IL GIROTONDO PRIMORDIALE DI ALLEG A VALLÀ RISCRIVE IL RAPPORTO TRA UOMO ED ECOSISTEMA - Media Key
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IL GIROTONDO PRIMORDIALE DI ALLEG A VALLÀ RISCRIVE IL RAPPORTO TRA UOMO ED ECOSISTEMA

L’opera dell’artista abruzzese inaugura ufficialmente la sesta stagione di “The Wallà”, il borgo della street art. ponendosi come il primo di cinque nuovi interventi previsti quest’anno per rigenerare il borgo trevigiano. Il murales, intessuto di profonde simbologie sociali, celebra la trasmissione di valori intergenerazionali attraverso un cerchio di sagome umane stilizzate. Mauro Berti, portavoce del Collettivo Bocaverta: “Presto altri murales, al via l’accordo con la scuola di Comics di Padova e confermato il festival finale”

C’è un momento preciso in cui l’arte urbana cessa di essere pura decorazione per farsi manifesto politico e antropologico. A Vallà, nel cuore della Castellana, questo miracolo visivo si compie sul nuovo muro firmato da Alleg, che segna ufficialmente il debutto della sesta edizione del festival. Quello del celebre artista di Tagliacozzo è infatti il primo murales della stagione, una straordinaria anteprima a cui seguiranno altri interventi nelle prossime settimane, pronti a ridisegnare il volto della frazione.

L’opera di Alleg, realizzata nei pressi dell’azienda agricola Fighera che produce frutta e verdura, raffigura una serie di sagome umane non caratterizzate, emblemi di un’humanitas universale, colte in un girotondo dinamico che unisce adulti e bambini in una danza inclusiva e priva di barriere di genere o di età. È l’apologia dell’«affettività non inibita», la celebrazione di emozioni spontanee e della gioia di vivere senza filtri.

“Questo cerchio umano dialoga direttamente con la Natura: figure immerse in una vegetazione locale dettagliatissima – tra pratoline, glicine, papaveri, grano e fragole – che radica l’opera nel territorio”, spiega la critica d’arte Antonella Alban. “Il forte contrasto visivo tra il nero delle sagome e le tinte vivaci e discordanti dello sfondo conferisce tridimensionalità e potenza al messaggio. Alleg inaugura così la nuova programmazione di The Wallà lanciando un monito cromaticamente dirompente: la sopravvivenza del contemporaneo risiede nella capacità di negoziare un equilibrio armonioso tra equità sociale e protezione del cosmo”.

Alleg, pseudonimo di Andrea Parente, è un muralista, animatore e docente italiano nato a Tagliacozzo (L’Aquila) e attivo nell’arte pubblica dal 1995. Dopo il diploma in audiovisivi alla Naba di Milano, vi ha anche insegnato, costruendo una carriera multidisciplinare che spazia dalla pittura urbana ai cortometraggi d’animazione (premiati in vari festival e trasmessi su Rai 2), fino alla musica con la band “Le sabbie mobili”. La sua ricerca rifiuta le logiche commerciali del mercato artistico tradizionale. Alleg concepisce il muralismo come una forma di “pittura civile”, un mezzo fondamentale di autodeterminazione, riscatto sociale e rigenerazione urbana.

“L’inaugurazione del murales di Alleg non è solo il debutto della nostra sesta stagione, ma il primo fondamentale tassello di un percorso più ampio che vedrà la nascita di altri quattro interventi monumentali quest’anno”, commenta Mauro Berti, portavoce del Collettivo Bocaverta. “Quest’opera, con il suo profondo significato sociale e il suo girotondo inclusivo, sintetizza perfettamente la nostra visione: riportare la bellezza al centro della quotidianità per riattivare le relazioni umane. Vedere la comunità di Vallà riflettersi in queste sagome e dialogare con la natura dimostra che l’arte urbana è uno strumento politico potente, capace di rigenerare i piccoli centri e trasformarli in spazi di partecipazione e memoria collettiva”.

La sesta edizione di The Wallà consolida così il progetto trevigiano di street art come una delle eccellenze artistiche più rilevanti a livello nazionale. Nato nel 2021 da un’idea del Collettivo BocaVerta, il festival ha trasformato la frazione di Vallà (Riese Pio X) in un museo a cielo aperto, meritando l’inserimento nella guida “Street Art Italia” di Repubblica nel 2025. L’obiettivo profondo è usare il linguaggio contemporaneo dell’arte urbana per contrastare l’erosione degli spazi di comunità nei piccoli centri, riattivando le relazioni umane.

