Oltre l’arte, oltre la performance, oltre l’happening: dal 26 marzo al 12 aprile, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano, arrivaHYDRON³, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per ilVDA Award 2025 e protagonista dellaTriennale di Milano. Un nuovo appuntamento nel capoluogo lombardo, dopo Lost Paradise, che innesca lo sguardo su un presente provocatorio, visionario, disturbante, dando forma a un evento immersivo originale, un gioco spiazzante e iper-lucido sulla società contemporanea, che si fa faro acceso di un immaginario distopico.
Protagonista è JonnyBoy, il personaggio creato da Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata, trasformata, brandizzata. Un’idea assoluta che scivola dal mito al mercato, dalla purezza all’appropriazione, dalla natura al desiderio. Il tutto in un grande gioco immersivo in cui lo spettatore si trova coinvolto e catturato tra lupi, feste sfrenate, bar, tentazioni continue e improvvisi slanci di purezza, in un provocatorio gioco performativo che lo catapulta in una dimensione iper-contemporanea e lo mette alla prova con la realtà.
HYDRON³ – Time is over. Drink eternity si configura come una mostra-evento e un’esperienza a tempo, concepita come il lancio pubblicitario di una sostanza impossibile: una bevanda immaginaria, estratta da un monolite di ghiaccio, capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea seducente e pericolosa che diventa racconto, rito collettivo e simulazione estrema del desiderio contemporaneo. Motta utilizza i codici dell’advertising, della spettacolarizzazione e del consumo per portarli al limite, mettendone in luce le contraddizioni e spingendoli fino al paradosso.
Il percorso si apre come una soglia: un corridoio presidiato da uomini-lupo, figure ibride e perturbanti che custodiscono un frammento del monolite. La sostanza, originariamente donata da Madre Natura all’umanità, viene intercettata dall’uomo e trasformata in prodotto. È qui che compare Question Mark, imprenditore immaginario dal volto coperto e dall’identità sospesa, che filtra la fonte e ne costruisce il brand globale HYDRON³, distribuendone non l’origine ma un’eco, non la verità ma un’esperienza controllata.
Accanto all’installazione, le opere pittoriche e le sagome dipinte di Motta mettono in scena JonnyBoy come astrazione della giovinezza: non un alter ego, ma un principio. Immerso in una natura rigogliosa fatta di fiori, foglie dai colori saturi, il personaggio abita un tempo altro, non misurabile, dove l’innocenza dell’età – come la natura – non si possiede, ma esiste come valore puro, intoccabile, autosufficiente.
Tra giochi e provocazioni, HYDRON³ si configura come un’esperienza totale, sospesa tra installazione, performance e rituale condiviso, capace di mescolare immaginario pop, estetica pubblicitaria e tensione simbolica. Un’esperienza da attraversare e condividere, più che da comprendere, dove arte e intrattenimento si contaminano e l’estetica diventa linguaggio immediato per raccontare il nostro rapporto con il tempo, con l’immagine e con l’idea stessa di eternità.

