È stata svelata ufficialmente la mattina del 3 dicembre, nel corso di un evento stampa presso Palazzo Biandrà, nel cuore di Milano, la nuova opera del Maestro Emilio Isgrò dal titolo Il Mondo di Ennio, un omaggio poetico e simbolico a Ennio Doris e alla sua profonda affezione per la canzone Il Mondo di Jimmy Fontana, brano che egli amava moltissimo perché ne condivideva il senso di armonia, positività e apertura verso gli altri.
Per Doris il brano rappresentava la visione di un mondo da costruire con dedizione e generosità, valori che hanno guidato tutta la sua vita personale e professionale. Per questa ragione sulla superficie dell’opera si muovono come una costellazione viva e dinamica delle piccole api. Figure minute ma potenti, sono un segno di operosità instancabile, di forza collettiva che costruisce, trasforma e genera vita. In esse si riflette lo spirito del fondatore: la dedizione quotidiana, la cura verso la comunità, la visione di un mondo da nutrire e far crescere. Un impegno che va oltre il singolo, diventando patrimonio condiviso.
L’opera si inserisce nel percorso artistico e concettuale che da decenni identifica la ricerca di Isgrò, per cui l’arte non è semplice ornamento, ma linguaggio capace di tradurre in immagini ciò che spesso le parole non riescono a contenere, diventando messaggio, emozione e riflessione collettiva.
Nel presentare il progetto, Sara Doris, Vicepresidente di Banca Mediolanum, ha dichiarato: “Mio padre aveva un rapporto molto profondo con la bellezza, ma non la intendeva come qualcosa di decorativo. Per lui il bello era ciò che migliora la vita: un paesaggio, un gesto gentile, una parola giusta. Credo che l’arte, come la musica, gli piacesse proprio per questo: perché sapeva toccare l’anima delle persone. In quest’opera rivedo quella sua capacità di unire linguaggi diversi musica, parole, visione, gesti quotidiani, in un’unica emozione”.
Nel raccontare la sua opera il Maestro Emilio Isgrò ha rivelato: “Ho cancellato Il Mondo non per negarlo, ma per sentirne il battito. Ciò che può sembrare perduto ritorna: nelle note di Fontana, nel geniale soffio di Morricone e nella prospettiva di Doris. L’essenza umana non sparisce, è quel che si legge tra le righe cancellate”.
Al termine della cerimonia di svelamento, l’opera è stata trasferita presso l’headquarter di Banca Mediolanum a Milano 3 City, dove trova ora la sua collocazione definitiva e il suo naturale spazio espositivo all’interno del “Auditorium Ennio Doris”, recentemente inaugurato.

