CATO fa sistema: dopo il round pre–seed e un primo anno di attività con già 100 PMI clienti, la start up nata per semplificare gli appalti pubblici consolida la propria posizione e integra Avvista.ai - Media Key
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CATO fa sistema: dopo il round pre–seed e un primo anno di attività con già 100 PMI clienti, la start up nata per semplificare gli appalti pubblici consolida la propria posizione e integra Avvista.ai

Un round pre-seed chiuso in un solo mese guidato da Italian Founder Fund (IFF), un modello di business che colma un evidente gap di mercato e una visione chiara: mettere a sistema l’innovazione italiana che sta nascendo attorno all’opportunità dei bandi pubblici. Questi gli ingredienti che hanno permesso a Cato, startup nata per supportare principalmente le PMI, ma anche grandi imprese, a cogliere le opportunità delle gare pubbliche accelerando e semplificando il processo di partecipazione, di chiudere il primo anno di attività con già oltre 100 clienti e l’integrazione della tecnologia di Avvista.ai nella propria piattaforma.

Il contesto è quello di un mercato da 309 miliardi di euro, cresciuto del +13,9% nel 2025 (Relazione Annuale ANAC), in cui il 60% delle PMI fatica ancora a partecipare alle gare pubbliche in modo competitivo. Il motivo: tra le migliaia di bandi pubblicati ogni giorno, individuare quelli davvero rilevanti per la propria azienda è tutt’altro che semplice, e preparare la documentazione necessaria nei tempi richiesti è spesso impossibile senza un team dedicato e specializzato. Inoltre il D.Lgs. 36/2023 ha reso obbligatoria la digitalizzazione dell’intero ciclo contrattuale, aumentando il carico normativo e la pressione sugli uffici gare meno strutturati.

L’integrazione con Avvista.ai

Forte dell’andamento dei primi mesi di attività e della crescente domanda di mercato, Cato ha recentemente integrato la tecnologia di Avvista.ai, neonata start up fondata da Riccardo Sabatti cha ha disegnato una soluzione self-service pensata specificatamente per le aziende con volumi di gare contenuti e senza un ufficio interno dedicato, la cui richiesta di supporto è in chiara e costante crescita. L’integrazione, formalizzatasi attraverso una cosiddetta “acquihire”, consente a Cato di coprire così l’intero spettro della domanda, dalle PMI che si affacciano per la prima volta al mondo degli appalti pubblici alle realtà più strutturate che gestiscono gare complesse. Inoltre la piattaforma permette di consultare anche opportunità che non si erano prese in considerazione: grazie al matching tra capitolato e cataloghi prodotti è possibile concorrere a lotti che non si stavano considerando, aumentando così le possibilità di accedere a ricavi aggiuntivi.

Le gare pubbliche non si perdono solo perché non si trovano, si perdono anche perché non si riesce a gestirle in modo efficace”, commenta Andrea Zorzetto, CEO e co-founder di Cato. “Dietro ogni bando c’è un team di persone capaci che troppo spesso finisce per passare le giornate a sfogliare PDF e compilare moduli, invece di ragionare su come costruire l’offerta migliore e vincere la competizione. Abbiamo costruito Cato esattamente per sollevare le persone – e con loro le imprese italiane – da tutto ciò che può essere automatizzato, restituendo loro tempo e spazio per concentrarsi su ciò che nessun software potrà mai sostituire: la strategia, l’offerta, il rapporto con il cliente”.

Il problema che Cato risolve

Ogni gara richiede la lettura di capitolati che possono superare le 200 pagine, la compilazione manuale di documentazione complessa e la costruzione di un’offerta tecnica competitiva in tempi spesso molto stretti. Secondo le stime di settore, preparare una singola gara complessa può costare tra 2.000 e 12.000 euro in termini di ore/persona (40-120 ore di personale senior a 50-100 euro l’ora), un costo insostenibile per la maggior parte delle PMI senza una struttura dedicata.