La principale novità del 2026 è l’inaugurazione di Wallamart, un info point e sede del collettivo ricavato dal recupero di un ex supermercato abbandonato. Aperto nei fine settimana, il centro funge da cuore pulsante del progetto, spazio creativo, sportello informativo e punto di partenza dei Wallatour mensili guidati.

La sesta edizione prevede la realizzazione di cinque nuovi murales, inclusi interventi collettivi nati dalla partecipazione attiva della cittadinanza. Il festival amplia la sua rete culturale introducendo una collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Padova e una sinergia inedita con il Treviso Comic Book Festival incentrata sulla poster art. A fine estate è confermato il ritorno del WonderWalla Festival con laboratori, musica e street food.

Il progetto, sostenuto dal Comune, dalla Provincia di Treviso e dalla Regione Veneto, si distingue per un approccio rigoroso e scientifico. Continua infatti la prestigiosa collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, impegnata in indagini d’avanguardia per la conservazione e la tutela del muralismo contemporaneo, assicurando che le opere di artisti internazionali (come Ericailcane, Zed1, Peeta e Millo) rimangano un patrimonio durevole per il territorio.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA POETICA DELL’OPERA di Antonella Alban

Il muro realizzato da Alleg, artista originario di Tagliacozzo (AQ), è un concentrato di simbologie sociali e ambientali che narrano di rapporti umani e di rispetto per la natura. Alleg raffigura delle sagome umane che si muovono nello spazio, quasi a passo di danza, formando un cerchio; cerchio che richiama il gioco e l’aspetto ludico-educativo dei legami tra adulti e bambini, in un’ottica di compartecipazione e di trasmissione di valori familiari e sociali.  È anche un modo per sottolineare la necessità di un recupero delle attività quotidiane semplici, ma dalla forte valenza educativa ed inclusiva, nelle quali non esistono differenze di età o di genere, ma tutti sono uniti dall’identica volontà di condividere e di stare insieme. Vi è altresì il ciclo della vita che si rigenera, che continua, che trova senso compiuto nell’” affettività non inibita”, ossia nella capacità di vivere ed esprimere emozioni spontanee, immediate, senza filtri. Il girotondo può simboleggiare la capacità di comunicare uno stato d’animo, la costruzione di rapporti basati sulla sincerità emotiva, senza barriere, permettendo la piena espressione della gioia di vivere. I personaggi raffigurati non sono definiti, non hanno caratterizzazioni, perché fungono da emblemi di un’umanità considerata universalmente quale entità sociale, in rapporto stretto e diretto con la Natura. Il legame con l’ambiente è sottolineato dalla presenza di fiori, piante e frutti di stagione: pratoline, glicine, papaveri, grano e fragole, un mix di elementi che contestualizzano l’opera nella stagione e nel territorio locale, per far riflettere sull’ambiente circostante. Le tinte utilizzate, vivaci e discordanti, contrastano con la stilizzazione delle figure umane e risaltano maggiormente, perché il nero delle sagome esalta le gamme cromatiche che definiscono i particolari e la tridimensionalità, decretandone l’importanza a livello visivo e simbolico. Sembra che Alleg abbia inteso riflettere sulle relazioni tra uomo ed ecosistema naturale, ponendo in primo piano l’interazione profonda che esiste tra la terra e gli esseri viventi, in un rapporto armonioso di parallelismo tra persone e cosmo. Viene evidenziato così il significato sotteso alla rappresentazione: la necessità di un rapporto di autentico rispetto tra l’uomo e la natura, in una sorta di equilibrio che integri la protezione dell’ambiente e l’equità sociale.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – La storia di The Wallà

The Wallà è un progetto di rigenerazione urbana partecipata partito a maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art si vuole migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione. Ogni opera in media supera i 60 metri quadri, si stima che ad oggi siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti. Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto. Momento clou è stata la creazione dell’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, un murale a mosaico ispirato al celebre racconto “Il Piccolo Principe” in occasione degli ottant’anni della sua pubblicazione. Realizzato da centinaia di residenti, artisti e visitatori, il murale è composto da 5.994 tasselli colorati a mano. Nelle edizioni precedenti sono state realizzate due altre opere collettive: nel 2022 la trascrizione integrale delle Avventure di Pinocchio di Collodi su un muro di 50 metri da parte di mille volontari; nel 2023 un murale dedicato a Gianni Rodari con le poesie selezionate dal concorso “Semi DiVersi”, che ha visto la partecipazione di 256 poeti da tutta Italia. L’iniziativa è stata anche oggetto di studio del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto presso la Raffles Milano Istituto Moda e Design, con l’intento di sviluppare progetti per le aziende locali e il paesaggio urbano.