Dall’era del ‘wow’ a quella del ‘now’ - Media Key
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Dall’era del ‘wow’ a quella del ‘now’

The Power of Influence è il concept intorno a cui ruotano le attività strategiche del 2026 di IAB Italia. In attesa dell’edizione più ambiziosa di sempre di Intersections.

In un momento in cui il mondo della comunicazione digitale si trova a fronteggiare la discontinuità più profonda che come industry abbia mai affrontato, IAB Italia afferma il suo impegno nell’accompagnare tutti i player del settore in una trasformazione digitale che sia pragmatica e concreta. L’Intelligenza Artificiale non è solo entrata nei processi aziendali ma sta ridefinendo il modo in cui i consumatori percepiscono i brand.

In questo nuovo scenario che si va delineando IAB Italia sostiene che le aziende debbano creare ecosistemi integrati dove creatività, dati, contenuti, AI e ecommerce convergono in strategie operative unificate, evitando un uso isolato dell’AI per ottenere solo effetti ‘superficiali’.

A fare il punto con noi su un anno che anche per l’associazione rappresenta un momento di transizione, c’è Sergio Amati, General Manager di IAB Italia.

In qualità di chapter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, come state affrontando l’impatto dell’AI sulla comunicazione digitale?

Sergio Amati: L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia sperimentale: è una forza strutturale che sta ridefinendo i processi aziendali, i modelli creativi e il rapporto tra brand e consumatori. Siamo nel pieno di una transizione sostanziale. Il ruolo di IAB Italia è accompagnare il mercato in questo passaggio, aiutando le aziende a superare la logica dell’adozione superficiale. Non basta usare l’AI per generare ‘effetti wow’; è necessario integrarla strategicamente. Poiché l’influenza sui consumatori oggi deriva da fonti frammentate, dobbiamo costruire ecosistemi in cui creatività, dati e tecnologia lavorino in sinergia. Il 2026 segna il passaggio definitivo dall’era del ‘wow’ all’era del ‘now’: l’AI è operativa e chi non investe oggi rischia un gap competitivo incolmabile.

Alla luce di queste evoluzioni, in che modo IAB supporta concretamente aziende, agenzie ed editori verso la digital transformation?

Sergio Amati: La nostra missione è favorire la crescita del mercato dell’advertising online attraverso la conoscenza e la pratica. Non ci limitiamo alla teoria: le competenze si acquisiscono testando. Un esempio concreto è l’AI Playground (sviluppato con altermAInd), dove promuoviamo un apprendimento ‘hands-on’ per costruire soluzioni AI reali. Collaboriamo, inoltre, con il Sole 24 Ore Business School per corsi focalizzati su strategia e Content Creation. Parallelamente, i nostri tavoli di lavoro e le masterclass mirano a creare standard comuni, accelerando un’adozione consapevole dell’innovazione in tutto l’ecosistema.

Quali sono le principali attività previste nel vostro piano strategico per il 2026?

Sergio Amati: Il nostro anno è guidato dal concept ‘The Power of Influence’. L’influenza oggi non è più lineare, ma nasce dall’intersezione tra AI, dati, Creator Economy e piattaforme di ecommerce. Il nostro piano si poggia su tre pilastri; il primo è la Formazione, con cui sviluppare competenze immediatamente applicabili. Poi ci sono gli Eventi strategici, momenti di alto valore per la condivisione di best practice. Infine, gli Ecosistemi verticali, ossia degli hub dedicati ai trend più caldi, come il Retail Media. Proprio su quest’ultimo fronte siamo molto attivi con il Retail Media Hub, che offre masterclass internazionali e iniziative immersive come il Retail Media Safari, che porterà la formazione direttamente nel contesto fisico del punto vendita.

Lo scorso 18 marzo, durante l’evento ‘Search Forward’, avete esplorato le nuove frontiere della ricerca online. Quali sono gli insight principali?

Sergio Amati: È emerso chiaramente che la ricerca online sta attraversando una profonda ridefinizione, trainata dall’evoluzione dei modelli generativi e conversazionali di Intelligenza Artificiale. Oggi gli utenti non si affidano più esclusivamente ai motori di ricerca tradizionali, ma si muovono all’interno di ecosistemi frammentati che includono piattaforme di AI, social network e ambienti ibridi. Un altro aspetto rilevante riguarda il ruolo crescente dell’AI come supporto nei processi d’acquisto: secondo l’osservatorio Search in Italy, il 35,3% degli italiani utilizza questi strumenti per orientarsi negli acquisti online, soprattutto quando si trova al di fuori della propria ‘comfort zone’. Tuttavia, emerge anche un tema cruciale legato alla fiducia. Il 67,3% degli utenti ha, infatti, riscontrato imprecisioni nelle risposte generate dall’AI, il che rende ancora più importanti i contenuti proprietari dei brand, come le schede prodotto, che devono configurarsi come fonti primarie affidabili e certificate da cui l’AI possa attingere. Infine, si conferma la natura ibrida del customer journey: i consumatori, pur utilizzando sempre più l’AI come touchpoint, non sono ancora pronti a delegare completamente il processo di acquisto. L’esperienza diretta e la fiducia nel brand continuano a rappresentare elementi fondamentali e insostituibili.

Il 28 e 29 ottobre si terrà a Milano ‘Intersections’. Quali saranno le principali novità di questa edizione?

Sergio Amati: Intersections 2026, all’Allianz MiCo, sarà l’edizione più ambiziosa di sempre. Ospiteremo i più rilevanti speaker internazionali del settore e potenzieremo il Retail Media Village, riflettendo la crescita globale di questo segmento. Avremo workshop e palchi tematici dedicati ad applicazioni concrete di AI, all’Entertainment e ai Creator Showcase. Inoltre, la collaborazione con ASSIRM consolida l’evento come il punto di riferimento imprescindibile per l’intera industry del marketing e della comunicazione in Italia.