L’agenzia racconta la propria crescita tra rebranding, AI e progetti.
Guidati dal Managing Director Piermario Tedeschi, entriamo nel cuore della visione strategica che, con metodo e concretezza, anticipa i trend e rilancia il posizionamento di Digital Angels in un mercato in trasformazione.
Digital Angels ha attraversato diverse trasformazioni. Qual è oggi il vostro posizionamento?
Piermario Tedeschi: Siamo un’agenzia di marketing che unisce creatività, media planning e digital marketing per elevare il potenziale dei nostri clienti. Dal 2011 continuiamo a crescere in dimensione e qualità, con l’obiettivo di andare oltre. Con il rebranding del 2024 abbiamo saputo raccontare al meglio il nostro mix di professionalità e il nostro modo di lavorare – con l’innovazione come elemento cardine – che ci ha permesso di essere sempre presenti nelle principali classifiche di crescita. Il risultato che ci rende più orgogliosi è quello ottenuto nella prima edizione del ‘Long-Term Growth Champions’ del Financial Times, la classifica che individua le aziende cresciute più velocemente in Europa negli ultimi 10 anni e che ci vede come la 1ª agenzia in Europa e la 9ª azienda in Italia. Dato che dimostra una crescita costante e non episodica. In parallelo, sono stato recentemente eletto nel Consiglio Generale di Anitec-Assinform, l’associazione di categoria dell’ICT aderente a Confindustria: siamo l’unica agenzia presente nel direttivo, un riconoscimento al nostro impegno nel rapporto tra innovazione, marketing e istituzioni.
Il rebranding del 2024 ha segnato una svolta. Cosa vi ha spinto a ripensare l’identità e quali risultati ha generato?
Piermario Tedeschi: Dopo tanti anni di crescita la parola ‘digital’ iniziava a starci stretta, l’agenzia si era già evoluta su servizi creativi e pianificazioni offline. Il rebranding ha allineato brand e realtà. Il primo anno ha superato le aspettative: +105% di revenues H1 2025 vs H1 2024, circa 40 milioni di euro di investimenti media gestiti, più gare vinte e prime creatività premiate.
Il settore media è in evoluzione. Quali sono le richieste più urgenti e come le state interpretando?
Piermario Tedeschi: Il mercato è in forte fermento, soprattutto sul versante media. Per comprenderlo meglio abbiamo incaricato Luiss X.ITE di condurre uno studio dedicato all’evoluzione del settore media. Le prime evidenze sono chiare: tanti dati e poca interpretazione, serve un vero interpretation layer; la total reach cross-media resta complessa; i marketer chiedono precisione, efficienza, facilità d’uso e connettività tra strumenti e partner. I gap più citati sono strategia, delivery operativa e proattività. Presenteremo i risultati a Roma e a Milano a fine novembre.
Quali nuove regole stanno emergendo nel mondo media e come si riflettono nel vostro approccio?
Piermario Tedeschi: Tra riorganizzazioni, fusioni, dismissioni e rallentamenti, il modello dei grandi centri media mostra crepe: quando la macchina è troppo pesante si perdono cura del dettaglio e velocità. Siamo entrati in una fase di selezione naturale: meno sovrastruttura, più agilità. I brand chiedono partner capaci di orchestrare dati, canali e misurazioni con precisione, responsabilità e trasparenza. Noi proponiamo un modello a doppio binario. Da un lato professionisti verticali: creativi, social & influencer specialist, media planner, SEO consultant e data analyst; dall’altro strategist & account manager, come consulenti dedicati che danno armonia all’insieme. In questo scenario, abbiamo una grande novità. A novembre lanceremo il nostro smart media center per colmare i vuoti del mercato: strategia personalizzata, proattività, flessibilità, cura del cliente e soprattutto misurazione integrata, unendo agilità e solidità maturate in 14 anni.
In cosa si differenzia il vostro nuovo centro media rispetto ai modelli tradizionali?
Piermario Tedeschi: Niente piani in serie e niente ‘pacchetti’ impersonali. Partiamo da un media blueprint co-firmato col cliente, poi costruiamo journey omnicanali: CTV, Video, Audio, Outdoor, Social & Influencer, Search e Retail Media. Attiviamo l’AI dove serve, ma sempre con controllo umano. La vera differenza è l’interpretation layer: consulenti dedicati che trasformano i numeri in scelte operative, guardando agli obiettivi del cliente, non del centro media.
La parola ‘misurabilità’ è spesso abusata. Quale errore vedete più spesso e come lo affrontate?
Piermario Tedeschi: L’errore più comune è scambiare le metriche di esposizione per i risultati di business. Video view, impression e click raccontano quanto siamo stati visti; brand lift, lead qualificati e vendite ci dicono se abbiamo spostato qualcosa che conta. Quando il dato contraddice il piano – per esempio CTR alto ma vendite ferme – cambiamo rotta: riallochiamo il budget e rivediamo la creatività. Così riportiamo ogni numero al suo perché economico.
