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Banca Mediolanum racconta i suoi valori attraverso l’arte

‘Il Mondo di Ennio’, è l’omaggio che l’artista concettuale Emilio Isgrò ha fatto al lavoro e alla visione di Ennio Doris, fondatore della banca e di un nuovo modo di intendere la sua funzione.

Il 3 dicembre, negli spazi storici di Palazzo Biandrà a Milano, Banca Mediolanum e il Maestro Emilio Isgrò hanno presentato Il Mondo di Ennio, una nuova opera dedicata alla memoria di Ennio Doris e alla canzone che egli amava più di tutte: Il Mondo di Jimmy Fontana. Non solo un tributo affettivo ma un gesto simbolico che rinnova un percorso in cui la banca utilizza l’arte come linguaggio identitario e strumento di narrazione dei propri valori. Isgrò, maestro della cancellatura – gesto che non elimina, ma rivela – costruisce un’opera capace di restituire la visione del fondatore: un mondo da edificare attraverso dedizione, fiducia e responsabilità. A popolare la superficie dell’opera, una costellazione di piccole api: segni minuti e potenti di operosità, cooperazione e generosità. Non mere icone decorative, ma metafore di una comunità che lavora insieme, trasformando l’energia individuale in crescita condivisa. Nelle api, Isgrò vede riflessa l’essenza di Ennio Doris; in esse Banca Mediolanum ritrova i principi che guidano da sempre il suo modo di fare banca. Durante la presentazione, Sara Doris, Vicepresidente dell’Istituto, ha ricordato come suo padre avesse un rapporto profondo con la bellezza, intesa non come ornamento ma come ciò che migliora la vita. L’arte, così come la musica, per lui era un modo per toccare l’anima delle persone. È questa la radice della scelta di Banca Mediolanum di affidare, ogni anno, a un artista diverso il compito di interpretare i propri valori in un’opera: un dono simbolico agli stakeholder, un ponte tra l’identità dell’azienda e il linguaggio universale dell’arte.

Dal 2022 a oggi, le opere realizzate – da Le radici dei sogni di Lorenzo Petrantoni, a Il cuore degli altri di Marco Lodola, fino a Io non ho paura di Alfredo Rapetti Mogol – hanno raccontato la storia, la visione e la cultura aziendale attraverso forme, colori e metafore. Ogni lavoro è diventato un tassello del percorso valoriale iniziato da Ennio Doris: ascolto, rispetto, responsabilità, ottimismo, laboriosità. Valori che, come sottolinea Sara Doris, “si traducono nelle relazioni e nelle azioni quotidiane, ma possono parlare a un pubblico ancora più ampio proprio grazie all’arte”. In questo quadro, l’opera di Isgrò acquisisce un significato ulteriore. La cancellatura – che per l’artista è un atto di cura, una protezione del senso – restituisce profondità alla parola, proprio come la banca si impegna a custodire e far emergere ciò che conta davvero: le persone e la loro storia. Le api, invece, rappresentano la dimensione collettiva che nutre il futuro, un’immagine che richiama la natura innovativa e insieme umana del progetto imprenditoriale di Doris.

Isgrò ha definito l’arte “custode dei valori fondamentali”, capace di parlare a molti e di trasformare l’ovvio in qualcosa di più grande. È questo il punto d’incontro con Banca Mediolanum: l’idea che l’arte possa essere un mezzo per trasmettere cultura, sensibilità e senso di comunità. Non un esercizio estetico, ma un atto di responsabilità verso il presente e verso il futuro. Trasferita ora nell’Auditorium Ennio Doris, all’interno dell’headquarter di Milano 3 City, l’opera non è soltanto un omaggio, ma un simbolo vivo dell’identità della banca. Un modo per ricordare che l’eredità di Ennio Doris non è fatta solo di risultati ma soprattutto di valori: quelli che, oggi come allora, Banca Mediolanum sceglie di raccontare attraverso il linguaggio più universale e inclusivo che esista, quello dell’arte.