Nell’anno del suo centenario, Rai Pubblicità esprime la propria visione con “RAI = ROI” un ecosistema che raggiunge ogni mese il 98% degli italiani integrando contenuti, dati, tecnologia ed experience.
Rai e Rai Pubblicità hanno presentato oggi al Teatro delle Muse di Ancona i Palinsesti della stagione 2026/2027, condividendo con investitori, giornalisti e stakeholder la visione editoriale e commerciale del Servizio Pubblico per il prossimo anno televisivo.
La presentazione di quest’anno coincide con il centenario di Rai Pubblicità, un traguardo che offre l’occasione per ripercorrere il ruolo svolto dalla concessionaria nell’evoluzione della comunicazione commerciale italiana e per illustrare al mercato un ecosistema integrato di contenuti, dati, tecnologia ed experience. Un modello che l’Amministratore Delegato Luca Poggi ha sintetizzato nel concetto “RAI = ROI“, a rappresentare la capacità dell’ecosistema Rai di contribuire agli obiettivi di business delle aziende.
In un contesto mediatico sempre più frammentato, è proprio la forza dell’offerta editoriale Rai a rendere possibile questo modello. Dalla fiction all’intrattenimento, dall’informazione allo sport, il Servizio Pubblico continua a rappresentare la più grande piazza mediatica del Paese, riunendo contemporaneamente milioni di persone attorno ai contenuti più rilevanti e raggiungendo pubblici trasversali per età, interessi e modalità di fruizione.
La fiction si conferma uno dei principali punti di forza dell’offerta Rai: con il 74% della produzione audiovisiva italiana, nella stagione 2025/2026 ha registrato un ascolto medio di circa 4 milioni di spettatori per episodio in Total Audience. L’intrattenimento continua a valorizzare volti e format capaci di coinvolgere anche i pubblici più difficili da raggiungere, in particolare le nuove generazioni. Belve ne è un esempio concreto: il 20% del tempo speso dal pubblico sul programma avviene su RaiPlay, quota che supera il 40% tra i 15-34 anni. Lo sport si conferma uno dei più potenti aggregatori di attenzione: con una programmazione che comprende 28 discipline, dai Campionati del Mondo ai principali eventi del panorama internazionale, Rai consolida il proprio ruolo di casa dello sport e raggiunge pubblici sempre più ampi e trasversali. La Coppa del Mondo ne è la dimostrazione: l’evento ha registrato un’audience media di 4 milioni di spettatori complessivi e, per quindici giorni consecutivi e due ore al giorno, una share superiore al 30% tra i 15-24 anni, confermando la capacità dell’offerta Rai di raggiungere anche i pubblici più giovani. Centrale anche il contributo dell‘informazione, che continua a rappresentare uno dei principali asset di fiducia del Servizio Pubblico. Con un ascolto medio di 4,4 milioni di telespettatori, il TG1 è il telegiornale più seguito della sera e, complessivamente, le edizioni dei TG Rai delle reti generaliste sono leader sia nella fascia meridiana sia in quella serale. Una leadership che si riflette anche sul digitale, dove RaiNews raggiunge ogni settimana 5,2 milioni di contatti unici e genera 30 milioni di stream su RaiPlay.
La capacità di Rai di raggiungere pubblici diversi si riflette anche nella crescita di RaiPlay, oggi la principale piattaforma OTT del mercato italiano. Con oltre 7.000 titoli in catalogo, più di 13 milioni di utenti unici mensili – che raggiungono i 15,5 milioni in occasione dei grandi eventi – RaiPlay si conferma una piattaforma sempre più centrale nell’offerta editoriale del Servizio Pubblico e un protagonista del mercato dello streaming in Italia.
È proprio la forza di questo ecosistema a consentire a Rai Pubblicità di raggiungere ogni mese il 98% della popolazione italiana e generare oltre 50 milioni di contatti attraverso televisione, digital, radio, cinema ed experience. Un’offerta che si arricchisce grazie a una strategia data driven fondata su 24 milioni di utenti registrati su RaiPlay, circa 20 milioni di contatti profilati al mese e un ecosistema tecnologico proprietario in grado di integrare televisione lineare, connected TV, digital video e addressable advertising.
Accanto alla valorizzazione del dato, Rai Pubblicità continua a investire nell’innovazione tecnologica per offrire al mercato soluzioni sempre più evolute di attivazione, targeting e misurazione. Grazie a modelli proprietari di identity resolution, alla possibilità di integrare dati di prima parte Rai con fonti esterne e a un’offerta attivabile anche in programmatic attraverso le principali piattaforme di mercato, la concessionaria è in grado di sviluppare strategie di comunicazione sempre più efficaci, personalizzate e misurabili su tutte le piattaforme del gruppo.
La relazione tra brand e pubblico trova espressione anche nei progetti di experience e marketing phygital sviluppati da Rai Pubblicità. Attraverso branded content, attivazioni sul territorio, cinema ed eventi live, la concessionaria mette in relazione aziende, territori e persone, trasformando i contenuti Rai in occasioni di incontro e partecipazione. Un approccio che amplia le opportunità di contatto con il pubblico e rappresenta oggi una componente strategica della proposta commerciale.
«C’è ancora chi considera Rai un broadcaster lineare. La realtà è un’altra: ogni giorno il nostro ecosistema genera milioni di contatti certificati che si trasformano in attenzione, fiducia e relazioni autentiche tra brand e persone. È da qui che nasce il valore che offriamo alle aziende. Per questo abbiamo investito in un approccio Touchpoint Full Funnel, che integra tecnologia, dati, innovazione ed evoluzione digitale per accompagnare i brand lungo l’intero percorso di relazione con il consumatore.» ha dichiarato Luca Poggi, Amministratore Delegato di Rai Pubblicità. «Mentre il progresso tecnologico continua ad accelerare, cresce anche il valore di ciò che la tecnologia non può sostituire: la fiducia. In un ecosistema sempre più frammentato è la leva che rende efficace ogni punto di contatto e accompagna il consumatore fino alla conversione. Per noi “RAI = ROI” significa proprio questo: trasformare la forza del nostro ecosistema in un ritorno concreto sull’investimento delle aziende.»