Su quali temi emergenti nel mondo media state investendo oggi?
Piermario Tedeschi: In primis sull’integrazione di nuovi canali offline, quali CTV, DOOH dinamico e Retail Media in pianificazioni coerenti, con regole di frequenza e misure di impatto su vendite e brand lift. Poi in Social Advertising & Influencer. Dopo il pandoro-gate ho partecipato al tavolo tecnico di AGCOM; le nuove linee guida aiutano con regole chiare e contratti più solidi tra brand e creator.
Lavoriamo, inoltre, sul Search. Gli LLM hanno accelerato la produzione SEO, ma vediamo una compressione del traffico organico; serve un approccio nuovo che chiamiamo GEO – Generative Engine Optimization e che include contenuti citabili, segnali di qualità e formati strutturati.
Infine, su AI e tecnologie emergenti: stiamo integrando le AI generative creative in tutti i nostri stream, con regia umana. A conferma della traiettoria tecnologica, nel 2025 un nostro use case di AI è stato selezionato da IAB Italia tra le migliori adozioni delle agenzie.
Avete presentato ‘Angels for Gov’. Di cosa si tratta?
Piermario Tedeschi: Angels for Gov è una task force dedicata alla Pubblica Amministrazione, lanciata a maggio dopo oltre dieci anni di lavoro nel settore pubblico: più di 80 progetti, 12 ministeri e 9 regioni tra i committenti. Nasce per portare metodo, trasparenza e integrazione dove spesso dominano urgenze, complessità e RTI sempre più articolati.
I primi risultati sono già concreti, anche sul fronte media: abbiamo vinto la gara di Regione Lombardia (valore 27,6 milioni di euro) e quella di Regione Campania (400mila euro). Oggi il pubblico pesa circa il 15% del nostro business e per noi è soprattutto un laboratorio: codifichiamo processi ‘procurement-ready’ che riportiamo anche nel privato, migliorando governance e responsabilità sui progetti.
E sul fronte privato? Quali progetti raccontano meglio il vostro approccio?
Piermario Tedeschi: Le storie migliori nascono quando creatività e media si parlano su basi dati solide. Sul rebranding di GameStop in Gamelife abbiamo analizzato migliaia di conversazioni di community con modelli linguistici: tempo di insight dimezzato e oltre 700mila gamer coinvolti. A ottobre lanceremo una nuova campagna brand per Cofidis con una pianificazione omnichannel in Tv e su tutti i principali mezzi. In parallelo stiamo gestendo progetti creativi, activation con influencer e pianificazioni integrate per clienti come: Cofidis, Greenpeace, Fiorucci, Il Sole 24 ORE, MetLife, Scalapay, Todis, Uber, 3Bee e altri.
L’AI è spesso al centro di grandi aspettative. C’è stato un caso sotto le attese? E cosa avete imparato?
Piermario Tedeschi: Ci è capitato di automatizzare troppo presto la rotazione creativa con modelli AI senza aver prima messo a terra metriche di attenzione robuste: i CTR erano ottimi, ma l’incrementalità sulle vendite era bassa. La lezione è semplice: prima si definiscono i segnali giusti, poi si scala l’automazione; e in ogni fase serve un controllo umano. Aggiungo un punto di metodo: l’AI applicata al marketing è una frontiera e in molti si stanno improvvisando. Dopo alcune audizioni in Parlamento nel 2023, quest’anno ho presentato da accademico un paper alla SIM Conference, la principale conferenza scientifica italiana sul marketing. Il paper ha dimostrato l’effetto positivo dell’utilizzo di Smart+, l’AI di TikTok, sull’ottimizzazione delle campagne adv. Abbiamo applicato un approccio scientifico a campagne reali, per distinguere ciò che funziona. L’idea di fondo non cambia: l’AI è un co-pilota potente, ma la rotta la tracciano le persone. In sintesi: automazione dove serve, decisioni (e calore) umano dove contano.
Guardando ai prossimi mesi, quali sfide e opportunità ci aspettano?
Piermario Tedeschi: Il marketing dei prossimi anni sarà la capacità di trasformare l’attenzione in fiducia: non basterà farsi vedere, bisognerà farsi scegliere ogni giorno, con dati intelligenti e relazioni autentiche. Bisogna approcciare il marketing come un sistema operativo per la crescita del business. Il prossimo appuntamento sarà a Milano il 5 e 6 novembre, durante Intersections presenteremo il nostro nuovo centro media. Siamo sicuri che incontreremo aziende pronte a cambiare metodo e visione: dati, roadmap chiare e obiettivi condivisi. Veniteci a trovare.