“Cato supporta e abilita gli uffici gare semplificando e accelerando il processo: chi lavora in questo settore sa quanto sia complesso e specializzato il lavoro quotidiano, il nostro obiettivo è che quelle persone possano fare di più, meglio e più velocemente, supportate dalla tecnologia”, prosegue Zorzetto. I risultati di questo primo anno ci dicono che siamo sulla strada giusta: oggi una PMI con 4-10 persone può competere con la struttura di un grande ufficio gare enterprise, e quando uno strumento è davvero utile al lavoro quotidiano non hai bisogno di convincere nessuno – sono i clienti a cercarti. È quello che è successo a noi, e che sta alimentando la crescita di un team che conta già 30 persone”.

Come funziona la piattaforma

Cato automatizza l’intero ciclo della gara in quattro fasi.

Ricerca. La piattaforma monitora in tempo reale oltre 100 fonti – ANAC, MePA, Gazzetta Ufficiale, portali regionali – e segnala automaticamente le opportunità più rilevanti per il profilo di ogni azienda. I clienti riscontrano un 80% di tempo risparmiato ogni mattina nella scrematura delle gare e una maggiore accuratezza.

Analisi. L’AI legge i documenti di gara, estrae requisiti e criteri di valutazione, verifica la compatibilità con l’azienda e identifica eventuali incongruenze tra i documenti – suggerendo i chiarimenti da richiedere alla stazione appaltante.

Compilazione. La busta amministrativa – che raccoglie anagrafica, certificazioni, dichiarazioni e firme, attività manuali e ripetitive che si ripresentano identiche a ogni gara – viene pre-compilata automaticamente, con un risparmio di tempo del 70%. La relazione tecnica viene generata già completa di carta intestata e grafica brandizzata dell’azienda, riducendo i tempi di stesura del 60-65%. Una checklist dinamica guida la preparazione della busta tecnica, con i prodotti e le specifiche dell’azienda, e di quella economica, contenente l’offerta di prezzo. L’invio definitivo dell’intera documentazione resta sempre in mano all’azienda, che mantiene il pieno controllo prima di procedere.

Archivio e intelligence. Lo storico delle gare partecipate alimenta un sistema di analisi dei competitor e dei risultati per affinare le strategie future di partecipazione.

100 clienti in meno di un anno

A pochi mesi dal lancio, Cato conta già 100 clienti attivi tra PMI e grandi aziende nei settori medicale e farmaceutico, IT, servizi e costruzioni. La piattaforma ha già gestito centinaia di gare e analizzato migliaia di documenti (250.000+ gare filtrate, 4.500+ gare analizzate, 1500+ documenti autocompilati), generando opportunità commerciali che altrimenti sarebbero state perse per mancanza di risorse interne.

Il mercato è ancora largamente inesplorato. Solo il 15,7% delle PMI italiane ha adottato strumenti AI nei propri processi (ISTAT 2025), contro il 53,1% delle grandi imprese – e siamo ancora sotto la media europea del 32% (Eurostat 2026). L’adozione è raddoppiata in un anno, ma la maggior parte del tessuto produttivo italiano non è ancora attrezzata. Nel frattempo, le scadenze PNRR, il picco di gare sanitarie atteso nel 2026 e il nuovo Codice degli Appalti stanno alzando l’asticella per tutti. Cato è posizionata per intercettare questa domanda nel momento in cui si manifesta con più forza.

I fondatori

Andrea Zorzetto, CEO e co-fondatore, ha portato Plug and Play in Italia a 24 anni dopo esperienze in politiche pubbliche a Londra, Parigi e Washington. Laureato in public policy, ha lavorato come policy advisor al Ministero del Tesoro britannico prima di dedicarsi all’imprenditoria.

Matteo Bossolini, CTO e co-fondatore, 23 anni, programma da quando ne aveva 12. Prima startup a 17 anni, studi tra Università Cattolica di Milano e ESCP (Parigi, Berlino). Tra i primi sviluppatori ad adottare strumenti AI nella programmazione, ha costruito soluzioni custom per uffici gare prima di co-fondare Cato.