A Roma, presso l’Università degli Studi Link, si è svolta la quarta edizione dell’evento ideato da Buono & Partners. Leadership, capitale umano, innovazione, infrastrutture, intelligenza artificiale e relazioni strategiche al centro del confronto tra C-level, decision maker, speaker e stakeholder del mondo corporate
Si è svolta presso l’Università degli Studi Link di Roma, la quarta edizione di Conn@ctions, l’evento ideato da Buono & Partners per promuovere il valore delle relazioni, del networking qualificato e del confronto tra aziende, istituzioni, fondazioni e stakeholder del mondo corporate. Dedicata al tema del “Creare valore nell’epoca dell’incertezza”, l’edizione 2026 ha riunito un pubblico selezionato di C-level, decision maker, rappresentanti del mondo corporate, accademico e istituzionale, responsabili corporate affairs, comunicazione, innovazione, HR e stakeholder chiave, in un contesto riservato e ad alto valore relazionale.
Nel corso di Conn@ctions è stato presentato il paper “Storytelling & Relations for impact”, realizzato da Buono & Partners e Storyfactory, con gli interventi di Sara Mazzocchi di Storyfactory, Benedetto Buono di Buono & Partners e Antonio Danieli di Assifero. Il progetto indaga il ruolo delle fondazioni di impresa e la capacità delle organizzazioni di generare valore attraverso identità, relazioni, leadership diffusa, multigenerazionalità e innovazione. Dal paper emerge che, per restare credibili nel cambiamento, le fondazioni di impresa sono chiamate a trasformare la propria storia in legacy operativa, attivare leadership diffuse, valorizzare il dialogo tra generazioni e rendere l’innovazione comprensibile, accessibile e misurabile. La comunicazione e l’ingaggio non sono quindi l’epilogo dell’impatto, ma parte del suo funzionamento: rendono visibili metodo, scelte, trasformazioni e relazioni.
“Conn@ctions nasce dalla convinzione che, in un tempo segnato da trasformazioni profonde, nessuna organizzazione possa creare valore da sola. Le relazioni, se costruite con metodo, visione e continuità, diventano infrastrutture strategiche: aiutano a leggere la complessità, ad attivare alleanze e a rendere più solide le decisioni” – ha dichiarato Benedetto Buono, Founding Partner di Buono & Partners.
Il filo conduttore dell’incontro è stata l’incertezza, intesa non come fase temporanea ma come condizione strutturale con cui imprese, istituzioni e organizzazioni sono chiamate a confrontarsi. Uno scenario che impone di ripensare modelli di leadership, sistemi di governance, strategie di innovazione, alleanze, competenze e modalità di costruzione della fiducia. Ad aprire i lavori, dopo i saluti istituzionali del DG Roberto Russo dell’Università degli Studi Link, è stato lo stesso Benedetto Buono, che ha introdotto il senso dell’iniziativa e il ruolo del capitale relazionale come leva strategica per orientare le decisioni, costruire fiducia e generare valore duraturo.
“Uno degli obiettivi principali del nostro Ateneo – ha spiegato Roberto Russo, Direttore Generale dell’Università degli Studi Link – è proporre un’offerta didattica che trasformi le passioni dei ragazzi in opportunità professionali. Siamo ben lieti quindi di ospitare un evento nato per mettere in connessione aziende, istituzioni e mondo accademico. I nostri studenti rappresentano il futuro del Paese ed è compito dell’Università dare loro tutti gli strumenti di conoscenza e creare occasioni di confronto e di networking in vista del loro ingresso nel mondo del lavoro”.
Leadership e governance: guidare nella discontinuità
Il primo panel, “Leadership e Governance”, moderato dal giornalista Marco Frittella, ha ospitato il confronto tra Alessandra Losito di Pictet, Ubaldo Livolsi di Università degli Studi Link e Vincenzo Ranieri di E-Distribuzione. Al centro del dibattito, la necessità di superare i modelli decisionali tradizionali di fronte a uno scenario segnato da instabilità geopolitica, economica e tecnologica. Dal dialogo è emersa l’importanza di una leadership capace di leggere la complessità, valorizzare la multigenerazionalità, governare l’impatto della tecnologia e dell’intelligenza artificiale e attivare forme di governance multilivello, fondate su responsabilità diffuse, fiducia e capacità di esecuzione.
Spazi, cultura e trasformazione: il keynote di Annalisa Calastretti
A seguire, Annalisa Calastretti di Il Prisma ha offerto al pubblico un keynote speech dedicato al ruolo degli spazi come leve strategiche per accompagnare le organizzazioni nella complessità. Gli ambienti di lavoro e di apprendimento sono stati raccontati come infrastrutture cognitive, emotive e relazionali, capaci di favorire attenzione, collaborazione, cultura organizzativa e connessioni.
Innovazione, infrastrutture e AI: tecnologia e giudizio umano
Il secondo panel, “Innovazione, Infrastrutture e AI”, moderato dalla giornalista Chiara Feleppa, ha riunito Fabio Senesi di RFI, Elizabeth Salini di Webuild e Giorgio Vercillo di Università degli Studi Link. I relatori hanno approfondito il rapporto tra infrastrutture strategiche, tecnologie intelligenti e capacità decisionale. In particolare, è emerso come innovazione, dati, AI e machine learning possano contribuire alla gestione predittiva degli asset, alla manutenzione, alla resilienza dei grandi sistemi infrastrutturali e all’efficienza operativa, senza sostituire il valore del giudizio umano. La discussione ha toccato anche il tema energetico, sottolineando la necessità di scelte strategiche capaci di integrare decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e responsabilità politica, industriale e sociale.
Education, ricerca ed ecosistemi: il keynote di Elisa Zambito
Il secondo keynote speech, affidato a Elisa Zambito Marsala di Intesa Sanpaolo, ha posto l’accento sul ruolo dell’education, della ricerca applicata e della collaborazione tra Istituzioni, università ed imprese, per creare ecosistemi virtuosi a supporto della competitività in ambiti strategici e ad alto potenziale di sviluppo per il nostro Paese. In un contesto attraversato da trasformazioni profonde, investire in competenze, formazione e ricerca significa creare le condizioni per generare crescita in ambiti distintivi e impatto nel lungo periodo.
Capitale umano: competenze, fiducia, senso e reputazione
Il terzo panel, “Capitale Umano”, moderato da Chiara Feleppa, ha visto la partecipazione di Stefania Romeo di LinkedIn, Simone Guzzardi dell’agenzia di PR ed employer branding L45 e Nicolò Andreula di Disal Consulting. Il dibattito ha affrontato l’evoluzione del lavoro alla luce della trasformazione tecnologica, del mismatch tra domanda e offerta, delle nuove competenze e delle aspettative delle persone. Il capitale umano è stato analizzato come leva strategica di competitività, reputazione e fiducia: dall’approccio skills-first all’impatto dell’AI su recruiting, formazione, upskilling e reskilling, fino al ruolo delle competenze umane, del benessere, del senso e dell’employee advocacy nella costruzione della cultura aziendale.
Un ecosistema di partner per generare valore relazionale
Conn@ctions 2026 è realizzato con il contributo di un ecosistema di partner di primario standing che comprende Università degli Studi Link, Il Prisma, L45, Storyfactory, LinkedIn, ADL Consulting, Eggup Zucchetti, 4eCom, Moonstone, Roma Startup, FEMBA, MOPI, Roma Good News e Make Different Magazine. Conn@ctions si conferma così come un appuntamento riservato e selezionato, costruito per favorire relazioni di qualità e dialoghi ad alto contenuto tra imprese, istituzioni, fondazioni e stakeholder strategici.

