Passi da gigante per Rai Pubblicità - Media Key
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Passi da gigante per Rai Pubblicità

Secondo Gian Paolo Tagliavia, Amministratore Delegato di Rai Pubblicità, l’industry degli editori italiani ha, nel giro di pochi anni, completamente ristrutturato l’approccio al mercato. Rai Pubblicità nel primo semestre 2024 segna un +13% rispetto al 2023.

Rai Pubblicità si presenta ai suoi partner con un’offerta commerciale crossmediale e multipiattaforma, ricca di opportunità di comunicazione e visibilità. Rai apre la stagione televisiva autunnale con numeri da leader: 38% di share sulla Tv, primo editore del mercato per tempo speso in total video, con 49 milioni di contatti netti al mese, 20.900 milioni di ore spese complessivamente da tutte le piattaforme nell’ultima stagione televisiva, 90% della popolazione raggiunta sul target centrale 25-54 e una copertura trasversale su tutti gli altri target, grazie alla combinazione vincente tra i canali Tv e la piattaforma Rai Play.

L’offerta total video permette, infatti, di intercettare target specifici in maniera sempre più profilata e dettagliata, garantendo una reach incrementale e una copertura totale.

La posizione di leader è confermata da almeno 5 punti di share di vantaggio dei canali generalisti del servizio pubblico su tutti i competitor e un dominio in prime time con 7 serate vinte su 10.

La presentazione dei palinsesti Rai a Napoli è stata l’occasione per parlarne con Gian Paolo Tagliavia, Amministartore Delegato di Rai Pubblicità. “Il mercato sta andando bene”, ha spiegato. “È una tendenza che è cominciata a settembre dell’anno scorso. È un momento particolarmente felice e non riguarda solo Rai Pubblicità ma tutto il comparto”.

Gli editori italiani hanno completamente ristrutturato l’approccio al mercato

Il buon momento permette di introdurre una riflessione. “Noi dipendiamo dal mercato, quindi siamo molto attenti alle stime sui futuri scenari”, ha spiegato Tagliavia. “Però forse spendiamo poco tempo a ragionare non soltanto dal punto di vista della domanda ma anche dal punto di vista dell’offerta. E credo che il nostro comparto abbia fatto dei passi da gigante negli ultimi anni: l’industry degli editori italiani ha, nel giro di pochi anni, completamente ristrutturato l’approccio al mercato, rispondendo in maniera quasi unica nel panorama internazionale alla grande trasformazione digitale e utilizzando l’ulteriore trampolino della CTV, la Tv connessa, come leva per l’ulteriore cambiamento e per l’innovazione. Quello che le concessionarie pubblicitarie in Italia oggi offrono agli investitori non ha niente a che vedere con quello che offrivamo 3 anni fa”.

Rai Pubblicità: +13% nel primo semestre 2024

È un mercato che va bene ma, nello specifico, Rai Pubblicità sta andando particolarmente bene. “Abbiamo chiuso il primo semestre con una crescita record del 13%, una crescita molto significativa”, rivela Tagliavia. “Che è evidentemente anche guidata dai grandi eventi, ci sono stati i Campionati Europei di Calcio che sono andati molto bene ma non solo, perché c’è un aspetto organico che è legato all’evoluzione dell’offerta”. Anche la radio cresce del 13% nel semestre e i dati Nielsen dicono che la Tv a giugno ha segnato +69,5% rispetto al giugno precedente. E, mentre scriviamo, stanno per arrivare le Olimpiadi. “Prevediamo di realizzare un fatturato doppio rispetto a quello di Tokyo di 3 anni fa”, spiega Tagliavia. “L’azienda ha comprato anche i diritti digitali e l’offerta è all’altezza della nostra tradizione. Nello sport osserviamo questa integrazione tra Tv lineare e on demand, la nuova televisione, che nei grandi eventi sportivi estivi trova la sua consacrazione”.

Approcciare in maniera completa le esigenze degli investitori con il total video

Il successo dipende dai contenuti dell’azienda e dalle offerte confezionate da Rai Pubblicità. “Il nuovo palinsesto è molto solido, è stato costruito in maniera ineccepibile, le nostre aspettative sono molto positive”, spiega Tagliavia. “Non trascuriamo la capacità di approcciare in maniera ormai completa le esigenze dei nostri investitori con il total video: le grandi coperture della tv lineare unite alla grande capacità di targetizzazione molto precisa che ci è stata data da Rai Play. Contiamo di chiudere il 2024 con un risultato superiore a quello del mercato nel suo complesso”.

L’innovazione si fa anche con la crescita dei talenti

La Rai è la vera fucina dei nuovi talenti: se Amadeus lascia, si punta su Stefano De Martino. Ma gli investitori quanto sono disposti a rischiare sui nuovi talenti? “L’innovazione non si fa solo sui nuovi format, si fa anche con la crescita dei talenti”, risponde Tagliavia. “Stefano De Martino ha 34 anni. In un Paese come il nostro, mettere nel tinello degli italiani, dove può stare benissimo Amadeus, un signore di 34 anni è un segno di fiducia nei ragazzi. E io sono convinto che Stefano farà un lavoro pazzesco, tanto che stiamo già iniziando a lavorare con lui su progetti crossmediali che vadano oltre la sua presenza televisiva. E se ci crediamo noi abbiamo buon titolo per pensare che anche i clienti ci credano”.

La Tv non lineare cresce: +65%

La Tv non lineare sta cominciando a incidere. “Incide su tutto”, conferma Tagliavia. “Aumento di volume, aumento di clienti, aumento dell’investimento medio. La CTV cresce in doppia cifra pesante sul primo semestre dello scorso anno con un +65%”.

Ma ci sono altre tendenze che vanno considerate. A proposito di investitori, “l’automotive è stata una sorpresa”, spiega Tagliavia, e “l’industria di marca sta vivendo un nuovo rinascimento”. E anche la brand integration è diventata significativa. “C’è un tema di domanda: le aziende vogliono entrare sempre di più in maniera organica nei programmi Tv”, spiega l’A.D. “Ma c’è anche l’offerta. Noi oggi presentiamo dei progetti ai clienti che fino a qualche anno fa erano impensabili”.