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Asvis: dieci anni di impegno per lo sviluppo sostenibile 

Dal 2016 al 2026 in prima linea per difendere l’ambiente e spingere in direzione della responsabilità individuale e collettiva: è un compleanno importante quello appena celebrato dall’ASviS (l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), impegnata a informare, formare e disegnare politiche idonee per portare l’Italia su un sentiero evolutivo sintonico con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

Forte di oltre trecento aderenti, la più grande rete nazionale per lo sviluppo sostenibile del Bel Paese ha ovviamente spento la sua decima candelina non solo festeggiando il passato e i risultati già ottenuti ieri e oggi, ma anche e soprattutto guardando avanti verso il domani.

“Dobbiamo imparare a governare il cambiamento senza paura”, sottolinea Enrico Giovannini, Direttore Scientifico e co-fondatore dell’ASviS: “è necessario costruire una visione per il futuro del nostro Paese, altrimenti saremo soggetti passivi dei disegni pericolosi, ingiusti e violenti di qualcun altro”.

Nata il 3 febbraio del 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma Tor Vergata, l’Alleanza ha colto l’occasione offerta da questa speciale ricorrenza per ripercorrere i passi svolti per accelerare il cammino dell’Italia verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030 e, come detto, per rilanciare il proprio impegno a favore della sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale.

Cresciuta nel corso del tempo fino a diventare una rete formata da centinaia di organizzazioni della società civile aderenti (Associazioni imprenditoriali, sindacati, enti del Terzo Settore, reti degli enti locali, università, centri di ricerca e Fondazioni), cui se ne aggiungono altrettante ‘alleate’, Asvis è ritenuta ‘unica al mondo’ da organismi come la stessa ONU e il Parlamento Europeo.

Perseguendo l’obiettivo di costruire un mondo, un’Europa e un’Italia più equi e sostenibili, essa si è fatta artefice e promotrice di una straordinaria opera di mobilitazione generale, ben sintetizzata dal suo suggestivo motto “non lasciare nessuno indietro”.

È anche grazie all’ASviS che la cultura, gli orientamenti delle politiche pubbliche (nazionali e continentali), le strategie delle imprese e le scelte personali dei singoli individui non sono più quelle di dieci anni fa: oggi l’Italia può vantare una sua Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile, che ha rappresentato una delle richieste prioritarie dell’Alleanza fin dal momento della sua fondazione, e dispone di statistiche dettagliate sulle diverse dimensioni della sostenibilità. 

In virtù dei suoi suggerimenti sono state adottate politiche specifiche in diversi ambiti (si pensi al Reddito di Emergenza durante la pandemia); da segnalare anche la storica riforma costituzionale del 2022, con la modifica degli Articoli 9 e 41 della Costituzione, e l’inserimento tra i compiti della Repubblica della tutela dell’ambiente, anche nell’interesse delle future generazioni. 

Lo scorso anno è stata approvata la norma che vincola il Governo a valutare  preventivamente ogni Legge in funzione dell’impatto sociale e ambientale che essa avrà sui giovani.

“Un motivo di grande soddisfazione”, commenta Marcella Mallen, Presidente dell’Alleanza, “è l’aver consolidato negli anni il ‘metodo ASviS’: un modello di lavoro che stimola il confronto e la collaborazione, la parità di genere e generazionale, l’apertura alla diversità e la generosità”.

Tra i fiori all’occhiello c’è anche il Festival dello Sviluppo Sostenibile, una rassegna itinerante anch’essa unica al mondo (finalista in due edizioni degli SDGs Awards organizzati dalle Nazioni Unite). Nel maggio di ogni anno il Festival anima per oltre due settimane l’intera Penisola e le ambasciate italiane all’estero, con numeri che parlano da soli: quasi 8.000 eventi, 300 dei quali in altri continenti, e più di 10 milioni di visualizzazioni in streaming dei soli eventi organizzati dall’ASviS.