Sono oltre 3.000 le donne che fano parte di Barilla: 3.000 persone di famiglia, visto che ognuna di esse, indipendentemente dalle mansioni svolte (professioniste, manager, tecniche di stabilimento, ricercatrici, responsabili di funzione), contribuisce quotidianamente alla crescita del Gruppo, sia in ambito nazionale sia su scala globale.
Da questo dato, la cui rilevanza va ben al di là del mero aspetto statistico, prende forma l’impegno per la parità di genere: un percorso che nasce dentro l’azienda per poi estendersi alle comunità di riferimento territoriali, tramite le realtà con cui Barilla collabora da anni.
In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il Gruppo ha deciso di illustrare il suddetto impegno non solo attraverso politiche e risultati, ma anche attraverso le voci di tre donne che, collaborando con esso, guidano il cambiamento ogni giorno occupandosi di tematiche fondamentali come l’inclusione sociale, la lotta contro lo spreco alimentare o, ancora, la formazione delle nuove generazioni.
La promozione dell’equilibrio di genere è il risultato di un impegno pluriennale avviato già nel 2013, quando il Gruppo ha scelto di integrare i principi di fairness e inclusione nella propria governance, anticipando le successive evoluzioni normative continentali in materia di trasparenza e di parità salariale. Già nel 2020 Barilla ha raggiunto la parità retributiva di genere per tutto il personale, eliminando ogni divario salariale non giustificato, e allo stato attuale conduce audit annuali sulla pay equity, al fine di garantire un monitoraggio continuo e strutturato. Tale traguardo si affianca a una nuova global policy per il congedo di paternità e maternità, che garantisce a tutti i genitori del Gruppo almeno dodici settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento sessuale, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a ridurre il gender gap nel lungo periodo.
I risultati sono visibili anche facendoli esprimere dalla concretezza delle cifre: il 58% dei partecipanti al Talent Accelerator Program è composto da donne, a conferma dell’attenzione dedicata allo sviluppo delle future generazioni di leadership. In Italia tre stabilimenti produttivi strategici del Gruppo, situati a Castiglione delle Stiviere, Novara e Melfi, sono guidati da una donna.
Per Barilla promuovere l’inclusione anche oltre il perimetro aziendale significa lavorare lungo tutta la catena del valore. E’ in questa prospettiva che nasce la partnership strategica con LEAD Network (Leading Executives Advancing Diversity), organizzazione no profit che sostiene l’avanzamento delle donne nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Formazione, mentoring sulla parità di genere, progetti condivisi e attivazione di capitoli locali: l’alleanza con LEAD Network punta a promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, contribuendo a sostenere la crescita professionale delle donne nel campo della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa.
A livello internazionale il percorso Diversity & Inclusion di Barilla ha ottenuto, nel corso del tempo, importanti riconoscimenti. Nel 2021 è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst Award per le iniziative che hanno accelerato il progresso del ruolo delle donne sul posto di lavoro e rafforzato l’inclusione; un anno dopo si è classificata al terzo posto tra le aziende alimentari agli European Diversity Leaders promossi dal Financial Times. Il 2024, invece, è stato il decimo anno consecutivo in cui Barilla, negli Stati Uniti, ha ottenuto un punteggio di 100/100 nel Corporate Equality Index della Human Rights Campaign, che valuta il supporto alle persone LGBTQ+ nei luoghi di lavoro. Nello stesso anno l’azienda è stata inclusa nel Bloomberg Gender-Equality Index di Bloomberg, riconosciuta come Top Employer in diversi Paesi dal Top Employers Institute e inserita tra le aziende più inclusive secondo Statista e Il Sole 24 Ore.
Come accennato, il percorso non si esaurisce nelle policy e nei riconoscimenti: trova concretezza nelle realtà con cui Barilla collabora ogni giorno. Con la Fondazione Banco Alimentare ETS, ad esempio, il Gruppo è partner storico in un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari che, oltre ad essere una best practice, trasforma prodotti in aiuti alimentari per migliaia di persone fragili, attraverso una rete capillare di organizzazioni partner territoriali.
“Barilla parla di cibo come gioia capace di unire le persone”, sottolinea Giuliana Malaguti, Responsabile Comunicazione della Fondazione Banco Alimentare: “anche per noi il cibo è un dono capace di unire, di generare percorsi di inclusione sociale per tante persone in difficoltà e di rendere più resilienti le nostre comunità”.
Con Fondazione Bullone, il Gruppo sostiene progetti editoriali e percorsi di co-creazione: dalla newsletter sulla D&I ai laboratori per una comunicazione sempre più inclusiva, offrendo ai giovani coinvolti strumenti professionali e occasioni di espressione autentica.
“Ci siamo trovati molto vicini nel modo di intendere come fare impresa e fare la differenza”, afferma Sofia Segre Reinach, Direttrice Generale della Fondazione Bullone: “insieme non ci limitiamo a raccontare l’inclusione, ma cerchiamo di innovarla”.
Accanto a Food Farm 4.0, laboratorio che unisce scuola e impresa, Barilla ha messo a disposizione competenze manageriali, supporto progettuale e presenza diretta nella governance, contribuendo alla crescita di un modello formativo che prepara le nuove generazioni alle professioni dell’agroalimentare.
“Non è scontato che un’azienda metta a disposizione i propri dirigenti e le proprie competenze per far crescere un progetto scolastico”, commenta Anna Rita Sicuri, Dirigente Scolastica dell’ISISS Galilei Bocchialini di Parma: “se non ci fosse stato questo supporto, oggi non saremmo qui”.

