità progettuale di editori e concessionarie.
Per citare un vecchio slogan di Renzo Arbore, uno che di radio e di comunicazione se ne intende, questo ultracentenario ma modernissimo mezzo sembra avere ‘tutto sotto controllo’ e le sue eventuali ‘pause’ hanno una natura quasi sempre fisiologica e quasi mai allarmante.
Sul fronte degli introiti pubblicitari, anche in virtù di un settembre eccellente (+15,2% rispetto al corrispondente mese del 2022), il delta cumulato dei primi tre quarti dell’anno è stato quantificato dall’Osservatorio di FCP-Assoradio in 6,5 punti percentuali: un incremento notevole, nettamente superiore a quello del totale mercato e indicativo, come detto, dello stato di salute di un mezzo che continua a essere sulla cresta dell’onda.
“Siamo molto soddisfatti”, afferma Fausto Amorese, Presidente di FCP-Assoradio: “La performance di settembre è particolarmente significativa, perché testimonia il rapido rafforzamento del comparto dopo la contrazione fisiologica estiva (in termini di investimenti, il mese di agosto rappresenta storicamente, per la grande maggioranza dei media nazionali, un periodo di riflessione). Certo, prima di chiudere questo 2023 abbiamo ancora davanti a noi un intero trimestre: ma i 6,5 punti di incremento progressivo dei primi tre quarter rappresentano una ‘dote’ rilevante e una tangibile conferma della solidità del medium radiofonico, in un contesto generale di mercato che appare altamente competitivo”.
Per inciso, ai dati positivi già citati se ne possono aggiungere altri, visto che nel periodo gennaio/settembre si registra una crescita di tutti i parametri che aiutano a valutare ancor più concretamente il riscontro dell’attività commerciale degli operatori: +8% sul fronte degli annunci conteggiati in secondi, +7% su quello del numero di campagne pianificate e +5% in relazione al numero complessivo degli spender.
“Per quanto concerne le categorie merceologiche che ‘credono’ maggiormente nelle opportunità offerte dalla radio”, conclude Fausto Amorese, “le nostre analisi ci permettono di affermare che nel mese di settembre numerosi settori hanno optato per un’intensificazione delle risorse da destinare al mezzo. Rispetto al settembre 2022 si sono particolarmente distinti, in termini di consistenza delle variazioni, Automotive (investimenti addirittura raddoppiati: +105%!), Finanza e Assicurazioni (+90%), Bevande e Alcolici (+87%), Alimentare (+84%) e Abitazione (+19%)”.
Dal MOC al JIC: l’evoluzione degli ascolti
Se dal lato degli introiti pubblicitari gli attori del mercato in esame possono ritenersi soddisfatti, su un altro versante fondamentale qual è quello della misurazione dell’audience sono recentemente emerse problematiche da non sottovalutare.
Anche se l’adesione all’indagine TER-Tavolo Editori Radio rimane consistente, la defezione della Rai (che ha annunciato la sua uscita dal sistema di rilevazione) è forse la conseguenza maggiormente degna di nota di una più ampia serie di interrogativi sulla validità dell’attuale impianto metodologico (le ‘vecchie’ interviste telefoniche CATI), ritenuto inadeguato e obsoleto in un periodo in cui la radio è solo una componente del comparto ‘audio’, cui fanno capo numerosi device. In altre parole, l’inarrestabile evoluzione tecnologica e il processo di convergenza multimediale devono rappresentare, secondo il mercato, un punto fermo anche in sede di quantificazione e analisi dell’audience.
Va ricordato, a riguardo, che allo stato attuale TER non è un JIC (Joint Industry Committee) come Auditel e Audicom, bensì un MOC (Media Owner Contract), ovvero un organismo composto solo dagli editori e non da altre componenti primarie del mercato come gli utenti investitori e le agenzie.
Nel frattempo, l’organismo stesso continua a ricordare al mercato (lo ha fatto anche in un’apposita nota diffusa a inizio ottobre) di ‘essere partecipato dalla quasi totalità delle componenti produttive della radiofonia italiana’ e di realizzare l’indagine ‘avvalendosi di primari istituti di ricerca (GfK Italia, Ipsos e Doxa); l’indagine stessa è inoltre soggetta a controllo da parte di PWC Advisory, tra i principali player a livello mondiale.
