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Casta Diva Group: il domani si scrive oggi

Sono davvero degni di nota i numeri che definiscono il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato 2023 di Casta Diva Group, multinazionale attiva nel settore della comunicazione, con sedi in tredici città dislocate in quattro continenti. Il valore della produzione è stato di 111,5 milioni di €, con una crescita del 33% rispetto all’anno precedente; incremento a doppia cifra anche per l’Ebit Margin (+14,5%), mentre il delta dell’Ebitda Margin è stato del +9,5%. Il percorso di sviluppo delineato nel Piano Industriale del dicembre scorso prosegue senza sosta e ribadisce la posizione di leadership del Gruppo in entrambe le aree verticali presidiate, ovvero Creative Content Production ed Eventi/Live Communication. Proprio in quest’ultimo comparto Casta Diva sta attraversando un periodo particolarmente brillante e intende dare un ulteriore impulso al suo impegno in tale direzione. Ne parliamo con Francesco Paolo Conticello, Head of Communication & External Relations del Gruppo, Matteo Valcelli, Chairman & CEO di G.2 Eventi, Duccio Stanzani Ghedini, Managing Director di G.2 Eventi, Federica Morini, Amministratore Delegato di Genius Progetti.

Recenti indagini hanno ricondotto il processo di sviluppo in atto a tre assi portanti: la tecnologia, la creatività e la sostenibilità ambientale. In base alla vostra esperienza quotidiana ‘sul campo’, confermate questa tendenza? 

Matteo Valcelli: Assolutamente sì. La sostenibilità non era forse un pilastro nel passato, ma lo è nel presente e lo sarà irreversibilmente in futuro: infatti stiamo lavorando per ottenere tutte le certificazioni e i riconoscimenti necessari. La tecnologia è ovviamente determinante per catturare l’attenzione dei target di riferimento, offrire esperienze immersive coinvolgenti, rafforzare il legame con i brand. Anche in questo campo possiamo considerarci all’avanguardia: non a caso il nostro AD Andrea De Micheli è stato nominato Presidente di Web3 Alliance, un consorzio che ha l’obiettivo di affrontare la sfida del Web 3.0 in modo consapevole per cogliere a pieno le opportunità e limitare i rischi. Quanto alla creatività, rappresenta l’elemento centrale della filosofia operativa del Gruppo e fa da denominatore comune a ogni nostro progetto. Nello scenario di questi anni è indispensabile parlare alla ‘pancia’ delle persone: agli utenti finali quando un determinato evento è stato messo in pratica, ai clienti quando è il momento di intercettare i loro bisogni e costruire su di essi un supporto comunicazionale e consulenziale.

Prima di tornare su questi temi, in particolare sul significato che attribuite al connubio fra tecnologia e creatività, ci potete illustrare come è strutturato il Gruppo per operare nell’ambito degli Eventi e della Live Communication?

Duccio Stanzani Ghedini: All’interno del Gruppo operano G.2 Eventi e Genius Progetti, che progettano e realizzano eventi indimenticabili, grazie alla spiccata propensione al lavoro di squadra e alla precisa volontà di puntare sull’eccellenza nella scelta dei partner. La capacità di mettere in contatto persone e aziende sfocia nell’ideazione e nella realizzazione di eventi di grandi dimensioni e di spettacoli live; dal canto suo, la costruzione di esperienze emozionali indimenticabili fa leva su alcuni pilastri fondamentali, sostanzialmente coincidenti con quelli su cui ci siamo già soffermati, ai quali va aggiunto anche il contenimento dei costi. Oltre alla competenza e al know-how esperienziale, anche la flessibilità è tra i fattori che consentono di ‘pensare’ e di ‘tradurre in pratica’ eventi di vario genere, che possono anche assumere un elevato livello di complessità.

Il team di G2 per esempio ha realizzato all’Allianz Mi.Co. di Milano una spettacolare convention aziendale il cui tratto distintivo è stata la predisposizione di una scenografia senza precedenti, pensata e realizzata dal team creativo dell’azienda e costituita da un palco di ben 540 metri quadri interamente ricoperto di ledwall: un gigantesco schermo che ha dato vita a un evento immersivo e coinvolgente.

Tra gli eventi firmati da Genius Progetti invece possiamo citare l’esperienza ‘Drive on ice in Lapponia’, durante la quale gli ospiti hanno potuto guidare sul ghiaccio a una velocità di 220km/h all’interno di uno speciale circuito disegnato sulla neve e illuminato dalle luci dell’aurora boreale. Il tutto impreziosito da alcune esperienze tipiche dei territori limitrofi al circolo polare artico, quali una cena in una teepee tradizionale, gite in motoslitta o su slitte trainate da husky e molte altre.

