"OLTRE IL TRAGUARDO" AL MUSE DI TRENTO: L’ALLESTIMENTO PARTECIPATIVO PROGETTATO DA DOTDOTDOT - Media Key
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“OLTRE IL TRAGUARDO” AL MUSE DI TRENTO: L’ALLESTIMENTO PARTECIPATIVO PROGETTATO DA DOTDOTDOT

Uno spazio inclusivo e aperto, in cui grafica, dispositivi e organizzazione dei contenuti trasformano l’esperienza di visita in uno strumento di divulgazione scientifica e di partecipazione attiva

Il progetto di allestimento di Dotdotdot per la mostra Oltre il traguardo. La scienza che muove lo sport, al MUSE di Trento fino al 27 settembre 2026, è stato progettato a partire dal principio di accessibilità universale, inteso come elemento strutturale in grado di guidare le scelte spaziali, formali e narrative.

In linea con l’obiettivo della mostra (un invito a scoprire come scienza e tecnica applicate agli allenamenti rendano possibili prestazioni sportive di altissimo livello, promuovendo al contempo l’attività sportiva come pratica di salute e benessere) l’allestimento propone interazioni con gli oggetti esposti che favoriscono una partecipazione attiva di tutti i pubblici.

La possibilità concreta di prendere parte allo spazio museale dà forma a un’esperienza di visita che è insieme fisica, cognitiva e relazionale.

SCOPRIRE E METTERE IN PRATICA

L’allestimento si sviluppa su due registri.

Il primo, lungo il perimetro, presenta un sistema modulare di pedane espositive “a forbice”, dedicate all’esposizione di oggetti sportivi e reperti. La regolabilità delle pedane in altezza e inclinazione consente una fruizione diretta e non gerarchica degli oggetti e allo stesso tempo permette di accedere all’esposizione a visitatori di età, stature e abilità differenti senza mediazioni forzate. In questa sezione, i visitatori entrano in contatto con gli strumenti e le tecnologie che ne hanno permesso lo sviluppo.

Il secondo registro, al centro, è un Playground, un’area pensata come arena informale dedicata all’esercizio fisico, al gioco e alla relazione. Lo spazio riprende la segnaletica sportiva e gli elementi grafici tipici dei campi da gioco e si organizza in cinque sezioni tematiche corrispondenti ai cerchi olimpici: destrezza, velocità, forza, resistenza e pratica sportiva.

In quest’area sono proposte attività hands-on che seguono la logica del learning by doing, consentendo ai visitatori di comprendere fenomeni scientifici complessi attraverso l’esecuzione di esercizi e gesti atletici.

LINGUAGGIO VISIVO, ORIENTAMENTO E FLESSIBILITÀ

La progettazione del linguaggio visivo e cromatico veicola l’organizzazione dello spazio.

Ogni sezione è identificata da un colore che funge da codice narrativo, garantendo coerenza tra grafiche, superfici e aree di gioco. La grafica è progettata secondo criteri rigorosi di leggibilità e contrasto, contribuendo a rendere l’esperienza accessibile anche sul piano cognitivo. Questa scelta favorisce un orientamento intuitivo e una fruizione libera, senza imporre un percorso di visita predefinito.

L’allestimento infatti non prevede un percorso obbligato, ma, anche grazie all’assenza di spazi chiusi, favorisce un alto grado di personalizzazione della visita.

IL MUSEO COME LUOGO PER COSTRUIRE ESPERIENZE CONDIVISE

«In Oltre il traguardo l’accessibilità non è un requisito, ma una postura progettuale, insieme all’interazione», dice Laura Dellamotta, General Manager di Dotdotdot.

«Abbiamo immaginato una visita costruita su registri diversi, in cui ciascuno può scegliere il proprio livello di coinvolgimento e di approfondimento, muovendosi in uno spazio libero e personalizzabile. L’interazione fisica mette in relazione il corpo con l’ambiente espositivo e, attraverso l’esperienza diretta del movimento, trasforma il gesto in uno strumento di comprensione, rendendo la conoscenza scientifica accessibile sul piano fisico e cognitivo. È l’approccio che Dotdotdot porta avanti da sempre, nella convinzione che il museo sia prima di tutto un luogo aperto di scambio culturale e non solo cognitivo, uno spazio in cui costruire esperienze condivise, attivare relazioni e sviluppare una consapevolezza che nasce dall’incontro tra persone, contenuti e pratiche».