Al via la campagna internazionale MED-EL per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto della perdita dell’udito in età adulta e l’importanza, a qualsiasi età, di un trattamento efficace
- Un’indagine di Research Without Barriers rivela che per il 54% degli italiani la perdita uditiva ostacola la comunicazione con i propri cari
- Gli impianti cocleari rappresentano una soluzione innovativa quando gli apparecchi acustici non bastano più
La perdita dell’udito non trattata può essere invisibile, ma le sue conseguenze sulla qualità della vita sono profonde. Relazioni tese, perdita di sicurezza in sé stessi, rischi per la sicurezza, affaticamento emotivo e persino aumentato rischio di declino cognitivo: così l’ipoacusia può erodere silenziosamente il benessere quotidiano. Sebbene colpisca milioni di adulti nel mondo, molte persone rimandano la ricerca di soluzioni – o non la intraprendono mai – spesso considerando la perdita uditiva una parte del normale processo di invecchiamento da accettare con rassegnazione.
Per questo, MED-EL, leader mondiale nelle soluzioni impiantabili per l’udito, lancia la campagna “Reconnect with Life” (“L’udito riconnette alla vita”), per incoraggiare gli adulti a prendersi cura della propria salute uditiva e riscoprire così le connessioni che contano davvero.
Un sondaggio rivela l’impatto nascosto della perdita uditiva non trattata
Da un recente sondaggio internazionale MED-EL, condotto su oltre 10.000 persone in dieci Paesi, tra cui l’Italia, è emerso che la perdita uditiva non viene percepita esclusivamente come una condizione medica, ma come un vero e proprio ostacolo per la qualità della vita, le relazioni significative e il mantenimento di una vita attiva.
Il sondaggio ha interpellato i partecipanti sulla seguente domanda: “Quali aspetti della vita quotidiana ritieni siano maggiormente influenzati dalla perdita dell’udito non trattata negli adulti?” Le risposte rivelano
In Italia, il 54% ritiene che la perdita dell’udito ostacoli la comunicazione con i propri cari – dato che risulta sopra la media mondiale del 49%. Seguono il piacere di ascoltare musica e TV (43%), la qualità della vita (41%) e la fiducia in se stessi (37%).
Le persone intervistate riconoscono come l’ipoacusia incida anche sulla sfera emotiva: vengono citati salute mentale (27%) e stress o affaticamento (26%). Solo il 18% ritiene che l’ipoacusia comprometta le prestazioni lavorative (contro il 30% del campione globale), mentre il 20% segnala la perdita di indipendenza (poco sopra la media internazionale del 18%). Solo il 12% degli italiani riconosce il legame fra perdita dell’udito e aumento del rischio demenza, testimoniando quanto ci sia ancora da fare nella sensibilizzazione circa le conseguenze dell’ipacusia non trattata.
“L’ipoacusia non riguarda solo la capacità di percepire i suoni: se trascurata, compromette la qualità stessa della vita” dichiara Romed Krösbacher, Direttore di MED-EL Italia. “Il sondaggio dimostra quanto incida sul benessere generale, influenzando aspetti fondamentali come le relazioni e l’autonomia. Questi risultati rappresentano un forte richiamo a considerare la salute uditiva una priorità, soprattutto con l’avanzare dell’età.”
Una soluzione per le persone che vogliono restare attive, a qualsiasi età
La campagna “L’udito riconnette alla vita” è rivolta in particolare a quella fascia di popolazione definita come “Best Agers”: adulti attivi, indipendenti e socialmente impegnati, che tuttavia potrebbero incontrare le difficoltà della perdita uditiva con l’avanzare dell’età. Un invito a intervenire prima che l’ipoacusia diventi una barriera alla connessione con gli altri.
Quando gli apparecchi acustici non bastano più, c’è una soluzione
Il cuore della campagna trasmette un messaggio chiaro e potente: “Quando gli apparecchi acustici non sono più sufficienti, esiste una soluzione.” Molti adulti affrontano in silenzio una sensazione di isolamento, una sensazione simile al vivere “dentro una bolla”, presenti ma di fatto distanti dalle persone e dai momenti che contano. Superare questa barriera invisibile è possibile grazie agli impianti cocleari (IC) MED-EL, che permettono di ritrovare la connessione con quei momenti preziosi che solo l’udito po’ regalare.
“Spesso associato solo ai bambini nati con sordità, l’impianto cocleare può trasformare la vita anche degli adulti che perdono l’udito con l’avanzare dell’età. Grazie ai progressi tecnologici, oggi è possibile tornare ad ascoltare, riscoprendo la gioia delle relazioni, della vita sociale e delle proprie passioni.”, spiega Romed Krösbacher.
Asset e attivazioni della campagna
La campagna “Reconnect with Life”, lanciata da MED-EL in Italia, Spagna, Germania, Belgio, Argentina e Canada, con una futura estensione ad altri Paesi, è stata realizzata dall’agenzia Eutopia.
Le risorse messe a disposizione comprendono:
- Un sito web e una guida scaricabile dedicata all’ipoacusia in età adulta, che spiegano le opzioni disponibili, la tecnologia degli impianti cocleari, la qualità di vita post-impianto e le modalità di contatto per intraprendere il percorso verso l’impianto cocleare.
- Video che raccontano le storie di chi conviveva con la perdita dell’udito, vivendo un senso di disconnessione, e il momento in cui, grazie all’impianto cocleare, ha ritrovato la connessione con la vita
- Una checklist per l’autovalutazione dell’udito.
- Testimonianze dirette di utenti da tutto il mondo.
- La possibilità di mettersi in contatto con i mentori Hearpeers, portatori di impianti cocleari felici di condividere le proprie esperienze e rispondere a domande (non a tema medico) per aiutare altre persone ad intraprendere il percorso verso l’udito.
- Informazioni dettagliate su come funziona un impianto cocleare, per rendere la tecnologia accessibile e comprensibile a tutti.
Il percorso verso una migliore salute uditiva parte dalla consapevolezza
Il messaggio è semplice e forte: libera l’udito, riconnettiti con la vita – e con le persone e i momenti che contano di più.