G2 è indiscutibilmente uno dei fiori all’occhiello di Casta Diva Group ma, al contempo, non è certamente l’unico…

Matteo Valcelli: Non meno importante è il ruolo di Genius, agenzia di eventi fondata a Sassuolo verso la metà degli anni ’90 che nel 2022 è entrata a far parte del nostro Gruppo. Numerosi e prestigiosi brand di diversi ambiti produttivi si sono affidati a Genius per organizzare eventi aziendali, lanciare nuovi prodotti, allestire stand fieristici o, ancora, dare particolare valore esperienziale ed emozionale a momenti celebrativi particolari.

Quali sono, allo stato attuale e in prospettiva futura, le priorità di Genius?

Federica Morini: Intanto, va premesso che entrambe sono reduci da un 2023 davvero brillante, archiviato con un fatturato complessivo nell’ordine degli 80 milioni di euro, sostanzialmente divisi in modo equo fra l’una e l’altra. Parlare delle priorità di Genius significa aggiungere un ulteriore punto cardine a quelli già citati: mi riferisco al concetto di ‘partnership’, al quale, in termini di relazione con i clienti, assegniamo una valenza fondamentale. Per Genius la crescita e lo sviluppo sono imprescindibili da questo obiettivo: non limitarsi a essere meri fornitori di servizi ma assumere il ruolo di partner dei clienti, seguendoli costantemente e su ogni singolo dettaglio. Genius non punta solo al successo di un evento specifico: nel suo Dna è insita la volontà di crescere insieme ai clienti, di aiutarli a raggiungere i propri obiettivi strategici, di fare in modo che il loro management sia costantemente affiancato dal nostro team. Tale orientamento ci consente di essere consulenziali e, conoscendo tutti gli aspetti della macchina organizzativa, di supportare il cliente in ottica di una migliore gestione delle risorse e di contenimento delle spese: un metodo di lavoro che è sempre molto apprezzato e uno dei principali motivi per cui i clienti tornano a lavorare con noi.

È lecito affermare che un atteggiamento come quello descritto ha avuto precise ripercussioni in termini di fidelizzazione?

Federica Morini: Non solo ha avuto evidenti riflessi, ma l’ha anche trasformata in uno dei nostri punti di forza. La capacità di instaurare e consolidare rapporti di questo tipo ci ha portati a essere visti dai clienti come una sorta di loro ‘extension’ ed è sicuramente una delle concause primarie delle notevoli performance registrate da Casta Diva Group negli ultimi tempi. Oltre a essere un modus operandi, è anche una gratificazione: se i clienti continuano a rinnovarci la loro fiducia, evidentemente sono rimasti soddisfatti del nostro lavoro.

Sempre in tema di assi portanti e di differenziazione dai competitor, cosa sta caratterizzando in questo momento l’attività di G2?

Duccio Stanzani Ghedini: La chiave del successo è la creatività, che ci consente di realizzare qualunque progetto, da quello più semplice a quello più impegnativo e sfidante. Un altro valore aggiunto di primissimo piano è l’aspetto produttivo, ossia la capacità di trasformare le idee creative e gli spunti originali in iniziative pratiche e concrete e nella cura tangibile di tutti i dettagli.

Oltre a questi due pilastri ce n’è un terzo che ci sta molto a cuore e attorno al quale ruota tutto il nostro new business: la sostenibilità. Casta Diva è diventata Società Benefit all’inizio del 2024: ultima tappa di un percorso importante intrapreso più di due anni fa e tutt’altro che concluso. A livello di business ci siamo resi conti che ormai in tutte le gare viene richiesto di specificare se siamo in grado di realizzare eventi sostenibili, se abbiamo fornitori in linea con queste policy e se ci impegniamo concretamente su questi fronti: praticamente tutte le gare che abbiamo vinto nell’ultimo anno ce le siamo aggiudicate proprio perché avevamo già adottato politiche in linea con queste direttive.

Non è facile né scontato che un Gruppo così grande e quotato come Casta Diva si impegni così tanto su questi fronti ma siamo molto soddisfatti del percorso fatto sin qui e la lungimiranza che ci ha sempre contraddistinti ci sta dando ottimi risultati.

