Caliber, la principale piattaforma globale di stakeholder intelligence, ha pubblicato il suo inaugurale Stakeholder Intelligence Report 2026, intitolato “Strike Up the Brand”. Il report, basato su oltre 360.000 risposte raccolte nel corso del 2025 in 37 Paesi, offre ai leader aziendali una lettura inedita e basata su ciò che guida davvero la fiducia, la reputazione e il valore d’impresa nell’attuale contesto globale.
Il brand, non solo la reputazione, guida i risultati di business
La scoperta centrale del report è tanto semplice quanto urgente: in un’epoca di crisi multiple e volatilità permanente, le aziende che investono attivamente nella costruzione del proprio brand – e non solo nella gestione difensiva della reputazione – ottengono risultati misurabili in termini di supporto degli stakeholder, intenzione d’acquisto, raccomandazione e attrazione di talenti.
Il Trust & Like Score (TLS), la metrica proprietaria di Caliber per misurare brand e reputazione aziendale, si è dimostrato in grado di spiegare il 77% dei comportamenti degli stakeholder. Le aziende con un TLS elevato (70+) vedono oltre il 40% dei propri stakeholder disposti ad agire attivamente come advocate — contro l’11% registrato per quelle con punteggi bassi.“Questo report nasce da una domanda semplice: le aziende sanno davvero cosa pensano i loro stakeholder? La risposta, troppo spesso, è no. La stakeholder intelligence non è un lusso: è la base su cui si costruiscono decisioni strategiche migliori, brand più solidi e imprese più resilienti.” – commenta Shahar Silbershatz, Co-founder e CEO di Caliber.
Settori e talent: chi vince e chi rischia
Il report analizza 14 settori globali. FMCG, MedTech e Retail guidano la classifica di fiducia, mentre BigTech registra un calo di 3 punti, il più marcato tra tutti i settori, complice la crescente disillusione verso l’AI e le sue implicazioni sociali. Sul fronte del talent, MedTech si conferma il settore più attrattivo, mentre Automotive e Telecomunicazioni si collocano in fondo alla classifica.
Il contesto globale: ansia finanziaria e AI come variabili reputazionali
Il report si apre con un’analisi del clima in cui le percezioni aziendali si formano. Il costo della vita resta la preoccupazione numero uno a livello globale (36%), seguita dall’Intelligenza Artificiale (24%), il tema con la crescita più marcata anno su anno e dalla recessione economica (20%). Solo tre Paesi nel mondo mostrano un sentiment finanziario netto positivo: Danimarca, Svezia e Paesi Bassi. Tutti gli altri, inclusi USA (-30%), Francia (-39%) e Brasile (-57%), sono in territorio negativo.
In questo contesto, le aziende che comunicano con empatia e radicano le proprie iniziative, anche quelle ESG, in benefici tangibili per i propri stakeholder hanno significativamente più possibilità di costruire fiducia duratura. “Le aziende oggi operano in un mondo di cambiamento continuo – commenta Alessandro Detto, Senior Vice President Growth – Group Caliber: “La stabilità è l’eccezione e il sentiment degli stakeholder può spostarsi da un giorno all’altro. Navigare questa turbolenza richiede una visibilità completa del proprio ecosistema di stakeholder e la capacità di rispondere in tempo reale a tre domande decisive: quando l’ingaggio su un tema rafforza la posizione dell’azienda? Quando invece ne diluisce il focus? E quel tema è davvero materiale per il core business? La stakeholder intelligence diventa indispensabile perché rende visibile ogni disallineamento tra ciò che un’organizzazione pensa dei propri stakeholder e ciò che gli stakeholder stanno realmente provando, pensando e aspettandosi”.
I tre driver che contano davvero
L’analisi dei dati globali rivela che i fattori che maggiormente incidono sul TLS non sono quelli tradizionalmente considerati “reputazionali”, come innovazione, leadership o governance, ma gli attributi legati al brand: rilevanza, ispirazione e autenticità. In sintesi, le aziende devono risultare comprensibili, coinvolgenti e coerenti con ciò che dicono di essere. Questo vale in modo trasversale tra settori e mercati, con alcune variazioni locali rilevanti: nel Regno Unito, ad esempio, l’integrità emerge come terzo driver più importante, mentre negli Stati Uniti il peso maggiore ricade sull’offerta di prodotti e servizi, uno dei pochi mercati al mondo dove questo attributo guida il TLS più di qualsiasi altro.
Il gap Awareness-Familiarity: il rischio nascosto
Uno dei contributi più originali del report riguarda la relazione tra consapevolezza e familiarità con un’azienda. I dati mostrano che un gap ampio tra chi “conosce il nome” di un’azienda e chi ne ha una conoscenza approfondita genera volatilità reputazionale significativa: quando il rapporto supera 1,6, il TLS può oscillare tra 47 e 80. Quando scende sotto 1,2, il punteggio minimo rilevato è 59. Aumentare la familiarità di un solo punto tra gli stakeholder di una Fortune 30 equivarrebbe a un incremento di 6 punti nel TLS — un risultato con impatto diretto sul valore intangibile dell’azienda.