Le attività di ricerca avvengono nel pieno rispetto delle regole indicate da AgCom (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Ne deriva che l’indagine, oggi come oggi, va considerata l’unico punto di riferimento per la misurazione dell’audience radiofonica italiana’.
“Chiarito questo”, precisa Federico Silvestri, Presidente di TER, “è però importante evidenziare come lo spirito che muove l’attività dell’organismo sia improntato al futuro e alla continua ricerca di quelle evoluzioni che potranno offrire maggior profondità di analisi al mercato e a tutti gli stakeholder. È questo il concetto che abbiamo già anticipato ad AgCom, confermando la nostra disponibilità ad adeguarci alle sue indicazioni e prescrizioni relative alla necessità di una tempestiva adozione del modello e della struttura del JIC e alla metodologia dell’indagine. TER ha aperto da tempo un canale di comunicazione con UPA e UNA, invitandole formalmente a un tavolo di discussione finalizzato alla costituzione di un JIC e all’individuazione congiunta di una nuova metodologia di rilevazione: entrambe le Associazioni hanno prontamente e positivamente aderito all’invito ed è già stato dato il via a una fitta serie di incontri, con spirito costruttivo e obiettivi comuni, per la definizione di una road map utile a favorire un ideale passaggio di testimone tra le currency. Il nostro obiettivo è costituire il JIC nel corso del 2024, per dare vita alla nuova indagine nel 2025”.
La parola al mercato
Al di là degli aspetti ‘istituzionali’ (trend degli investimenti pubblicitari e potenziale adeguamento dell’indagine sull’audience), la solidità del mezzo è ovviamente testimoniata anche dai numerosi e ambiziosi progetti realizzati dagli operatori del comparto.
È il caso di RTL 102.5, che all’inizio di ottobre è stata la radio ufficiale del Wired Next Fest, big event svoltosi a Milano e dedicato all’innovazione e alle tecnologie digitali. In questa decima edizione il Fest si è completamente focalizzato sull’Italia, mettendo in primo piano le modalità con cui il Paese sta costruendo il suo futuro, con particolare attenzione ai territori e alla loro capacità di interazione.
Innovazione, futuro e interazione sono termini e concetti ben noti a RTL 102.5, saldamente in testa al ranking dell’audience radiofonica nazionale (fonte: indagine TER riferita al primo semestre 2023) e in grado, insieme alle altre due emittenti del Gruppo RTL (Radiofreccia e Radio Zeta), di raggiungere quasi 8,3 milioni di ascoltatori nel ‘giorno medio’.
“La radio è da sempre centrale nei consumi culturali degli italiani”, precisa Lorenzo Suraci, Presidente di RTL 102.5: “Nel nostro caso specifico, un’offerta di altissima qualità – sia sul fronte musicale sia su quello dell’intrattenimento e dell’informazione – ci pone al centro della dieta mediatica dei giovani e degli adulti. Il ‘Sistema RTL 102.5′ vanta 25 milioni di contatti, distribuiti sulle tre radiovisioni, sui siti web, sulle radiovisioni digitali e sul portale on demand RTL 102.5 Play”.
Dal canto suo Radio Italia, insieme a Rai Radio2, sarà ancora l’emittente ufficiale di ‘Vasco Live’, la serie di concerti che nel giugno 2024 vedrà protagonista il Re del Rock Vasco Rossi negli stadi di Milano (ben sette serate a San Siro) e di Bari.
Prodotto da Live Nation, il tour di Vasco si preannuncia fin da ora come uno degli eventi musicali più suggestivi ed emozionanti del prossimo anno: Radio Italia ha rinnovato la partnership e gli ha dedicato un’importante campagna di comunicazione multimediale, offrendo agli ascoltatori anche la possibilità di aggiudicarsi un ambito biglietto.