A proposito di tecnologia e di creatività: come vengono ‘mixate’ sinergicamente all’interno delle strutture del Gruppo?

Francesco Paolo Conticello: Tecnologia, innovazione, AI, AR e così via sono strumenti fondamentali: li utilizziamo quotidianamente, ma nella consapevolezza che essi sono comunque al servizio della Direzione creativa. Uno dei nostri plus è proprio la disponibilità di un team creativo interno molto numeroso e preparato, in grado di affrontare qualsiasi sfida: grazie alle menti brillanti delle nostre risorse e al sapiente uso delle nuove tecnologie riusciamo a raggiungere obiettivi interessanti. In alcuni casi abbiamo ingaggiato anche direzioni creative esterne al Gruppo, com’è accaduto a inizio 2023 per la nostra prima campagna di advertising generata dall’Intelligenza Artificiale, grazie a un software in grado di elaborare immagini partendo da un input scritto. Per promuovere la parte più creativa e digital abbiamo dettato al sistema le parole ‘Casta Diva’ ed esso ha prodotto il visual che è diventato il focus della campagna. L’headline ‘Questo lo abbiamo fatto domani’ aveva un significato ben preciso: era la promessa, fatta a i nostri clienti, di disegnare il futuro insieme, costruendo progetti in funzione delle loro necessità ma rimanendo sempre proiettati verso il domani. Il body copy dell’annuncio ribadisce che l’AI cambierà il mondo della comunicazione: è un dato di fatto, ma non è in contrapposizione con la consapevolezza che la tecnologia non è fine a sé stessa e non può fare tutto da sola. Nell’ambito dei processi creativi il contributo della mente umana resterà sempre imprescindibile: non a caso, per realizzare questa campagna il team non si è limitato a usare le immagini prodotte dal software, ma le ha perfezionate e ha ottenuto risultati che solo l’esperienza umana è in grado di produrre.

Un’altra suggestiva campagna interna è la recente ‘Dov’è l’onda?’: qual è l’obiettivo primario che si è prefissa?

Francesco Paolo Conticello: È nata dalla volontà di rispondere alla domanda: “Cosa possiamo chiedere oggi all’Intelligenza Artificiale?”. ‘Dov’è l’onda?’ è la perfetta sintesi di quello che pensiamo delle nuove tecnologie: sarebbe anacronistico non conoscerle e non utilizzarle, ma la creatività umana rimane sempre la componente centrale.

La nostra strada sarà quella dell’Open Imagination, con l’acronimo OI che, per certi versi, rappresenta un passo avanti rispetto all’AI: l’intento è quello di sfruttare le tecnologie per raccontare ciò che le nostre menti possono immaginare. Il concetto è ben chiaro nel visual della campagna, caratterizzato da un oceano molto più vasto di quello rappresentato dalla celebre xilografia La grande onda di Kanagawa, realizzata dall’artista giapponese Hokusai quasi due secoli fa. In sostanza, abbiamo ribadito che l’AI è in tutti i device che utilizziamo ogni giorno e ci consente di espandere il mondo intorno a noi; ma, al contempo, cosa sarebbe la ‘grande onda’ senza i pescatori travolti dalla tempesta? Un mare come un altro, non certo un’icona in grado di attivare emozioni e di dare spazio all’immaginazione.

Potete fare qualche esempio di case history particolarmente indicativa delle vostre capacità creative e realizzative?

Matteo Valcelli: C’è solo l’imbarazzo della scelta. Possiamo citare un’icona del Made in Italy come Ferrari, ma anche Iris Ceramica Group, Ferrovie dello Stato (con cui abbiamo recentemente stipulato un accordo quadro), Bulgari, Allianz e via di questo passo. Una menzione doverosa va ad A2A: l’evento ‘Light is Life’, svoltosi lo scorso anno a Bergamo, a Brescia e sul Lago d’Iseo, ha riscosso un successo di pubblico straordinario e ha ulteriormente rafforzato il nostro background anche nel campo dell’arte immersiva ed esperienziale.

Premesso che è chiaro il concetto in base al quale ‘al domani bisogna pensare oggi’, se volessimo spingerci fino… a dopodomani, cosa intravvedete nel futuro?

Federica Morini: Vediamo fermento e dinamismo, un’attenzione ai costi che non andrà mai a scalfire la qualità, un forte impulso agli eventi proprietari, che riteniamo particolarmente stimolanti. E, ovviamente, vediamo una continua accelerazione sui tre punti cardine: creatività, tecnologia e sostenibilità.