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MEP AVVIA IL PROGRAMMA DI SPERIMENTAZIONE AI NELLE AREE DI PRODUZIONE

Attivato il programma di sperimentazione di MEP, agenzia di marketing e comunicazione di Bologna, che vede l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle diverse aree di produzione: design, copywriting, sviluppo web2 e web3. La fase di sperimentazione parte dall’esecuzione di una serie di test che consentiranno a ciascun componente del team di individuare lo strumento e la modalità d’uso adatta alla propria area di competenza per migliorare efficacia ed efficienza dell’output.

Con un 20% medio del fatturato annuo investito in ricerca e sviluppo, di cui circa 95k in ambito blockchain, supportato da più di 150 ore di formazione, l’agenzia punta sempre più ad una migliore scalabilità della produzione, definendo al meglio attività a basso valore che possono essere eseguite dall’AI e quelle in cui l’apporto umano rappresenta un significativo valore aggiunto per il progetto e per la persona.

L’obiettivo, quindi, non è solo il raggiungimento di una migliore efficienza dei processi, ma anche una migliore qualità del lavoro per chi lo svolge, con focus su attività essenziali e prioritarie, limitando la dispersione di energie.

“Un grande limite per la mente umana è rappresentato dalla dispersione di tempo ed energie su attività a basso valore – dichiara Lorenzo Visci, CEO di MEP – Pensiamo a quante cose non potremmo fare se non usassimo software che ci aiutano nella gestione operativa quotidiana: tool per appuntamenti, programmi di project management o anche banalmente software  per la contabilità. La cultura MEP accoglie il cambiamento e fa sì che il team ne tragga  il maggior beneficio possibile. Vogliamo  sviluppare il nostro potenziale utilizzando l’intelligenza artificiale come un acceleratore e un moltiplicatore di risultato. Per questo abbiamo attivato un programma, che si attua nelle singole aree di produzione: design, copy, sviluppo web2 e web3. In ciascun settore non cogliere nuove opportunità tecnologiche, all’attuale ritmo evolutivo, si tradurrebbe in una perdita di competitività sul mercato, sia in termini qualitativi che quantitativi”.