“Per il secondo anno consecutivo”, sottolinea Alessandro Volanti, Direttore Marketing e Commerciale di Radio Italia, “siamo felici di essere l’emittente ufficiale di un tour così importante e che supporteremo, come sempre, con tutti i nostri mezzi: radio, Tv, web e social. Non mancherà una presenza on field, con una fan attivation per ogni data, che permetterà ai presenti di entrare in contatto con il mondo di Vasco”.
Fra i big del mercato c’è anche Radio Kiss Kiss, che per tutto il mese di ottobre, con il ruolo di media partner, si è schierata al fianco di ENPA e Amazon nell’annuale campagna di charity a sostegno degli animali in difficoltà.
Nella ‘piazza virtuale’ attivata su Amazon.it, i sostenitori hanno potuto effettuare una donazione all’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali scegliendo tra una selezione di prodotti pet food; una volta effettuato l’acquisto, questi ultimi sono stati inviati direttamente ai magazzini dell’ENPA e, da qui, distribuiti ai rifugi e alle colonie seguiti dall’Associazione in tutto il territorio nazionale.
Lucia Niespolo, Editore e Presidente di Radio Kiss Kiss, non nasconde il suo entusiasmo per l’iniziativa e ricorda che l’emittente “è impegnata da sempre a sensibilizzare i suoi ascoltatori sui bisogni e sul benessere degli animali: il nostro palinsesto dedica ampio spazio a questa importante tematica, al fine di promuovere l’educazione e il rispetto che spetta loro. È per noi motivo di grande orgoglio essere stati ancora una volta al fianco di ENPA e aver offerto la massima visibilità all’evento e alla ‘vetrina virtuale’ di Amazon. Sono pienamente consapevole delle sfide che affrontano quotidianamente i canili e i gattili e ognuno di noi può fare la differenza attraverso le donazioni: Radio Kiss Kiss è pet friendly e sarà costantemente al fianco degli animali, così come i nostri ascoltatori, che rispondono sempre a queste richieste di supporto con grande cuore e generosità”.
Assistere da casa a un concerto o a una trasmissione, muovendosi nello studio a 360° con un visore, un cellulare o un semplice mouse, per un’esperienza immersiva da vivere con la musica e i propri artisti preferiti. È questa l’essenza del ‘progetto visual’ di Rai Radio, che sarà lanciato nei primi mesi del prossimo anno e che è stato recentemente annunciato in coincidenza con la presentazione dei palinsesti 2023/2024 delle reti radiofoniche pubbliche.
“Il nostro Centro di via Asiago a Roma”, spiega Flavio Mucciante, Vicedirettore Responsabile del Centro stesso, “è oggi un luogo fisico e al tempo stesso una realtà virtuale con grandi potenzialità di sviluppo: nel corner multimediale, allestito nella storica Sala A, giornalisti e visitatori possono fare esperienze di Realtà Aumentata, pilotare le camere robotizzate degli studi di Roma e Milano, muoversi nel MetaStudio attraverso telecamere e visori. Da un lato è in atto una ricerca continua sul fronte della qualità del suono, dall’altro si tende a coinvolgere sempre di più lo spettatore/ascoltatore, creando nuove possibilità di interazione con i conduttori e con gli eventi live. Entrare negli spazi a 360° sarà possibile già nei primi mesi del 2024, grazie all’implementazione sulle piattaforme social dell’esperienza visual che l’azienda ha già avviato con Rai Radio2, prima sul web e poi sul canale 202 del digitale terrestre. È una crossmedialità in continua evoluzione, in linea con i cambiamenti degli stili di vita delle persone e delle modalità di fruizione del mezzo. Non si tratta di ‘replicare’ pedissequamente la radio in televisione e viceversa, ma di sperimentare nuove modalità di racconto nella costruzione dei programmi, facendo coesistere il sound della radio e l’attenzione al linguaggio, al formato, alle riprese, alla musica, al montaggio e a tutto quello che concorre a costruire un prodotto performante su ogni piattaforma di trasmissione. Senza dimenticare che tutti gli indicatori sono concordi nell’evidenziare che la partita degli ascolti si vince sul piano della qualità dei contenuti proposti, non solo su quello dei device che li veicolano”.

