Green Film, dopo aver lanciato nel 2017 il disciplinare internazionale per la sostenibilità ambientale nelle produzioni cinematografiche e audiovisive, avvia i test per definire criteri e verifiche atti a certificare l’abbassamento dell’impatto in un’industria altamente energivora
Anche se a differenza di una pellicola live action, la produzione di un film d’animazione si svolge interamente in studio, riducendo grandemente l’impronta di carbonio generata dallo spostamento di enormi troupe in giro per il mondo, la quota “invisibile” dell’impatto che un cartoon ha sull’ecosistema è comunque di enorme rilevanza. Non esistono numeri certificati, ma i calcoli ha provato a farli lo studio finlandese Kajawood Studios: un cartoon di 90 minuti, con i suoi 130.000 fotogrammi, ognuno dei quali richiedesse almeno 3 ore per il rendering con apparecchiature da 270 W, consumerebbe circa 105.000 kWh di elettricità, corrispondenti a una quota compresa tra 22 e 46 tonnellate di Co2, a seconda della fonte.
Per questo motivo Trentino Film Commission, dopo avere lanciato nel 2017 Green Film, lo schema di certificazione per promuovere la sostenibilità ambientale nelle produzioni cinematografiche e audiovisive, che attraverso un disciplinare e un sistema verificato da enti terzi riconosciuto anche a livello internazionale ha certificato 340 opere a fine 2025, avvia ora la fase finale che porterà alla definizione di un analogo regolamento per l’industria dell’animazione.
L’inizio della fase pilota, aperta agli studi di animazione che vorranno aderirvi e avranno i requisiti necessari, giunge a compimento di due anni di mobilitazione, in cui sono stati coinvolti numerosi professionisti e oltre 110 organizzazioni di 30 Paesi, tra cui Animation Europe, Cartoon Italia, CEE Animation, Anim’France e CARTOON, ed è promossa oltre che da Green Film, anche da CineRegio, la rete di 53 fondi cinematografici regionali europei, ed Ecoprod, organizzazione no-profit che promuove la sostenibilità nell’industria cinematografica con oltre 450 membri. Durante questa fase sarà testata la capacità di adeguamento agli standard di sostenibilità del comparto audiovisivo adattati alle peculiarità delle produzioni animate.
La certificazione, utilizzabile in chiave futura anche per accedere a fondi erogati in base a criteri di sostenibilità, distingue tra criteri obbligatori, da rispettare, e criteri opzionali, che contribuiranno tutti a un punteggio complessivo, con un sistema organizzato in sette categorie principali, che coprono l’insieme degli impatti ambientali e organizzativi della produzione. Tali categorie ricomprendono Governance e Responsabilità sociale d’impresa (pianificazione della sostenibilità, strategia aziendale, responsabilità tra partner, formazione, calcolo dell’impronta di carbonio e aspetti sociali, quali benessere, non discriminazione, parità di genere), Edifici e uffici (efficienza energetica degli spazi, certificazioni ambientali, origine dell’energia, gestione dei rifiuti, acquisti sostenibili e accessibilità), Workflow e infrastrutture (gestione dei dati, riduzione dei volumi digitali, ottimizzazione delle risorse IT, infrastrutture di storage e uso responsabile dell’intelligenza artificiale), Trasporti e mobilità (promozione della mobilità sostenibile e riduzione degli spostamenti a maggiore impatto), Cibo (sensibilizzazione e pratiche alimentari sostenibili negli ambienti di lavoro), oltre a Merchandising (politiche responsabili su materiali, fornitori e volumi di produzione) e Comunicazione (trasparenza nella comunicazione delle azioni di sostenibilità e produzione di contenuti di sensibilizzazione).
A differenza delle produzioni live-action, che hanno progressivamente adottato standard di sostenibilità riconosciuti, il settore dell’animazione è rimasto finora privo di un riferimento comune e specifico per il settore. ANiMPACT colma questa lacuna proponendo uno standard adattato alle realtà operative dell’animazione, sia 2D che 3D. La fase pilota si svolgerà da luglio 2026 a maggio 2027 e porterà entro l’estate 2027 alla redazione finale del disciplinare ANiMPACT e alla successiva entrata in vigore del medesimo , con la possibilità per la prima volta di certificare tutte le produzioni di animazione che ne faranno richiesta.

